Dottor Holmes

Sua maestà Basil Rathbone

Sono intimamente convinto che, in Italia, i telefilm in prima serata siano figli degli anni 80. Roba da Starsky e Hutch, Dallas e A-Team. Probabilmente sbaglio. Perché se è vero che Furia e Happy Days li davano prima del TG, Bonanza (in cui se ben ricordo c’era anche lo zampino di Altman) mica me lo ricordo a che ora lo facevano.
Però, sicuramente c’è stato un periodo in cui l’ossessione per la serialità degli italiani veniva saziata a cicli di film. La fantascienza degli anni 50, sette storie per non dormire, da Rocky a Rambo, tutto Bruce Lee, e via delirando.
A un certo punto (e non so bene quando, ma forse dovrei informarmi prima di scriverne allegramente – ma ormai è tardi) un nuovo tipo di telefilm si è fatto largo nel palinsesto prime time. Un figlio illegittimo di Hill Street Blues ha iniziato a bazzicare il pronto soccorso degli ospedali di Chicago. Poi si è accostato alla vita degli adolescenti della classe media, alle ricchezze dei due chirurghi estetici, alle minacce da sventarsi in ventiquattr’ore, alla vacuità delle ossessioni delle casalinghe, all’isola dei dispersi, …
Telefilm di concezione nuova (non certo per chi era uso leggere i fumetti marvel dei mutanti): narrazione corale, relazioni sentimentali complesse, un sacco di sottotrame, sviluppo a cicli, cliffhanger in chiusura di ciascuna puntata, …
Quando tutto sembrava segnato è arrivato ‘sto medico antipaticissimo che riscuote più successo di chiunque altro. Non c’è bonolisgabibbograndefratello che tenga.
Il dottor House, con un nome da agenzia immobiliare e un carattere odioso ma veramente ben progettato, piace a tutti. Eppure è il più vecchio dei nuovi telefilm. Una sola trama per episodio, che si sviluppa linearmente. Ha la struttura del giallo più classico: il whodunit. E in più lui è uno Sherlock Holmes (drogato, bizzoso, geniale) circondato da una cricca di opachissimi Watson. Il crimine e la malattie e analizzando gli indizi (i sintomi), scartando ogni opzione poco plausibile (le cure sbagliate), si può risalire all’unica verità (la cura).
Ti faccio notare una cosa (ma probabilmente te ne sei già accorto): nei telefilm di impianto ospedaliero Chandler – con le sue strade polverose – era già in giro (e si poteva morire sul lettino di fronte a medici impotenti), la rivoluzione è giunta quando un Agatha Christie ha reinfilato bisturi e piastre per la rianimazione nel vaso cinese.

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15 pensieri su “

  1. in cui se ben ricordo c’era anche lo zampino di Altman

    Ben ricordi: diresse due episodi nel 1960, poi basta perché il produttore non gradì il maniersimo di far parlare i personaggi tutti insieme.

    Poi diresse qualche episodio del telefilm di guerra “Combat”, che io ricordo di avere visto. Anche qui parlavano tutti uno sopra l’altro.

    I telefilm che piacevano a me, fra anni Settanta e Ottanta, erano quelli grosso modo comici, con le risate sovrapposte ma che non ne avrebbero avuto bisogno perché erano divertenti: soprattutto “Mary Tyler Moore”, “I Jefferson”, “Alice”. Altri non ne ho mai visti. Ah no: mi piacevano Kojak, Colombo e le due poliziotte. Parliamo di venticinque anni fa almeno.

    Da piccolo piccolo mi ricordo “Il mio amico fantasma” e “Il carissimo Billy”, cioè il leggendario “Leave It To Beaver”. Qui parliamo ancora degli anni Sessanta, c’erano i televisori a vapore.

  2. anni ’60 troppo lontani
    anni ’70 happy days e starky e hutch con discussioni e rievocazioni con i coetanei il giorno dopo
    ma ricordo anche gli inqueitanti e affascinantissimi il prigioniero e ufo, nonché quello con i pupazzetti.
    anni ’80 ne ho visti sicuramente ma ho il vuoto, cos’ho visto? boh…
    anni ’90? incredibile… eppure qualcosa devo aver visto…!
    anni 2000 Vedo saltuariamente quando posso Lost, Smallville, Lworld e Sex in the city. Trovo quest’ultimo estremamente antipatico. Purtroppo scorre bene e piaciucchia alla moglie.
    Ho rivisto su Italia 1 un po’ di puntate del Prigioniero (eccezionale!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!) e le ennesime ma mitologiche repliche dell’agente Smart su La 7.

    Vmdm

  3. il bianco: tesi sul giallo? Spiega, su.

    ipo: ricordo anche “tre nipoti e un maggiordomo” e una cosa (mi squilla in testa il nome Enzo Cerusico) che si chiamava – forse – “tony e il professore”. Le due poliziotte cos’è? Una cosa porno?

    Vmdm: Credo che il prigioniero (come avengers – quello con john steed ed emma peel) sia molto bello nella mia memoria. Eviterò con forza di rivederlo per evitare di uccidere questa convinzione.

  4. Ti grantisco che Prigioniero è bello ancora oggi. Le ambientazioni erano accurate e le bastardate commesse nei confronti del protagonista (una puntata su tutte: quella in cui gli consentono di evadere e di tornare a casa, salvo poi riportarlo indietro con un crudele stratagemma). In edicola sono usciti i DVD, ma come tutti i dvd con i soliti prezzi da ladri.

    Vmdm

  5. ops…
    dicevo: e le bastardate commesse nei confronti del protagonista sono ancora oggi piuttosto impressionanti. Certamente ci sono ammiccamenti a tematiche politiche forse oggi superate. Ma insomma, non è come rivedere un vecchio film di fantascienze e riconoscere squallidi pupazzi al posto dei mostri di una volta.
    L’ambientazione e la sceneggiatura del Prigioniero erano accurate e i palloni che rimbalzano sulla spiaggia fanno ancora paura, soprattutto quando soffocano il malcapitato.
    Nonostante la riedizione in Tv non ho mai visto la fine…

    Vmdm

  6. non è come rivedere un vecchio film di fantascienze e riconoscere squallidi pupazzi al posto dei mostri di una volta
    Spero tu non ti stia riferendo alle cose di Ray Harryhausen (e alla sua animazione a passo 1) sennò inizio a pensare seriamente di strapparti i gradi da vice…

  7. ci mancherebbe!!!!!!!!!!
    parlo di film tipo la cosa da un altro mondo in b/n. grandissima paura e grande fascino quando avevo 7 anni. ma il tremendo alieno che percorreva inarrestabile il corridoio della base artica, ad uno sguardo più adulto mostrava la sua improbabilità.
    insomma, mi riferivo ad un certo tipo di effetti speciali oggi ridicoli.
    Il Prigioniero ha una scenografia (e dei colori!) molto particolari che reggono ancora ed hanno un loro fascino e plausibilità nel contesto della serie.

    Vmdm

  8. I vecchi film di fantascienza, secondo me, reggono gli anni meglio di altri film “seri”.

    Ne dico uno e lapidatemi pure: tanti anni fa al cineforum vidi il famoso Zéro de conduite di Jean Vigo e ne fui entusiasta: non molto tempo l’ho riveduto sul DVD e… beh, molto meno entusiasta.

    La cosa da un altro mondo è sempre bello, dài.

  9. Ogni film (ogni tutto) è legato alla sua epoca.
    Ogni film (ogni tutto) che abbiamo visto da bambini e da ragazzi si sedimenterà nella nostra memoria con un valore speciale, che sarà sempre diverso da quello dei futuri bambini che eventualmente lo vedranno.
    Per quanto riguarda noi, dipende da come siamo cresciuti. Potremmo rivedere quel film (o analoghi: mi fanno un effetto speciale tutti i film in b/n italiani) e riassaporarne le sensazioni. Oppure potremmo rivederli con occhio dincantato e deriderli, rifiutarli, compatirli o magari semplicemente sorriderci sopra.

    La cosa da un altro mondo in b/n sta un po’ a metà. Il mostro è improponibile oggi. Ma l’atmosfera di mistero è meravigliosa. L’ignoto orrore, i volti stupiti degli scienziati, i cani che lottano per primi contro il mostro alieno, tutti che si danno da fare per capire come abbatterlo…
    Uno bravo a riprendere questi meccanismi in chiave grottesca e umoristica è il buon vecchio Ortolani.

    Vmdm

  10. ipo: ricordo anche “tre nipoti e un maggiordomo”

    come no! me lo ricordo benissimo. Lo zio era interpretato dal grande caratterista Brian Keith, che si vede ancora in qualche film.

    e una cosa (mi squilla in testa il nome Enzo Cerusico) che si chiamava – forse – “tony e il professore”.

    sì! con l’altro grande caratterista, James Whitmore (la mia memoria è un deposito d’imondizie, come quella di Ireneo Funés).

    Le due poliziotte cos’è? Una cosa porno?

    no, due poliziotte, infatti. una era la grande attrice di teatro Tyne Daly, che non credo abbia fatto altro al cinema o in tv.

  11. A me DrHouse non piace.
    Non è come Sherlock Holmes.
    Non usa il cervello ma esclude sbagliando. Holmes disponeva di risorse scientifiche e tecnologiche limitatissime, mentre House al contrario usa la tecnologia con enormi sprechi: fa tutti gli esami più costosi per arrivare ad escludere i malanni, mentre Holmes analizza per confermare ciò che già ha in testa.
    E’ un drogato finto. Usa la morfina ma il suo dolore è psicosomatico.
    Non guzza, invece Holmes guzzava un casino.

    D.

  12. invece Holmes guzzava un casino
    Ma di che stai parlando?
    L’unico innamoramento di Holmes che mi venga in mente viene dal film diBill Wilder (vita segreta di SH). E anche lì non è che guzzasse… Sempre se ho capito che significa guzzare.

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