king kong

Sono un uomo finito. Ucciso dalla tecnologia e dalla possibilità di accedere a una montagna di testi (fatti di parole, immagini, video e audio) mantenendo le chiappe saldamente avvinghiate alla sedia davanti al mio PC.
L’altra sera guardavo un DVD comprato (in realtà tutti i dischi che infilo nel mio lettore li ottengo con una transazione economica, sono i contenuti che a volte hanno provenienza illecita). Prima del film sono stato costretto – nel senso che non sono capace di usare il telecomando e non ho ancora capito come si fa a saltare la fuffa che mi infilano prima della schermata col menù – a vedere una di quelle oscene pubblicità progresso che l’industria del cinema produce per tutelare l’immagine che ha di se stessa. Diceva che non ruberei mai un auto, o una borsa, o un DVD da un negozio e, poi, sottolineava che comprare un DVD pirata è un reato perseguibile per legge.
Sarà… Però l’ottimo Lawrence Lessig, nel suo La cultura libera (qui c’è il pdf in inglese, scaricalo pure: non è reato), mi fa osservare che la digitalizzazione e la distribuzione capillare dei contenuti ha prodotto una modificazione così radicale dei paradigmi di accesso ai testi che gli apparati legislativi non sono ancora riusciti ad adeguarvisi.
Intanto io, bombardato da link che gli amici mi segnalano, mi ritrovo a godere della mia nuova meravigliosa condizione di youtube addicted.
Metto qui i link a tre filmati che mi piacciono tantissimo (in realtà cerco di inserire i filmati in questa pagina, ma non sono sicuro di riuscirci).

I titoli di testa di Delicatessen

Un cartine animato su Frank di Jim Woodring

Robert Crumb che spiega come è fatto il culo dei suoi sogni

Se cerchi, ci trovi un sacco di altre cose: filmati sul parkour, documentari sulla vita di Andy Warhol, video dei residents, i sei episodi in animazione di Maakies di Tony Millionaire e qualunque altra perversione ti attanagli in quel momento.

Una cosa non ho capito… i critici cinematografici che hanno visto nel king kong di jackson una rilettura dell’11 settembre, come ci sono riusciti?

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5 pensieri su “

  1. non ho capito

    stai parlando delle chiappe avvinghiate alla sedia del post di sopra?

    non ho COPIto

    cerebroleso

  2. l’uso scientemente improprio (retoricamente detto catacresi) del verbo avvinghiare di cui sono soggetto le chiappe crea nell’incipit del post un effetto cartone animato… non te le vedi le chiappe di spari che dotate di vita propria abbracciano strette strette la sedia?
    poi il post, passando attraverso uno dei più teorici film d’animazione (il king kong di jakson) ci porta alle animazioni di Millionaire…
    dimmi che D’inchiostro non è un maestro..

  3. a proposito di culi, non so voi, ma a me questo consenso abbastanza diffuso, indifferenza tutto sommato approvatoria, alla missione in libano fa venire in mente cose lette/orecchiate ai consensi massivi alle campagne in libia e etiopia. non dico siano paragonabile per fini (anche se sì lo sono nei mezzi), ma c’è questa roba di cercare di mostrarsi ‘all’alteza dei nostri compiti’ che mi puzza tanto tanto tanto da fascista:

    ‘abbiamo vinto i mondiale vuoi che non possiamo andare a disarmare un po’ di cammelieri di merda?’

    ci sono cinque regione del paese più a meno in mano a bande criminali da decenni a volte secoli, senza che lo stato riesca ad essere tale e si pensa di andare a mettere ordine in libano?! mmmmm, finirà in disastro, e tutti i mangiaspaghetti a dire ‘già lo dicevo io’.

    ding dong! l’armata brancaleone è in partenza al binario 5!

    cerebroleso

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