RIP

E’ morta Oriana Fallaci.
Non sono esattamente un cultore degli scritti di questa signora. Durante il liceo ero stato costretto alla lettura di Penelope alla guerra, Lettera a un bambino mai nato e Un uomo. Letture da liceo, appunto. Obbligatorie e noiosissime. Però ero un ragazzetto curioso e una volta in un grande magazzino mi è rimasto attaccato un BUR, che stava giusto giusto nella tasca del giaccone, Interviste con la storia. Ed erano belle, scritte bene, comprensibili e amministrate da una giornalista che faceva domande. Cazzo! Che brava!
Poi me l’ero persa. Inshallah non so neanche di cosa parlasse.
L’ho ritrovata dopo l’11/09, quando ho iniziato a leggere i suoi interventi ospitati dal “Corsera”.
Scritti benissimo e in maniera comprensibile a tutti (fossi capace anch’io). E dietro questa eleganza formale (la semplicità mi commuove) c’erano le idee dei più trucidi reazionari che prendono il treno al mattino e si assiepano sui quattro sedili di fronte per commentare la vita, l’universo e tutto il resto. Fallaci scriveva, dopo l’11/09, delle cose terrificanti. Perché dire che l’islam è cattivo e contiene i semi del terrorismo, che gli arabi puzzano e che se ti costruiscono una moschea dietro casa la fai saltare non è rifiuto della cultura del piagnisteo. Non c’è niente di scorrettezza politica in quelle affermazioni. Quella cosa si chiama razzismo (magari tu usi un’altra parola: parliamone).
Ieri il “Corriere della Sera” si apriva con un editoriale di Ernesto Galli Della Loggia. Ne copio dei pezzi (se vuoi leggerlo tutto, lo trovi
qui)
Cita la nota intervista al Khomeini

“Quando cioè, di fronte al nuovo padrone dell’Iran che aveva accettato di incontrarla solo a patto che lei si coprisse il capo con il velo, Oriana, giunta alla sua presenza, se lo levò d’impeto dandogli seccamente del «tiranno». In quel gesto, che si concentrava sul particolare dello chador e ne faceva il centro dello scontro, era anticipato il senso di quanto da lì a non molto sarebbe divenuto il motivo dominante del rapporto difficile tra l’Occidente e l’Islam: l’urto delle mentalità e delle culture, l’urto tra due concezioni antitetiche dell’eguaglianza tra le persone (tra uomo e donna, tra eterosessuale e omosessuale) e della loro dignità.”

Ok. Ci sta. Un gesto dannunziano. Un’intervistatrice che si palesa di fronte a un capo di stato e religioso e si scopre il capo violando un dettame (ridicolo, per quanto vuoi, ma pur sempre un imposizione religiosa, anzi ridicolo come riescono a esserlo solo i vincoli imposti dai rappresentanti di un dio). E’ la fine degli anni Settanta e quel gesto fu immediatamente ascritto ai moti più vigorosi di emancipazione femminile. Galli Della Loggia ci legge dell’altro e continua:

“Con l’intuizione di chi per mestiere è chiamata a interpretare i segni dei tempi, la Fallaci capì che lì, su quell’apparentemente innocuo pezzo di stoffa, tra lei e l’imam si giocava una partita importantissima, che era poi la stessa che più tardi si sarebbe giocata tra le due culture: e di quel pezzo di stoffa fece la bandiera da agitare in faccia all’avversario. Capì – a quell’intuizione rimanendo fedele come pochi – che il futuro ci avrebbe sempre più richiesto la consapevolezza irrinunciabile della nostra identità, anche a costo di sfidare l’incomprensione e l’ira dell’altra parte”.

Ah…

Ha finito. Scusa mi ero distratto. Ero piegato e stavo raccogliendo i bossoli delle cazzate sparate.
Ok! Capisco che il “Corriere della sera” sia stato tenuto in ostaggio da Fallaci e abbia dovuto pubblicarne le peggiori nefandezze per garantirsi copie vendute mentre la carta stampata quotidiana, anche in Italia finalmente, iniziava a compiere la sua triste parabola discendente.
Capisco che Padoa Schioppa non doveva scrivere quel mail a Giavazzi (sì, ha fatto una clamorosa scemata), anche se lì dentro c’era una verità: il Corsera sta correndo verso il populismo più spinto per reagire alla perdita di copie in favore di “Libero” e “Giornale” (caro lettore di questi due quotidiani, se proprio devi, rinuncia a loro e gettati sul “Foglio” ferraresco. E’ fatto meglio e contiene sempre almeno un articolo che da solo ne vale il prezzo: sabato c’era uno spettacolare pezzo su Jimi Hendrix).
Capisco anche che, ora che Fallaci non c’è più, bisogna trovare un nuovo fenomeno da baraccone pronto a perdersi nella tranquilla confidenza dei luoghi più comuni.
Ma, per giove!, proprio Galli Della Loggia?

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