Sparidimpulso (da 011 a 015)

Anne Parillaud / Nikita

011. E’ uscito il best of degli Asian Dub Foundation. Si chiama Time Freeze 1995 – 2007. Ancora non ce l’ho ma conto di rimediare presto.

012. Mentre sfoglio "Nova 24", il settimanale del "sole 24 ore" dedicato a tecnologia e innovazione, mi cade l’occhio (e di recente questo modo di dire è anche una mia preoccupazione) su una foto azzurrata. E’ Nikita seduta che appoggia sul mento una pistola tenuta con due mani. Dopo quel fim mi ero convinto che Luc Besson fosse un regista da tenere d’occhio (ma di questo mi sono ricreduto poco dopo). Dopo quel film mi sono scoperto completamente invaghito di Anne Parillaud. L’ho rivista, tempo dopo, in un brutto film di John Landis in cui faceva la vampira ed era quasi sempre nuda. Che fine ha fatto quella femmina meravigliosa?

013. Il tizio che ha fatto la rivista "Wallpaper" (immagini, trend e fiumi di hypeness) ha lanciato un nuovo mensile. Si chiama "Monocle" e si presenta – nelle intenzioni, nelle dichiarazioni e nelle interviste – come l’anti-wallpaper. Per dimostrare che i lettori sono capaci di attenzione e sono alla ricerca approfondimenti vi investiamo con una distesa di parole lontanissime da ogni pulsione trendy. Lo compro (è il quarto numero, quello di giugno) e –come facilmente intuibile – è una sòla. A pagina 100 però si parla di Buscemi dischi in via Magenta a Milano, negozio in cui, negli anni, ho trascorso un sacco di tempo.

014. “Blue” 183 non lo butto. Illeggibile o quasi come sempre, si salva per tre cose: a. un articolo sull’amata Paulette di Wolinsky e Pichard scritto da Bernard Joubert, b. una non-storia guardabile – ma non per questo leggibile – di Frederic Boilet (secondo me era già uscita su “Bang”) e c. la prima apparizione della nuova rubrica dedicata all’erotismo nei fumetti non erotici curata da Massimo Galleti. Non dovrebbero essere motivi sufficienti a conservare il fascicolo, ma – che ci posso fare? – sono un tipo affettuoso.

015. Il diciassettesimo numero di “Gea” ci avvicina alla chiusura della serie. Luca Enoch mi diverte sempre molto. Mi sembra tocchi i miei istinti più bassi. I suoi fumetti sono un bigino di antagonismo sviluppatosi all’ombra delle riviste fofiane (“Linea d’ombra” e “Lo straniero”, ma anche “La terra vista dalla luna” e “Dove sta Zaza”). Semplificazione e catechismo sociale indotti dalla faciloneria resa necessaria dalla serialità da edicola e, ciò nonostante, meglio di quasi tutto il resto.

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7 pensieri su “

  1. Gea. Ti diverte? Questo numero è pallosissimo. Violenza guerriera, bambini bruciati, Giovanna d’Arco, fanatismo etc etc etc. Mi sembra che Enoch sia rimasto non a corto, ma senza idee. Poi esce Dragonero (Romanzi a Fumetti Bonelli, cosa vuol fare, concorrenza ad Harmony?) e capisco perché Enoch scrive dei Gea all’insegna della noia. Magna magna pure lui, ed è giusto così.
    Baci
    D.

  2. no, mon cher Spari,
    quella faciloneria enochiana è molto, molto pericolosa. Quasi quanto il radicalismo da spiaggia del tuo Fofi.
    D’altra parte, chi dalle proprie idee trae sentieri su cui camminare, finisce imbustato in cantina. Due righe di Bianciardi, anche di quel libro inutile che hai imbustato, valgono, non dico tutti i gea delle edicole, ma anche tutti gli stranieri delle librerie.
    Sarà. Io la dentro ci ho trovato idee e coerenza di un uomo schifato dall’esistente che si era condannato ad andarsene…
    Gli Enoch e i Fofi sono quelli che pensano, con le loro scoreggie (alla fin fine) parrocchiali di poter cambiarlo, il mondo. Continuando invece, pericolosamente, a procrastinarlo.
    Quando leggo Gea e il blog di Enoch io tremo di paura, molto più di quando leggo quello dello zio Pepi.

    stracci
    critico al congedo

  3. chi è lo zio Pepi?
    E poi si dice “radicalismo da salotto”!

    caro zio Pepi,
    perchè quelli come stracci invece di condannarsi ad andarsene fanno i radicalisti da spiaggia invece che da salotto?

    imbecille (io, cioè, è una firma, non un insulto, non ti innervosire, respira prima di premere il tasto invio, cretino)

    deficiente (altra firma, per specificare meglio, idiota, non era rivolto a te l’insulto, non capisci un cazzo)

  4. puntini sulle i

    001. io non mi innervosisco mai, sapessi anzi quanto mi diverto…

    002. zio Pepi era il soprannome che aveva il dottor Mengele. Sai c’è un sottile filo che lega i miti nati dal Fantasy con certe ideologie… potresti andare a ripetizione da De Turris (camerata Linus… è un libercolo illuminante).

    003. quelli da salotto sono i rivoluzionari. i radicali sono da sciopero della fame o da congresso.

    004. non mi condanno ad andarmene. me ne faccio, semmai, un vanto. visto che l’alternativa sarebbe la compagnia di Gea o dei Draghineri.

    stracci
    non più critico, quasi in spiaggia

  5. che arguzia eheh
    non più critico, quasi in spiaggia eheh
    essì, ti diverti un fottio, si vede eheh
    mavacagher

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