Trattieni le lacrime: ricomincia la scuola

Sig!

Io e la mia amica Cinzia stavamo parlando del blog notedisciplinari (da cui pare sia stato tratto anche un libello) in cui si possono leggere alcune delle note (vere o finte non so dire) che gli insegnanti segnano sul registro. La più divertente tra quelle che ho visto diceva (cito a memoria perché non la trovo più):
La classe ha staccato il Cristo dal crocifisso e al suo posto ha lasciato un bigliettino con sopra scritto torno subito. Piccole orme sul muro partivano dal crocifisso e arrivavano fino alla porta. Chiedo un provvedimento disciplinare perché la classe si mostra irrispettosa della religione.

L’ho trovata esilarante e allora con Cinzia ci siamo raccontati le note più divertenti. A me non ne veniva in mente nessuna. La cosa più spettacolare che sono riuscito a fare nel mio primo anno di scuola superiore è stata reputata immeritevole di una nota. Un compagnuccio al primo giorno di scuola (eravamo piccolissimi, appena emersi dalle medie) ha chiesto alla profe di andare ai servizi e lei gli ha accordato il permesso. Il giovine baldanzoso ha aperto la porta e ha iniziato a correre verso i bagni. L’insegnante l’ha guardato uscire alzando un sopraciglio e ha continuato l’introduzione alle sue lezioni. Dopo un po’, infastidita dalla porta lasciata aperta dal corridore, mi ha chiesto di chiuderla (me ne vergogno un po’, ma mi ero seduto in prima fila). Di fronte all’autorità della profe, mi sono alzato di scatto, ho afferrato la maniglia e ho chiusa rapidamente la porta. Prima di riuscire a sbatterla ho sentito un tonfo sordo e inspiegabile. Ho riaperto la porta e davanti a me giaceva, steso sulla schiena, il mio compagnuccio con un inizio di tumefazione sulla fronte: continuando a correre, aveva visto il suo tentativo di rientrare in classe infrangersi contro una porta in rapido avvicinamento.

Racconto l’evento e sghignazzo. Cinzia mi guarda, aspetta il suo turno e mi gela col racconto di una burla geniale: sono solo un dilettante.

La sua classe aveva un lungo finestrone alto nella parete che dava sul corridoio. Il Brambilla un giorno aveva portato un oggetto stranissimo, chiamato lo squalo. Era un triangolo nero di cartone fissato in cima a un manico di scopa. Lo squalo era stato consegnato alla bidella del piano e se qualcuno veniva buttato fuori dall’aula egli lo andava a recuperare e lo faceva scorrazzare accanto al finestrone. In classe sghignazzate inspiegabili e professori nervosi.
Una volta era successo che il Brambilla, il Carugati e il Crespi (che era il più mingherlo di tutti) erano riusciti a uscire dall’aula tutti insieme. Il Brambilla aveva preso lo squalo e il Carugati si era messo il Crespi sulle spalle. Da dentro si vedeva un ragazzetto che nuotava e che all’improvviso si accorgeva di essere inseguito da uno squalo. Panico e fuga all’esterno, risate incontenibili all’interno.
Chiaramente, dopo un po’, l’insegnante se n’è accorta. Chissà cosa ha scritto sul registro?

6 pensieri su “

  1. io , io , io , posso raccontarne una delle superiori?
    Andavo al Daverio a Varese l’Istituto Tecnico Commerciale, ossia la scuola per ragionieri, visto che mio papà non aveva voluto sentire ragioni. Uno dei miei migliori amici stava proprio seduto al banco dietro al mio, ovvero era l’ultimo della fila.Insomma prima dell’intervallo Igy, così si chiama comincia a dondolarsi sulla sedia, avanti, indietro, avanti e indietro… fino a che non si sbilancia completamente e cade indietro.
    Invece di prendere una capocciata terribile contro il muro, questo cede letteralmente all’arrivo del suo cranio e il povero Igy si ritrova faccia a faccia con la prof. di Mate che era in 2a.
    Lei lo guarda e senza scomporsi gli urla:”Colangelo! Torna in classe” e Igy le risponde “Scusi prof.!” e torna con la testa da noi.
    😉
    Chiara

  2. Ne ho fatte tante, ma il record è stato essere sbattuto fuori di classe.
    Niente di che, mi dirai, caro Zio Paolo.
    Ero all’università
    D.

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