Definizione

Le pillole blu

“L’idea è di lavorare il più velocemente possibile rimanendo attento e teso, così da far uscire il giusto e l’essenziale. Una vignetta è un segno emozionale e informativo nel mezzo di un groviglio concatenato di segni, non un quadro autonomo. Cerco di lavorare il fumetto come una scrittura unica, non come un mix di generi scomposti”.

(Frederik Peeters)

Annunci

15 pensieri su “

  1. E’ lapalissiana nella forma, non nella sostanza. Se un autore non rimane “attento e teso”, il lettore se ne accorge. Le vignette di “Corto Maltese” non sono mai state particolareggiate. Ma se fino a un certo punto Hugo Pratt ha fatto uscire “il giusto e l’essenziale”, a fine carriera il suo stile era solo sciatto, inerte.

  2. un segno emozionale e informativo nel mezzo di un groviglio concatenato di segni
    Dovrebbe essere lapalissiana. Poi ti guardi intorno e scopri che c’è gente convinta che Vittorio Giardino sia un immenso fumettista.
    Intendiamoci: non ce l’ho con Giardino (che per altro reputo uno che fa il suo mestiere con grande dignità); è l’esempio più facile – e visibile – che mi venga in mente. Vogliamo provare a fare l’elenco di quelli che si perdono nel loro segno, nel loro stile, nelloro o nelle aspettative del loro editore (e mai del loro pubblico)?
    Forse è vero che la critica lascia il tempo che trova, come dice Bardamu, e che se ho due lire vado al cinema e non compro duel, come dice boris.
    Però, nella giungla là fuori, il grado di consapevolezza di chi fa e di chi fruisce fumetto (o cmq storie) è così basso che uno che dice una roba lapalissiana e di buon senso è rarissimo.

  3. Poi ti guardi intorno e scopri che c’è gente convinta che Vittorio Giardino sia un immenso fumettista.

    Scherzi, esageri a scopo polemico o dici sul serio?

    403 me ne ha regalato un fumetto e gliene sono grato, ma questo Giardino è, quanto al disegno, un geometra qualsiasi, quanto alla sceneggiatura… un geometra qualsiasi. Nei momenti di ispirazione più alta le sue tavole hanno quell’atmosfera di arida arcadia suburbana delle illustrazioni del manuale L’esame per la patente B che ricordo da quando diedi quell’esame – che fu anche l’ultima volta in cui guidai un’auto.

  4. Guarda, non ce l’ho sottomano adesso: è la storia di un ragazzo e sua madre a Praga degli anni Cinquanta, con pretese di romanzo di formazione. Praga, disegnata con precisione, vi assomiglia tuttavia a Domodossola.

  5. questo ultimo scambio di battute su giardino dimostra quanto siamo lontani da una benchè minima possibilità di fare critica seria.
    senza dubbio lo scambio di battute suddetto (e sottovisibile) è brillante e più che accettabile per farsi due risate. Ma è dello stesso livello di un qualunque scambio d’opinioni che possiamo sentire tanto ad Amici quanto a Ballarò.
    Sono opinioni.
    Visto che stiamo sulle opinioni e siamo tutti pari, come è esagerato dire che Giardino sia un immenso fumettista e altrettanto esagerato e ingeneroso umiliarlo con le battute di questo blog.
    Considero Giardino un buon fumettista, che ha raggiunto il suo vertice con Sam Pezzo. Poi (o meglio durante), grazie anche all’amico e sostenitore Luigi Bernardi, ha scoperto la Francia e la linea chiara. Max Fridman, vacanze fatali e il ciclo di Praga sono opere che che hanno assunto un grande risalto al momento della loro uscita, ma che hanno perso vigore nel tempo. Non è secondaria la proverbiale lentezza di Giardino che, se negli anni ’80 era al passo con i tempi, oggi rischia di trovarsi tremendamente datato.
    C’è però una peculiarità di Giardino: il suo segno e le sue ambientazioni, accuratissime, addirittura a discapito dell’originalità del racconto, rappresentano un viaggio nella memoria molto importante per l’autore.
    Ecco, nel caso ipotetico volessimo fare un po’ di critica, sarebbe il caso di approfondire cosa ha voluto fare l’autore e perché, magari separando l’analisi dell’opera dal proprio gusto personale.
    Altrimenti si rischia di essere speculari (e quindi perfettamente complementari) con chi, credendosi magari critico, considera Giardino un immenso fumettista, opinione che vale tanto quanto quella che lo ritiene un freddo geometra.

    M.

  6. Carissimo EMME
    Il tuo pistolotto oltre che fuori luogo è alquanto irritante.
    Primo: perché dalle tue parole si direbbe che la critica sia una scienza esatta e non un confronto di opinioni più o meno articolate più meno vicine alla verità; allora dimmi dove come e quando è stato stabilito il metodo critico per giudicare i fumetti.
    Secondo: perché quella di Ipofrigio non è una battuta ma l’analisi più profonda che si possa fare di Giardino, uno che vuole parlarti della Praga dietro la cortina di ferro e ti evoca, coi suoi bei disegnino pieni di memoria, al limite, l’atmosfera domenicale domodossolana (con tutto l’amore che porto alla vald’ossola). Per non dirti quello che mi evoca la catalogna di no pasaran: il cortile di un ristorante per camionisti sulla statale 17, di domenica.
    E’ il giudizio di un lettore, e per come la vedo io (è un opinione, non un teorema matematico), conta di più dell’intenzione dell’autore.
    Il resto son bubbole.

  7. Infatti nessuno ha mai stabilito alcun metodo. Le opinioni sono tutte legittime. Quindi sono tutte pari.
    La critica non è una scienza esatta, ma deve almeno sforzarsi di interpretare quello che esamina. Poi si possono confrontare tutte le interpretazioni (chiamale pure opinioni, se vuoi, ma che abbiamo almeno questo percorso).
    Invece quanto scritto sotto su Giardino a mio avviso non è roba seria.
    Dopo di che, se consideri il mio un pistolotto e questo ti irrita, procurati una bella pomata lenitiva e ti sentirai molto meglio.
    M.

  8. mon cher M,
    per motivi anche a me tuttora ignoti, sto rileggendo il canone occidentale di Harold Bloom.
    Mille anni di inchiostro versato indispensabilizzati in 26 autori…
    credi d’avvero che anche nel limite dei cento e poco più anni del fumetto, Giardino meriti un’analisi più approfondita di quella, per me ficcantissima, di Ipo? credi davvero meriti tout-court un’analisi?
    poi, scusami, ma io non credo che tutte le opinioni abbaino con lo stesso valore. E comunque a voler fare i critici analitici a tutti i costi, si perde il senso delle proporzioni: per esempio il valore del tempo che a parlare di Giardino è sprecato.
    Grazie per il consiglio medico. Sto già meglio.
    tuo affezionatissimo
    boris

  9. Ippoghigno:

    Secondo: perché quella di Ipofrigio non è una battuta ma l’analisi più profonda che si possa fare di Giardino

    Troppa grazia, veramente (e sono commosso), ma mi corre l’obbligo di spiegarmi con M: i disegni di Giardino, molto corretti, mancano – a mio giudizio _ della qualità “atmosferica” e, boh, strutturale che li compone in modo armonico e consequenziale, dunque narrativo, sulla pagina; l’esattezza del particolare è del tipo buono un po’ per tutti gli usi, per Praga come per, appunto, Domodossola, cittadina per la quale ho anch’io un certo affetto, fra l’altro.

  10. Boris, avevo dimenticato la 😉 alla fine!
    In ogni caso, sì! Giardino merita che ci si dedichi del tempo.
    ciao
    M.

  11. ipofrigio: il massimo sarebbe se un domani giardino dicesse qualcosa del tipo: “sì… forse non lo sapete ma mi sono ispirato a certi contesti urbani di domodossola…”!
    M.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...