Da grandi poteri…

Occhi di serpente

In casa, ora, c’è uno nuovo. Lo si può chiamare indifferentemente Chicco (come vorrebbero Chiara e Davide, i miei bambini) o Rugo (come preferisco io). E’ una bestiola (che ci è stata venduta come maschio, ma non posso garantire). Sta in una vasca con due dita d’acqua in compagnia di un paio di sassi. Un tristezza sconfinata.
Chiara ha tanto insistito. In realtà, lei voleva un cane. Dopo anni di rifiuto, ha tentato col gatto. Al giro successivo è atterrata su un topoide (e mamma Patrizia ha iniziato ad ammorbidirsi). Poche settimane prima del compleanno, siamo giunti a un compromesso che sembrava accettabile: una tartaruga.
Ti giuro, sembrava facilissimo: richiede poca attenzione; l’acqua si cambia in frettissima, gli si dà il cibo una volta al giorno; da una boccetta come ai pesci rossi.
Tutto falso. Non farti fregare. Le tartarughe devono stare al caldo, se no vanno in letargo (e poi, di solito, muoiono). Sulla vasca di Rugo abbiamo piazzato una lampada che lo scalda per tutto il giorno. Sembra apprezzare: la sera si fa trovare sul sasso a prendere la tintarella. Il cibo deve essere variato quotidianamente. Le tartarughe dopo un po’ che le alimenti col mangime iniziano a non guardarlo neanche e poi sono cocciutissime e rifiutano qualsiasi roba tu gli possa gettare nella vasca. Rugo è molto ghiotto di carne e sembra indifferente alle verdure. Se non mangia verdure, però, diventa stitico e smette di alimentarsi (e tiene il broncio – you’d better not pout… santa claus is coming to town). E allora una fettina di zucchina, due foglioline di spinaci, un po’ di carota gliele butti sempre (e, a ben guardare, dopo un po’ hanno segni di piccoli morsi).
Se poi ti allontani da casa per una settimana, non è come il pesce rosso che gli butti un po’ di mangime, te ne vai e quello sopravvive. E, al ritorno, lo trovi solo di pessimo umore. La tartaruga deve venire con te. Nella sua vasca. Sulle ginocchia. Per tutto il viaggio. E non sembra neanche troppo contenta. E io neppure.

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14 pensieri su “

  1. La tartaruga è un animale meraviglioso, saggio e antico e uno spirito guida potentissimo, per chi ci crede. Io ne ho avute, non mi stancavo di guardarle (il che la dice forse più lunga su di me che sulle tartarughe) e mi ci sono affezionato molto. Io mi affeziono, va detto, anche alle piante (tanto), alle penne, alle bamboline, ai cani e ai gatti non ne parliamo nemmeno, alle persone qualche volta.

    Vedo che ti ci stai affezionando già anche tu, a Rugo.

  2. I bambini non sono ancora completamente vittime di quello stato di confusione che porta, voi, adulti a non riuscire a gestire un sano rapporto con gli animali. Confusione dovuta (Jhon berger, perché guardare gli animali) alla vita che conduciamo, impoverita fino allo zero, di ogni contatto con le altre forme di vita.
    Tua figlia, che da quello che racconti è bambina molto sveglia,vuole un cane perché sa che il mondo è popolato da tante forme viventi e vuole imparare a rapportarsi con una di esse, una che magari interagisse un pochino nel suo mondo mostrandole che poi le barriere tra noi e gli animali non sono così nette e che il nostro rapporto con gli animali non è di solo nutrirli, ma di complessissime interrelazioni e conversazioni. Accetta il compromesso, le andrebbe anche un gatto… Le prendete una tartarughina.
    Meglio che niente?
    Forse il primo passo verso il vostro salutare cedimento?
    Ovvero un’ulteriore barriera (quella della vaschetta in plexiglas: la gabbia: noi di qui loro la dentro) verso gli altri animali?
    Tienici aggiornati.
    please

  3. gestire un’animale è tutt’altro che semplice. in genere ho avuto dei gatti, ma vivevo in famiglia, ne godevo salutarmente la presenza e non ero io a occuparmi dei loro bisogni materiali.
    quando i miei bambini chiederanno pure loro cagnolino e gattino sarà un bel problema.
    Cane no! Non sono abituato e mi sento a disagio.
    Gatto forse, ma avrebbe solo i tetti a disposizione e che fare quando ce ne andiamo?
    Pesciolino mai! questo sì che mi sembrerebbe una vera e propria vigliaccata! Troppo comodo!
    Interessante l’idea della tartaruga. Ipofrigio avanza delle belle motivazioni. Ma secondo me per un bambino (come lo sono stato a suo tempo) è importante il contatto fisico con l’animale, che a suo modo parla e si rapporta come una vera e propria persona. Non mi sembra che una tartaruga lo consenta. E poi c’è la questione della barriera…
    Secondo me la tartaruga sarà solo la prima della serie 😉

    Vmdm

  4. le barriere tra noi e gli animali non sono così nette e che il nostro rapporto con gli animali non è di solo nutrirli, ma di complessissime interrelazioni e conversazioni.

    Com’è vero! Camminando per Milano – tu stai a Milano, vero? – una delle cose più affascinanti da fare è guardare cani e padroni.

  5. Prima che scoppi la rissa (Boris sei rissoso, lo sai? A me non sembrava che l’ipo stesse prendendo per il culo l’ippo), volevo dire che colle bestie ho da un bel po’ i miei bei problemi.
    Da bimbo vivevo con cani e gatti, a casa dei nonni, per 3/4 mesi l’anno (proprio in simbiosi).
    Poi ho maturato un sentimento di disgusto misto a paura per tutti gli animali (niente razzismo o specismo: uomini inclusi).
    Da una decina d’anni sto raggiungendo una forma di pacificazione (lieve e progressiva). Da qualche anno, quando chiacchiero con qualcuno (esseri umani), riesco a non ringhiare e a non chiudermi in un silenzio tombale quando mi scatta la soglia dell’intolleranza (anche se temo si percepisca che sono un misantropo curato).
    Con gli altri animali va un po’ a rilento e sabato ho passato un sacco di tempo (forse anche 2 o 3 minuti) a coccolare cani e gatti a casa di amici e – a tratti – mi faceva piacere.
    Non avendo rapporti con analisti (né psico né psic), gradirei si apprezzasse il progressivo miglioramento solitario di un uomo turbato.

  6. Nella Bruma: sfotti?

    ?

    Come, sfotto? No… quando sfotto, si capisce subito!

    D’Inchiostro: Da qualche anno, quando chiacchiero con qualcuno (esseri umani), riesco a non ringhiare e a non chiudermi in un silenzio tombale quando mi scatta la soglia dell’intolleranza (anche se temo si percepisca che sono un misantropo curato).

    “mon semblable”, etc. Devo venire a lezione da te.

    gradirei si apprezzasse il progressivo miglioramento solitario di un uomo turbato.

    io apprezzo

  7. vero
    il Tullius Detritus che c’è in me ognitanto (sempre) prende il sopravvento. Per il solito hai ragione.
    mastavolta no: sia chiaro che ritengo sacrosanto il diritto di chiunque di prendere per il culo l’ippo, mi sembrava l’ipo lo facesse e gli chiedevo conferma.
    scambiandoci un segno di pace
    sciao

  8. DISOGNO

    Faccio un disegno
    e vicino al foglio
    dorme un gatto
    che fa un sogno.

    Non so cosa sogna.
    Vicino alla luce
    della lampada
    agita una zampa.

    S’è fatto una palla
    ed è così bello
    che sul mio disegno
    non faccio più segno.

    Vicino al gatto
    la testa appoggio.
    E adesso anch’io
    disogno.

  9. Vmdm: Crescere dovrebbe crescere. Ci siamo anche informati sugli effetti collaterali. Pare che ci sia gente pronta ad alimentarle a dismisura e quelle più mangiano più crescono. Poi quando diventano troppo grosse, cercano di sbarazzarsene. Lo smaltimento della tartaruga è illegale. C’è un solo modo per liberarsene: chiamare l’apposito ente che – a pagamento – le ritira e le porta via (ci hanno detto che vanno a finire in tenute apposite). Di solito i proprietari bastardi le buttano nel cesso (se piccole) o le liberano nei laghetti (se grandi). Entrambi i modi sono illegali.
    Spero di non avere problemi. Staremo a vedere.

  10. @ipofrigio
    “Come, sfotto? No… quando sfotto, si capisce subito!”
    quindi l’Ippo è tardonetto, che non capisce subito se sfotti o meno..
    vedi che sfotti?!
    scherzo… forse
    stammi bene

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