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Van Gogh di Larcenet

Une aventure rocambolesque de Vincent Van Gogh : La Ligne de front
Manu Larcenet
Dargaud

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14 pensieri su “

  1. se non mi spieghi il perché…
    crederai mica basti una bella copertina… oltretutto senza donne nude…
    dai
    articola un poco e convincimi a ordinarlo…
    tanto poi non lo ritiro
    sciao

  2. Per chi non lege il francese pubblicherai a puntate, sul blog, la traduzione dei balloon?

    dai, sì… così lo ordino anch’io… non c’è neanche bisogno che mi convinci come al Battaglia…

  3. Una bella copertina dovrebbe bastarvi.

    Mi lancio in un tentativo di riassunto alla tv sorrisi e canzoni:

    C’è la guerra e i generali si rendono conto (dalla loro casetta immersa nella quiete e nel verde a mezz’ora dal centro) che stanno perdendo.
    Forse – dicono – è perché non sanno come è fatto il fronte.
    Per evitare di andarci personalmente decidono di spedirci qualcuno che possa fornire dettagli visuali e chiarimenti: chi meglio di un artista.
    Vincent Van Gogh viene precettato e spedito al fronte a documentare la guerra per dare indicazioni agli strateghi. Ma le sue opere sono troppo gialle e Manet avebbe fatto di meglio.

    Dovrebbe bastare…

  4. anzi, affanculo, la retorica…
    te la pongo così…
    perché è accettabile, senza fastidio alcuno, anzi con piacere sommo, che van Gogh, morto nel 1890, partecipi alla guerra del 14-18?
    forse perché è un fumetto?
    e perché in un fumetto accettiamo quello che ci innervosirebbe altrove?

    sciao
    boris

  5. forse perchè per sua natura il fumetto è libero, a differenza delle altre forme di narrazione, di quel noiso principio di imitazione del mondo che si chiama mimesi.
    forse perché il fumetto viene utilizzato per raccontare storie ben sceneggiate solo per una serie di circostanze storiche e politiche, forse perché il suo potere, la sua vera natura sta altrove.
    solo forse, però…
    sto sparando alla cieca.

  6. Però così ti fai rovinare tutta la sturiellett’… Perché a un certo punto glielo si chiede a van gogh come faccia ad avere ancora ambe le orecchie e la vita.
    Una sordita storia di spionaggio volta a debellare il cubismo.

  7. Una parte delle avventure di Corto Maltese(certo non propriamente di un fumetto di divulgazione storica) si interseca con le vicende della Grande guerra. Una storia su tutte “Côtes de nuit e rose di Piccardia”, quella sul barone rosso.

    Tutta la saga di Petra Chérie, di Attilio Micheluzzi, ruota attorno a quel conflitto.

    C’è sicuramente qualcosa nella collana “Un uomo un’avventura” per esempio L’uomo del deserto di D’Antonio/Tacconi…

    Però anche in questa non c’è vita di trincea (se è quello che cercavi)…

  8. Sì, effettivamente hai capito che cosa cercavo. Quel Corto Maltese mi pare di averlo letto. Micheluzzi è un bravo artista, me lo ricordo sul Corriere dei Ragazzi, ma mi è sempre sembrato inadatto ai fumetti! (che status ha nel canone fumettistico?).

    nella collana “Un uomo un’avventura”

    Un fumetto di quella collana, mi pare proprio, si intitolava L’uomo di Harlem e parlava di jazz ed era disegnato da Crepax, che negli anni Sessanta ha fatto diverse copertine per libri di Arrigo Polillo e, così ho letto, molte copertine di dischi jazz, che però io non ho mai visto.

    Tanti anni fa, ma propro tanti, alla tv ho visto un documentario su Claudio Abbado (questo ti darà un’idea di quanti anni fa). Si spiegava che lui e Crepax, coetanei, erano amici d’infanzia per la colleganza dei padri, rispettivamente violinista e violoncellista, e li si mostrava mentre, seduti per terra, giocavano con dei bellissimi soldatini napoleonici di cartone, disegnati da Crepax, e sotto si sentiva l’Eroica.

    Ho ritrovato quel documentario sul sito Rai (da cui è subito scomparso). I due sono così giovani, più giovani di noi due adesso! E intanto Crepax è morto e Abbado è malato.

    Allegria!

  9. ti pare di averlo letto?!
    quel corto maltese si metabolizza nel fegato e si lega al tuo DNA per sempre, se ti sembra solo non lo hai letto.

    l’opera a fumetti più bella sulla prima guerra mondiale, riba che remarque e cendras sono specie di deamicis:
    JacquesTardi
    c’etait la guerre de tranchee
    eppoi
    le der des ders

    ti gelano il sangue.

    sciao

  10. JacquesTardi
    c’etait la guerre de tranchee
    eppoi
    le der des ders

    Merci bien! Li cercherò.

    Quel Corto Maltese, se l’ho letto, l’ho letto proprio da bambino… debbo controllare.

  11. Sul Tardi sono d’accordo con boris (anche se credo di aver letto quella storia a puntate e in inglese su d&q e non in francioso).
    Micheluzzi nel MIO canone non ce lo metto (ma è un problema tutto mio).

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