Padre dei vizi

Sono su un treno puntato verso Milano.
La mia vita professionale ha subito una sterzata e, tra stridore di gomme, sto cercando di rimettermi in carreggiata. Ti sembra possibile che qualcuno fissi una riunione alle 17 a Torino e io decida di partecipare? Sono evidentemente un folle farneticante. Dovrei rallentare. Riprendere possesso della mia vita. Siccome la non-dieta sta funzionando (salto la seconda colazione – sì, appena arrivato in ufficio ero uso prendere un altro cappuccio e brioche – , tutti i fuori pasto e i superalcolici), mi sembra che della vita (quella sita tra fianchi e torace) stia cominciando a venirne a capo. L’addome è ancora un po’ flaccido, ma il rischio infarto si allontana. Jannacci dileggia quelli che mai un superalcolico, mai una sigaretta, mai una cotoletta alla milanese, mai niente… Vivono una vita da malati per morire sani. Proprio così anch’io mi comporto da malato e la ss. trinità costituita da gintonic cubalibre e negroni mi manca pazzescamente. Però mi sveglio senza madischiena, entro tranquillamente nei vestiti e il metro mi dà ragione. Sono su un treno ad alta velocità. Che detto così sembra un’altra di quelle stronzate da consulente incapace di fare i conti coi propri ritmi vitali che dovrebbero essere dettati dalla ganja. Invece vedere il finestrino scorrere a 300 km/ora (lasciando indietro una manda di opachi ometti inscatolati in macchinine inquinanti) mi fa piacere. Per scrivere queste facezie senza capo né coda ho chiuso un librino che sto molto amando. Se hai avuto abbastanza forza d’animo per giungere fin qui meriti una ricompensa. Un consiglio. Mammifero italiano, raccolta di corsivi di Giorgio Manganelli, appena uscita per Adelphi. E a culo tutto il resto.

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4 pensieri su “

  1. sto postando su un tuo scritto e da troppo non lo facevo. Ma sei a dieta? Pure a mme mici hanno messo, la schiena forse pure io?
    O il gineuch! Mi fa propi mal! Saluti caldi da Varese che da quest’anno non è più ufficialmente il pisciatoio d’Italia!!! yuppy!!!
    L’iguana

  2. Pensa, sono al decimo piano di un albergo, con la porta del balconcino aperta, i rumori della ferrovia, con la mole di Antonelli alla mia sinistra e le colline di Moncalieri di fronte. WiFi in camera e bottiglia di Tuborg del frigobar ormai scolata. Adesso prima di spegnere tutto e dormire mi fumo una “malboro”. E io che non fumo.
    Coincidenze.
    D.

  3. He, in macchina ci sono arrivato, a 130 all’ora, potevi almeno salutare dal finestrino no?
    D.

  4. pancia e schiena: ci sono passato anch’io negli anni scorsi.
    ghè nient de faar
    gùm de staaa a dieta
    per campaa en po’ ben…
    MicGin

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