Strumenti – 4: Ma quanto può camminare un masai?

Bob Marley

Leggo “D – la repubblica della donna”, mentre ascolto Abraxas di Santana. E’ un vizio e un vezzo. Mi piace sempre molto la pagina di apertura, dedicata a un testo breve, scritto di volta in volta da una persona diversa. Mi sembra che questa paginetta racconti (non sempre con esiti rispettosi delle volontà dello scrivente) pezzi dell’oggi.
Questa settimana, il brano è di Riccardo Trizio.
Dice che i clienti del safari (li chiama così: è indicativo) gli chiedono: “Ma quanto può camminare un masai?” Lui gira la domanda al capo dei camerieri che, dopo varie insistenze, risponde: “Come sai mi hanno mandato a scuola e… dopo tre giorni ho bisogno di fermarmi, bere o mangiare. I miei fratelli, invece, possono camminare per settimane con quello che trovano nel “bush”, spesso nulla”.

E mi viene in mente una canzone cantata in italiano da Alessio Lega che tutte le volte che l’ascolto mi girano un po’ le palle (sono padre di due bimbi e la più grande frequenta – con profitto, si sarebbe detto un tempo – la seconda elementare).
Dice: “Siamo oche all’ingrasso di stupide materie / fatte per farci scordare cose ben più serie / (…) Se la scuola è solo questo allora ci fermiamo / dicci tu maestro quando e dove andiamo?”
Davvero andare a scuola ti fornisce gli strumenti per fare – con profitto – il capo dei camerieri, privandoti di quelli che ti consentono di sopravvivere, con nulla, nel “bush”?

Ah!…:
"Io non ho cultura. Ho solo ispirazione. Se mi avessero istruito sarei anch’io uno schiavo"

(Robert Neffa Marley)

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16 pensieri su “

  1. “La scolarizzazione obbligatoria non soltanto polarizza una società, ma classifica le nazioni del mondo secondo un sistema internazionale di caste. I singoli paesi vengono cioè valutati come caste, la cui dignità culturale dipende dalla media degli anni di scuola dei loro cittadini, secondo una classificazione strettamente collegata al prodotto nazionale lordo pro capite e molto più dolorosa”.
    IVAN ILLICH

    a questo indirizzo http://www.altraofficina.it/ivanillich/Libri/Descolarizzare/descolarizzare.htm

    il fondamentale strumento Descolarizzare la società

    sciao

  2. Io se non fossi andato a scuola non conoscerei il mondo e sarei molto peggio di uno schiavo: crederei in dio

    Daniele Cauzzi

  3. ancora una volta avete ragione (e quindi torto) entrambi.
    è vero, la scuola può essere uno strumento di discriminazione tra chi la può frequentare e chi no. e poi può essere uno straordinario mezzo di indrottinamento.
    eppure, è anche quell’ambiente dove, pur nelle condizioni più difficili, possono formarsi opinioni alternative.
    da piccolo ero bravissimo in catechisimo, ho sempre avuto ottimo in religione ed ero negli scouts cattolici (dove peraltro si facevano ottime attività). Eppure tra i 17 e i 18 anni sono entrato nella classica crisi e ho abbandonato la religione, anche grazie a quanto avevo imparato a scuola e non.
    Conoscere il mondo mi ha permesso di scegliere, proprio come scrive D.

    M.

    ps ho giocato anche a soldatini e con le pistole giocattolo sino ai 13 anni e poi ho fatto l’obiettore, seriamente, quando ancora di facevano 20 mesi tutti interi.

  4. Per questo motivo, con estrema difficoltà, ho lasciato che mia figlia alle elementari “facesse religione cattolica”. (da “grande”, cioè alle superiori se non già alle medie, le verrà la crisi)
    Alla dottrina del prete, però, non ce la mando, troppi pedofili nella chiesa cattolica, non voglio rischiare.
    D.

  5. Ola Spari, e allora con ‘sti strumenti? Che qui stiamo già parlando di cazzate.
    D.

  6. La mia vita è improvvisamente esplosa. Tocca di rallentare un attimo prima di perderne il controllo.
    Prima o poi arriverà la cassetta degli attrezzi. Ma con calma.

    bacini
    sparì d’inchiostro

  7. Ma no Andrea, lascialo perdere. Chi è Scozzari lo sappiamo tutti, nel bene e nel male.
    Non vale la pena rispondergli, lascialo stare nel suo pozzo, che almeno facesse fumetti e scrivesse un altro libro come “prima pagare poi ricordare”. Ma quiei ricordi sono esauriti.
    Poi, Bilbolbul oh, di Magnus non se ne può più, BASTAAAAAA. Pensate, ci sono perfino le tavole del TEXONE!!!
    E quelle di Necron? mio fratello, che aveva le tavole sotto il naso intanto che stavamo al telefono separati da 80 Km, non le ha viste.
    Spero proprio che ci siano, è il meglio Magnus.
    D.

  8. no caro D.
    anche quando si limita a scoreggiare Scozzari è più grande e interessante di tutti i gattinanetti cui per le sue scoregge vibrano le vibrisse .
    Eppoi. In quella invettiva solleva, a suo modo, almeno due questioncelle che meritavano risposte un po’ più articolate dei fintotonteggiamenti mozziani e delle indignazioni barbieriane.
    Ma così va il mondo, diceva il mio amico Kurt, ed è umano preferire che ci liscia il pelo a chi ci dice a bruttomuso le nostre contraddizioni.
    Su una cosa convengo l’idolatria post mortem per Raviola ci ha veramente rotto il cazzo, che lui disegnava comunque divinamente.
    sciao

  9. sono andato subito a leggere. la questione mi sembra tutt’altro che semplice. perché non è per niente fuori dal mondo il ragionamento di Scozzari, sotto il profilo politico del rapporto tra istituzioni e movimenti.
    Ma è anche assolutamente gratuito e ingeneroso sparare a zero sugli hameliani, che hanno un loro progetto da tempo.
    Sono stati usati? Può anche darsi. Ma non penso che il loro festival oscuri il movimento del ’77, in particolare per quanto riguarda il fumetto.
    Mi sembra invece una rassegna molto articolata.
    Cmq, alcune frasi di Scozzari sono meravigliose, anche quando fanno male, anche quando magari non dicono il vero.
    E’ stato capace di esserci e di aleggiare sulla manifestazione.
    A proposito di strumenti, se dovessimo analizzare un autore così, che non è solo i fumetti che fa, ma anche le cose che dice… che strumenti potremmo usare?
    M.

  10. “…è anche assolutamente gratuito e ingeneroso sparare a zero sugli hameliani, che hanno un loro progetto da tempo.”

    “…alcune frasi di Scozzari sono meravigliose. anche quando fanno male, anche quando magari non dicono il vero.”

    La penso allo stesso modo (anche se mi ha chiamato “Figaro”, il malefico! 🙂

    andrea barbieri

  11. Si, appunto, Scozzari è Scozzari. Ma allora cazzo disegna e scrivi, non perdere tempo a parlare di ’77 in relazione al fumetto e un contadino cremonese immigrato clandestino a Bologna.
    Eccheccazzo, almeno un racconto porno, qualsiasi cosa, ma che sia un fumetto o un bel libro. Io di Scozzari c’ho quasi tutto, anche il cretino a metano!!
    D.

  12. A Bologna non esiste un collegamento internet.
    Allora ne approfitto.
    Ma Tex c’ha l’ISBN o l’ISSN?

    D.

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