McFumetto

BigMac

Non avevo fumetti in vacanza e qualche volta, come avrai capito, mi succede di leggerne. Forse per vezzo o forse per lenire una crisi di astinenza, ho comprato “Brand New!”
“Brand New!” è una rivista dedicata esclusivamente a storie scritte e disegnate da autori italiani. E’ edita dalla casa editrice Free Books e (sorpresa sorpresa) esce in edicola.
Quando ho finito di leggerla mi è rimasta addosso una sensazione di fastidio. Cerco di spiegare di cosa si tratta. Andrea Materia, direttore editoriale della rivista (e dell’intera casa editrice, se ho capito bene), ha scritto un editoriale che trovo discutibile in molti punti. Propone un elenco lungo e interessante di indicatori numerici con piglio da vero consulente (li so riconoscere, sai?).
Come si fa una slide efficace e a effetto?
Due blocchi di testo, uno a sinistra e l’altro a destra e nel mezzo una freccia che punta a destra. A sinistra si enumerano verità lapalissiane e che vengono tipicamente denominate assunti (o, trattandosi di consulenza, assumption). A destra si scrive una frase semplice che contiene il messaggio da vendere. Per rendere più facile la vendita del messaggio di destra si usano due trucchi: 1. l’elenco di sinistra deve essere lungo, complesso, noioso e – in definitiva – illeggibile; 2. la freccia deve essere molto grossa.
Andrea Materia snocciola accuramente (o almeno così mi sembra) le quantità di albi e volumi ordinati dalle fumetterie. Dice che i fumetti di produzione italiana muovono quantitativi risibili e non paragonabili in alcun modo ai numeri di albi e volumi di produzione statunitense o giapponese (capirai… quelli vendono come il pane e gli editori di fumetti sono tutti ricchi e spietati come il conte di Montecristo…). E, dopo una grande freccia ideale, conclude con: “La verità è che i gestori delle fumetterie non ritengono utile e saggio vendere fumetti italiani, neppure in dosi così miseramente modeste. Eppure far affezionare abbonati e frequentatori al prodotto locale e il modo migliore per costruirsi una clientela ‘sviluppabile’ nel tempo”.

E perché mai?

Manca, nell’editoriale di Materia, un qualsiasi accenno alla qualità dei prodotti, se non un vago “parliamo della collana che ha vinto tutto quello che ha già vinto” (si riferisce all’insonne e io – lo sai – sono un po’ schizzinosetto).
Manca, all’interno di “Brand New!”, la minima traccia di “prodotto locale” (sic!). A meno che non si vogliano considerare tali le storie (tutte carucce e disegnate in maniera professionale) scritte e disegnate come se dovessero durare un solo giorno e leggibili come fossero McFumetto, buono per un consumo veloce e sicuro in qualsiasi parte del mondo in cui ci siano anche la coca cola, il format del grande fratello, i film disney e le nike (indossate, non ancora da cucire).

Vendessero almeno come il bigmac…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...