E’ uscito

Hamelin 17 : La costruzione del lettore

Questo è l’indice:

La costruzione del lettore. Editoriale
L’estate dell’eterno scontento. Antonio Faeti
Per un’adolescenza pensosa. Intervista a Aidan Chambers. Nicola Galli Laforest ed Emilio Varrà
Dante e Dylan Dog: insegnare letteratura. Guido Armellini
Da Troia alla Terra di Mezzo. Intervista a Silvana De Mari. Nicola Galli Laforest
Cento anni fa: Zanna Bianca di Jack London. Anna Antoniazzi
DIDACTICA MAGNA (O MINIMA?)
  PERCORSI DI LETTURA, di Ilaria Tontardini, Nicoletta Gramantieri, Barbara Domenichini
APPROFONDIMENTI
  Dancing in the dark. L’opera di Robert Cormier di Federica Rampazzo
  Sull’educare. pensieri a partire da “Non lasciarmi” di Kazuo Ishiguro di Nicola Galli Laforest
ESPERIENZE DI LETTURA
UN CERTO SGUARDO.
  Per cominciare spegniamo le luci poi si vedrà. La poetica di Edward Gorey di Ilaria Conni
  “La fabbrica di cioccolato” di Tim Burton di Elves Ballardini, Roberto Bulgarelli
  “Hic sunt leones”. Nelle terre inesplorate di Raymond Briggs di Paolo Interdonato
GUARDARE LE FIGURE. Lo stile dell’ermeneutica. Nicole Claveloux
XANADU. COMUNITA’ PER LETTORI OSTINATI
MAGNUS. PIRATA DELL’IMMAGINARIO

Raymond Briggs è da anni una mia ossessione. Qui ne parlo per 4 o 5 pagine.

Annunci

12 pensieri su “

  1. Sai, D’Inchiostro, che anch’io io, che per passione scrivo meschine recensioncelle di dischi e concerti su una rivista e che mi guadagno il pane in tutt’altra maniera, trovo tuttavia ogni tanto chi mi accusa di “magna magna” e conseguenti collusioni, sempre imprecisate (perché imprecisabili)?

    Credo sia l’atmosfera di questo orrendo paese di merda in cui siamo abbiamo avuto la sfortuna di nascere e la stupida ostinazione di vivere.

  2. Da: “La volpe è un animale splendido” di Tiziano Scarpa

    “Scrittore, scrittrice, intellettuale, artista, in Occidente, in Italia possono diventarlo tutti.

    Ci vuole vocazione, talento, ostinazione, fortuna. Ci vogliono tutte e quattro queste cose.

    Queste figure (artista, intellettuale, scrittore, scrittrice) hanno un ruolo spirituale e civile irrinunciabile.

    Continuare a mettere in caricatura le persone che incarnano questo ruolo, tacciarle sistematicamente di “invidia”, “brama di successo”, “narcisismo”, “autoreferenzialità”, “mancanza di ironia”, “avidità di denaro”, insinuare che siano mosse da “risentimento”, che “fingano” di dissentire su un argomento mentre in realtà starebbero “vendicandosi” di un qualche sgarbo subìto, affermare che parlino sempre e soltanto per “mettersi in mostra”, per “farsi pubblicità” e “promuoversi”, che si uniscano in gruppo per “spalleggiarsi” e formare “combriccole”, “caste”, “camarille”, definire “linciaggio” o “rissa” una normale polemica culturale e altri argomenti simili, ottengono l’effetto di delegittimare non tanto quelle manchevoli e imperfette persone in carne e ossa, ma la funzione spirituale e civile di scrittore, scrittrice, intellettuale, artista.

    Significa consolidare l’idea che alla fine tutto si riduca a una questione di interessi egoistici, di schieramenti convenienti, di oziosa rissosità caratteriale.

    Questa retorica della delegittimazione secondo me è uno degli aspetti della restaurazione in atto oggi.

    La rete, per come è congegnata, per alcune sue caratteristiche che non sempre dipendono dalla malafede o dall’inettitudine degli individui, contribuisce spesso a dare man forte a quegli argomenti di restaurazione.

    Così, lo ripeto, si delegittimano non tanto le persone, ma il ruolo spirituale e politico di scrittore, scrittrice, intellettuale, artista.”

    andrea barbieri

  3. >Non so.
    A me sembra che se lo dico io è autoironia e se lo dici tu cattivo gusto.
    >Ma è solo un’opinione.

    Caro spari
    Questo inciso è personalmente spiacevole. Perché era affettuosa ironia, che scaturiva proprio dalla tua autoironia ossessivamente ripetuta e ribadita in questo ultimo anno.

    Mi sembrano così sproporzionati per l’occasione i post successivi, che condivido tra l’altro e che non mi sembra di avere letto quando persone vigliacche e anonime prendevano in giro paolo e le sue idee.

    Leggo e partecipo a questo blog perché circolano alcune idee intelligenti e perché la possibilità di fare un po’ di ironia mi rilassa anche.

    Io non ho delegittimato nessuno.
    Anzi, ho lavorato anche gratuitamente e volontariamente per pubblicare in rivista i primi interventi critici del qui presente padrone di casa.

    Possiamo evitare di farci ridere adietro?

    M.

  4. “che non mi sembra di avere letto quando persone vigliacche e anonime prendevano in giro paolo e le sue idee.”

    Nel mio caso, ti pare male. Vedi, la cosa buffa è che ho postato questo bel testo di TS perché Hamelin mi pare una gran rivista (e a un certo punto ti confesso che pensavo non uscisse più e così avevo desistito dall’abbonarmi). Comunque, se non vuoi suscitare commenti di questo tipo, basta che non parli in codice.
    Ora qua la mano, e se continui a piacerci ti mandiamo la raccomandata dei Dico 🙂
    andrea barbieri

  5. Caro M.,
    dici Questo inciso è personalmente spiacevole.
    Lo è anche per me.
    Gli è che penso molto alla questione magna magna. Ci faccio sopra un sacco di battutine (tutte riferite a me stesso) perché è argomento su cui sono sensibilissimo.
    Là fuori c’è un manipolo di teste di marmo (i nomi, per dio!, i nomi!) e questi signori ci mettono pochissimo a tacciarti di malafede e disonestà intellettuale. Io – ma tu, M., lo sai perché mi conosci – sono fondamentalmente un ometto onesto e diretto. Se mi scappa la marchetta è involontaria (perché sono anche un ometto ingenuo e facile agli entusiasmi) e facilmente riconoscibile (perché i miei affetti e le mie appartenenze li dichiaro in maniera piuttosto esplicita).
    Perché nascono le collaborazioni? Non lo so. Mi piace credere che si tratti di una rete di affetti sintonie e rispetto. Collaboro con cose che rispetto, in forma e modo diversi.
    Col cfapaz, con lo straniero, con hamelin, con coconino, blablabla…
    Tutte le volte che mi sono ritrovato a fare cose con qualcuno – tutte – l’ho fatto perché il progetto mi piaceva. Tutte le volte l’ho fatto gratis o quasi (vivo d’altro). Quasi tutte le volte sono stato chiamato dai curatori dell’oggetto (mi sono proposto solo una volta a Black per il pezzo su Kurtzman, che è stato scritto un millennio e mezzo fa).
    Perché mi chiedono di collaborare? Non lo so. Ho opinioni, forse sbagliate. Credo per sintonie e rispetto. Magari invece è solo perché costo niente e sono una voce amica. Magari è per un problema di schieramenti (spesso mi si accusa di essere seduto nel salotto buono del graphic novel buttando cenere – e merda – su chi lavora nella fucina del fumetto popolare). Veramente, non lo so.
    E allora, perché quella risposta piccata e priva di autoironia?
    Perché la “M.” con cui firmi rappresenta anche un’istituzione (con cui collaboro e che, come fai per altro osservare, ha pubblicato i miei primi deliri). E che una battuta sferzante arrivi da quell’istituzione mi dà fastidio.
    E, poi, anche perché, settimana scorsa, mi hai chiarito che non si può essere ironici su tutto. Al mio “impegnati” (e volevo fare sarcasmo ma non ci sono riuscito per la pessima gestione dei registri lingistici che mi caratterizza), hai risposto rimettendomi al mio posto. Avevi ragione (e da vendere). Ti sei sentito attaccato (e giuro che non volevo attaccare te ma una tua opinione che reputo un po’ naive). Però o siamo tutti cazzoni e possiamo prenderci per il culo oppure non lo fa nessuno.

    Due poscritti:
    – fosse intervenuto cerebroleso dicendo “è tutto un magna magna”, avrei sorriso perché era un tormentone e la comicità su questo si gioca.
    – gli interventi di ipo e ab non li ho scritti io (ab cita addirittura Tiziano Scarpa), ma mi hanno fatto piacere.

  6. a #6

    Hai ragione, non ricordavo.

    Non mi sembrava di aver parlato in codice o cmq non mi sembrava di aver usato codici diversi da quelli che vanno per la maggiore.
    Forse è mancata la classica faccina 😉

    Per i dico…
    ben volentieri! Anche se superiamo abbondantemente il concetto di coppia. Se lo sa il vaticano…!

    M.

  7. M. non rappresenta un’istituzione quando parla come tale.
    Se no mi firmerei in modo diverso, una volta sicuro di poter esprimere un pensiero a nome di altri.

    Eppoi vabene tutto quelllo che scrivi, ma io non ci capisco più niente. Il magna magna non era solo un tormentone con celebroleso, ma me lo ritrovo ovunque, anche nelle mail private che ci scambiamo, per telefono etc etc…
    Insomma, se ne parla così tanto che quando torno a casa… ho una fame bestiale!
    Non capisco. Ti va bene che certuni scherzino ma talaltri no…

    Eppure dici: “Però o siamo tutti cazzoni e possiamo prenderci per il culo oppure non lo fa nessuno.”

    Appunto!!

    Cmq, per me è morta lì.

    Intanto, sapeste cosa mi è capitato oggi sul forum di comicus…

    M.

  8. Rispetto a quello che seriamente scrivi sulle tue collaborazioni, devi invece riflettere con serenità.
    Secondo me gioca il tuo carattere, brillante, ma anche impulsivo.
    Rischi di farti dei complessi assurdi per qualche demente ti fa critiche ridicole. E poi ti sfoghi con gli amici…
    Tu porti avanti il tuo personale percorso di ricerca critico e analitico e punto. Lo fai utilizzando gli spazi, gli interstizi, le occasioni che trovi.
    C’è un filo logico che collega i tuoi interventi negli anni e devi andare avanti a svilupparlo.
    Fra di noi sappiamo bene che il presunto magna magna (che sono ben altri a fare) consiste in realtà in occasioni progressive che si creano attraverso relazioni con chi si trova affine.
    E se questo porta a dieci prefazioni sulla collana di Repubblica va benissimo. E chi se ne frega se qualcuno rompe. Chi rompe almeno provi a dire se è capace di scrivere con la stessa qualità.
    Perché il vero magna magna è quello di chi fa carriera spesso e volentieri senza aver niente da esprimere.
    Mi sembra che qui le cose stiano diversamente.
    Allora basta con gli psicodrammi.
    Cerchiamo di prenderci sul serio.
    Con ironia ovviamente…

    con affetto
    M.

    ps ti avrei detto tutto al telefono ma alle 12.30 circa ce l’avevi staccato e dopo ho dovuto sistemare sito e nwl.

  9. Perché Hic Sunt Leones?

    QPress pubblica Briggs?

    No, non comprerò questo numero di Hameli perchè basta Dylan Dog, comunque se ne parli.

    Hic Sunt Mors Vivendi !!! (non ho mai studiato latino)

    Scusate, sono due giorni che reinstallo sistemi operativi e programmi

    D.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...