Potere alla parola – Note

(uno spartito... che arguzia!) però è Salieri

Le parole di Will Eisner qui riportate sono estratte dal volume “Fumetto & arte sequenziale” (Vittorio Pavesio Productions, Torino 1997).

Quando parlo di interfaccia uomo/calcolatore intendo la progettazione degli eventi che permettono una interazione efficace tra un utilizzatore umano e un programma.

“Cervello e linguaggio”, l’articolo di Antonio R. Damasio e Hanna Damasio, è stato pubblicato originariamente su Le scienze n.291 (novembre 1992) e poi antologizzato in Giuseppe Longobardi (a cura di), “Le lingue del mondo”, Le scienze – Quaderni n. 108, giugno 1999.

Lo scontro tra Hearst e Pulitzer per il possesso di Yellow kid e Katzenjammer kids viene dettagliatamente raccontato da Oreste del Buono e Ranieri Carano in AAVV, “Enciclopedia del fumetto 1”, Milano Libri Edizioni, Milano, 1969. Fa osservare del Buono: “i comics, si sa, debbono la loro più immediata origine alla lotta tra due capitalisti americani verso la fine del secolo scorso. Erano gli anni successivi alla guerra civile, gli anni della definitiva disfatta dei sogni agricoli di Jefferson, del trionfo insaziabile dei Robber Barons. Joseph Pulitzer e William Randolph Hearst, capitani d’industria che avevano scelto l’industria del giornale come campo d’affermazione, si disputarono la supremazia di New York. Per ottenere tale supremazia, nel loro campo, occorreva vendere il maggior numero di copie di giornale, e, per vendere il maggior numero di copie di giornale, occorreva andare incontro al pubblico, creare il pubblico.”

Informazioni su il “Corriere dei piccoli” possono essere estratte da “Corrierino Corrierona. La politica illustrata del Corriere della sera” di Claudio Carabba (Baldini & Castoldi, Milano, 1998). Il volume è stato pubblicato originariamente da Guaraldi di Firenze nel 1978. La “Postilla postume” aggiunta dall’autore per aggiornare i contenuti del volume è così imprecisa e sbrigativa (una ventina di pagine per riassumere il periodo compreso tra il 1952 e il 1994) da risultare addirittura lesiva all’intero volume.

Ho copiato la frase di Faeti da Fausto Colombo, “La cultura sottile. Media e industria culturale in Italia dall’ottocento agli anni novanta” (Bompiani, Milano, 1998). Il volume viene citato nuovamente più avanti nel testo.

A proposito di fumetti malamente riadattati è probabilmente il caso di rammentare le infinite polemiche scatenatesi a proposito del trattamento cui Ferruccio Alessandri sottopose molte strisce sindacate d’avventura statunitensi. In ogni striscia, per esigenze di quotidiana scansione narrativa, dovevano essere riassunti gli avvenimenti del giorno precedente. Alessandri elise sistematicamente dalle storie il quadretto riassuntivo e il solo ringraziamento che ottenne per aver liberato i lettori dalla ridondanza fu l’accusa di iconoclastia mossagli dai puristi del fumetto che videro l’integrità dell’opera venire meno.

L’episodio di Paperinik citato è “Dalla A alla Zebra”, sceneggiato da Francesco Artibani e disegnato da Ettore Gula. E’ apparso in “PK. Paperinik new adventures” speciale 00, agosto 2000.

(fine – finalmente)

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19 pensieri su “

  1. sto leggendo il numero 24 di Riga, Saul Steinberg, pp. 400, 18 €.
    mi produce l’effetto opposto di guardare un libro di disegni di Steinberg:
    voglio che finisca al più presto, non ne posso più

    tra i tantissimi testi ci sono pure quelli belli: dello stesso Steinberg, di Barthes, di Gombrich, e la nota/notizia di Pericoli, il più acuto forse è quello dell’esule Norman Manea, e Arthur Danto l’unico che dia una visione generale della sua opera. Il resto (27 pezzi!) è una litania sulla necessità di considerare Steinberg un artista tout court, e su ‘che fessi erano i critici d’arte che non lo avevano capito e ancora non lo fanno’. Quasi inesistenti i riferimenti ad altri disegnatori e catoonist dell’epoca, se non per dire che lui con loro non c’entrava niente. come se la legittimità di guardarsi un disegno fosse legata alla sua appartenenza all’arte. cazzo, in che secolo vivono questi qua?

    come se non ci fosse stato un curatore del volume si ripetono continuamente le stesse cose: ‘il disegno della mano destra che disegna la sinistra’, ‘il mio tratto vuole costantemente ricordare di essere fatto d’inchiostro’.
    sembrerebbe abbiano preso ogni cosa scritta sull’argomento, e l’abbiano buttato dentro un bel volumone per farlo sembrare IL LIBRO SERIO E DEFINITIVO su Steinberg.
    Insomma: una operazione editoriale fasulla (paradossalmente questa falsità è l’unico aspetto che si abbini bene con Steiberg, cultore di falsi), duecentocinquanta pagine di troppo

    cerebroleso

  2. Avete visto? Cerebrino è terrorizzato dalle parole. Prima non gli piace se chiamiamo le storie lunghe grafic novel. Poi ha paura della parola Arte. Basta con queste cazzate! Bisogna gridare che tutto il fumetto è arte come il cinema. BISOGNA AMARLO TUTTO. Se non leggi Brad Barron non puoi parlare del Cavaliere Oscuro (solo per dire di un libro che è oggettivamente un capolavoro della Nona Arte riconosciuto da tutti). E ben vengano le opere che raccolgono tutta la citica attorno ai grandi autori della Letteratura Disegnata.
    Spari, perché non ci parli tu un po’ di questo Stinberg.
    Luca

  3. è vero, sono terrorizzato della parola ‘Arte’. riesco solo a scrivere ‘arte’.

    anche se gridi neanche il cinema è arte. a meno che nell’arte tu non includa anche la falegnameria. ma in quel caso – se tutto è arte – perché accapigliarsi per considerare arte il fumetto?

    confesso che anche la definizione letteratura disegnata mi fa molta paura. ti proibisco di riutilizzarla quando ci sono io. altrimenti piango.

    Spari, perché non ci parli tu un po’ di questo Sting?

    cerebrino

  4. se non leggi brad barron potrai anche non parlare dei tornei medioevali, ma risparmi un sacco di tempo per fare attività più gratificanti.
    Spari perché non ci parli?

    martin cocai

  5. Certo che non capite veramente niente! Letteratura Disegnata è il nome che ha dato al fumetto il supremo Hugo Pratt, l’autore di Corto Maltese. Pratt dovrebbe essere in tutte le antologie di letteratura italiana nelle scuole.
    Nona Arte è la musa del fumetto. Vuol dire che è un’Arte come la Poesia, il Teatro, il Cinema, la Letteratura, la Pittura, etc etc…
    Io ho sbagliato a scrivere il nome di Steinberg, ma almeno so scrivere in italiano ortograficamente e grammaticalmente corretto.
    Spari, non ho capito la battuta.
    Luca

  6. Perché invece di star qui a litigare qualcuno non si cerca in libreria la sua copia de “Il castello dei destini incrociati” e rispode al mio commento del post precedente?
    Come dicevo sono senza i miei libri a portata di mano e mi piacerebbe rileggere quella frase di Calvino (e poi penso sarebbe un contributo al post di Spari perché mostra come la lettura del corrierino possa, anni dopo, aver influito sul lavoro letterario del buon Italo).
    Dai, renderevi utili ogni tanto 🙂

  7. Lo so ho scritto “rispode” invece di “risponde”, dati i precedenti di questo thread avrei dovuto rileggere prima di inviare… non lo feci… ahimè…

  8. sono pigro (se possibile, anche più di te)

    mi spiace, non è possibile, non te ne crucciare…

    l’invito era comunque rivolto ai tuoi alacri commentatori… vabbe’, entro un paio di mesi rienterò il possesso dei libri e lo farò io…

  9. Chi fa da sé…

    «Voglio ancora informare che per un certo tempo nelle mie intenzioni questo volume avrebbe dovuto contenere non due ma tre testi. Dovevo cercare un terzo mazzo di tarocchi abbastanza diverso dagli altri due? A un certo momento sopravvenne in me un senso si fastidio per la prolungata frequentazione di questo repertorio iconografico medieval-rinascimentale che obbligava il mio discorso a svolgersi entro certi binari. Sentii il bisogno di creare un brusco contrasto ripetendo un’operazione analoga con materiale visuale moderno. Ma qual è l’equivalente contemporaneo dei tarocchi come rappresentazione dell’inconscio collettivo? Pensai ai fumetti: non a quelli comici ma a quelli drammatici, avventurosi, paurosi: gangsters, donne terrorizzate, astronavi, vamps, guerra aerea, scienziati pazzi. Pensai di affiancare alla Taverna e al Catello, entro una cornice analoga, Il motel dei destini incroviati. Alcune persone scampate a una catastrofe misteriosa trovano rifugio in un motel semidistrutto, dove è rimasto solo un foglio di giornale bruciacchiato: la pagina dei fumetti. I sopravvissuti, che hanno perso la parola per lo spavento, raccontano le loro storie indicando le vignette, ma non seguendo l’ordine d’ogni strip: passando da una strip all’altra in colonne verticali o in diagonale. Non sono andato più in là della formulazione dell’idea così come l’ho esposta ora. Il mio interesse teorico ed espressivo per questo tipo d’esperimenti si è esaurito. E’ tempo (da ogni punto di vista) di passare ad altro»
    Italo Calvino, ottobre 1973

    Non molto diverso dal modo in cui “leggeva” i fumetti sul Corriere dei Piccoli, in vero…

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