Piccolo manuale di inutile strategia promozionale 

Conte Olaf da una serie di sfortunati eventi (è che non ho trovato un ebenezer scrooge con volto abbastanza avido) 

L’ho visto esposto in una libreria. Cioè, non proprio esposto. Non era comodamente adagiato, a fare fiera mostra della sua copertina, innestato tra i due volumi dedicati alla stagione del tascabile porno italico e la tanatologia del fumetto porcello contemporaneo. Era, con fare assai più circospetto, infilato di costa accanto al nuovo McCloud di Pavesio. Però c’era. E allora posso venire allo scoperto.
E’ uscito “Spari d’inchiostro: appunti per un canone del fumetto”. L’editore si chiama Alberto Perdisa e il direttore/curatore di collana è Luigi Bernardi.
Dopo averlo visto in libreria, mi sono reso conto di tre cose:
1. Non sono riuscito a emozionarmi
2. Ho avuto il pessimo gusto di uscire in concomitanza con l’ultimo volume della saga di Harry Potter (e sono pronto a scommettere su una flessione nel venduto del maghetto in Italia)
3. C’è il rischio che i librai lo nascondano così tanto bene che il libro potrebbe riuscire a conquistare il record negativo nelle vendite della microeditoria patria.
(Microconcorso: due osservazioni su tre contengono una grossa menzogna. Quali?)

Tocca di inventarsi una strategia promozionale. La chiamerò la strategia dei sette passi (siccome non ho niente in testa, mentre inizio a scrivere, non saprai mai se sono bravissimo e sette è il primo numero cui ho pensato o se sono tornato indietro a correggere).

Primo passo: Raccontare cosa c’è dentro il libro e chiarire perché mai un lettore di questo blog dovrebbe leggere un libro che, dal titolo, sembrerebbe essere una raccolta di post. In questo modo, potrei spiegare che, certo, ci sono molti pezzi – riveduti e corretti – estratti da queste paginette, ma che c’è anche un sacco di roba nuova, copiate da altre parti (il mio claim odierno è: imitate, don’t innovate), e che il tutto è stato riorganizzato secondo una struttura generale che denuncia un progetto ambiziosissimo.

Secondo passo: Raccontare ai miei tre lettori, cui ancora non ne è stato pubblicato uno, come nasce un libro (non che io lo sappia, ma essendo padre di due figli ho imparato a estrarre regole generali di vita da eventi sporadici che altrimenti potrebbero apparire casuali). E qui potrei raccontare, con l’usuale fare un po’ spocchiosello, che, come al solito, ho avuto culo e mi è stato proposto di farlo. E, come al solito, ho accettato senza neanche pensarci, bruciandomi, davanti alla tastiera, un sacco di serate in cui avrei potuto poltrire.

Terzo passo: Dare soddisfazione a MicGin e spiegare perché mi sono nascosto dietro il solito “appunti per”. Anche se lo spiega molto bene, da maestrinodellaminchia definitivo, mast alla fine del libro.

Quarto passo: Porre enfasi sulla scelta di registri linguistici e dialogici (però se lo dico così mi sa che mi perdo l’ultimo potenziale lettore che, a questo punto si stava chiedendo se fosse o meno il caso di andare a cercarlo per sgraffignarlo). Sottolineare il clima di sommo cazzeggio che spero si respiri tra quelle paginetta.

Quinto passo: Raccontare come ci si sente all’uscita di un libro (un’altra regola generale da un evento sporadico). Parlare della paura di non essere stati chiari e di aver confezionato un robo che non racconta quello che volevi. Parlare del fatto che riguardandolo ci trovi degli errori (per il momento tre: uno ortografico, ma non è solo colpa mia; uno su un’etichetta editoriale statunitense, ma non se ne accorgerà nessuno; uno su una storia e l’aver confuso un neo con un succhiotto mi è insopportabile). Raccontare la fragilità umana e sperare di riuscire a toccare gli interruttori della compassione e dell’affetto. Perché, poi, è sempre e solo quello il miglior modo di vendere…

Sesto passo: Individuare un numero ristretto di operatori/giornalisti/addetti ai lavori cui elemosinare recensione. Di questi signori devo procurarmi anche un indirizzo fisico cui far pervenire l’oggetto.

Settimo passo: Solo un altro passo.

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18 pensieri su “

  1. Caro Spari, altro metodo di condivisione è prendere in mano il libro, e esclamare: “Bellissimo, lui è un grande, sa proprio tutto sul fumetto… io l’ho già letto!” E vedere la reazione del vicino…. di solito fa un giro e poi torna a vedere l’oggetto…..
    L’artdirector

  2. AHAHAHAHAHA…AHAHHAhahhah…aaah… aaah…
    Ma chi è NERO?
    Lo scambista delle recensioni?
    Oh Spari, che fate il club privé?

  3. Conosco un poeta romano. Non è nemmeno male.
    Anche lui ha pubblicato, e credimi se lo vedessi ti impressionerebbe.
    Anzi, vedilo e capisci perché l’ho conosciuto.

    http://www.lepisma.it/paolo%20borzi.htm

    Mi ha chiesto di andare da Feltrinelli, chiedere del libro, ordinarlo nel caso non ci fosse e, alla romana direi io, uscire con frasi del tipo:

    Sono poesie molto belle. Sa, io sono professore universitario di chimica, ogni tanto la poesia al posto della scienza mi rilassa e queste sono poesie bellissime. Peccato che non lo abbiate, si merita più visibilità, è una specie di Trilussa moderno (e forse lo è davvero) Mi piacerebbe conoscerlo l’autore (ovviamente NON DEVI dire lo conosco) perché fuma la pipa come me…. etc etc.

    Poi, dopo una settimana, si manda un amico a comperare il libro etc etc.

    Se il libro è buono ne vale la pena, anche per l’amico, se no… amen. Una volta che ne prendono tre copie invece di una, le due restano nello scaffale e attirano lo sguardo. Chi si ricorda quando, durente il rinascimento del fumetto fine 90 inizio 00, apparsero vecchi volumi puzzolenti di muffa, tipo i Raffaelli, quelli del Grifo sugli autori 60-80 (Toppi Battaglia Pazienza Manara) che poi hanno trascinato McLoud e C?)
    E’ il passaparola che ha fatto Harry Potter quello che è, non l’operazione commerciale di tutte le imitazioni, e caro Zietto, lasciamelo dire Potter lo adoro Brussolo per bambini mi deprime all’inverosimile
    😛
    A parte questo.
    Che c’entra Potter? Dovresti parlare del Mcloud invece!! E cioè cosa vende lui in più di te in una libreria specializzata? Forza passaparola, perché Mcloud non se lo filava nessuno quando ce lo filavamo tutti noi, e come al solito, adesso che non ce lo filamo più se lo filano gli altri.

    Diciamolo: scrivere Spridinchiostro, per te E’ poltrire.

    Bacissimi con immensa stima e non sto scherzando. Tu sei quello, come Mic Gin, come tantissimi qua dentro ma non come me, che non è perfetto ma poche chiacchiere (vabé non pochissime dai) e qualche fatto importante.

    D.

  4. Il passo 6 è quello importante.
    Se poi arrivasse un qualche cosa assimilabile alla news da parte dell’editore (dati del libro, scheda tecnica, note sull’autore) la farò girare dovunque potrò.
    saludos
    mic.

  5. stai attento Spari,
    perchè dopo le mosse dell’autore, arrivano le Contromosse del Lettore.

    Prima mossa: piazzarsi al Libraccio e aspettare. E’ la vecchia filosofia cinese applicata alla bibliomania: aspetta al Libraccio, e prima o poi il cadavere (editoriale) del tuo nemico (autore) passerà di lì.

    mast

    PS
    E che sia di buon auspicio 😉

  6. Sono convinto che Spari sarebbe molto contento di vedere il suo libro al Libraccio 🙂

    D.

  7. come forse?
    vuoi insinuare che parlo di cose che non ho letto?
    non sono mica un akkademico, io!
    adesso scoppio a piangere, perchè avrei tanto voluto esserlo, però.

    stammi bene
    e buone ferie
    boris

  8. Il libro non l’ho letto, tanto lo sa già cosa c’è scritto dentro e non ci sono le figure (Oh scherzo né?)
    La recensione di Boris è divertente e gli credo, credo che Paolo ha (non abbia) fatto una vera storia del fumetto, e l’ha scritta così alla svelta che non è successo niente di importante nel frattempo.
    Però ‘sta storia dell’accademia come qualcosa di rigido, che fossilizza invece di muovere, dai, non è mica vero. Perché si guarda solo il lato negativo che esiste in tutte le cose.
    E’ vero che il fumetto in accademia è ben trascurato e lo tratta gente che non ha mai tirato sul prezzo di un Cannibale alle bancarelle di Lucca, però… però si, magari è l’accademia italiana che è fatta così, ma negli USA? A Proposito, nessuno ha letto il libro sui fumetti europei di Bart Beaty?
    http://www.comcul.ucalgary.ca/beatyo
    io no.
    Eddai. Ma Zio Paolo lo saprà bene qual è stato il contributo dell’accademia alla storia del fumetto no?

    E se Paolo fosse davvero un accademico, non lo avrebbe scritto lo stesso questo libro?

    Lo vado a ordinare

    D.

  9. Oh, io l’ho letto tutto. E guardate che di solito odio leggere un libro in due soli giorni MA questo l’ho davvero fagocitato. Ovvio, lo leggerò ancor meglio e lo recensirò. Solo aspetto tempi migliori (in agosto le utenze sono Bu) ed intanto ne parlo nel mio blog!

    CmQ molte notizie XmeNuove mi son arrivate dalla lettura. Inoltre c’è tutta la consueta “grinta” e forza dell’ InterdonaT, sommate ad alcune appendici divertenti e toste.

    BRAVO per adesso. Poi ti farò alcune domande.. è materiale di cui parlare.

    Claudio Nader

  10. Ciao!
    Ho ordinato il tuo libro.
    Non so bene perché ma leggo (o cerco di leggere) tutto quello che esce sul fumetto e il tuo blog mi piace. Ma avendolo scoperto da poco non è che mi posso mettere a leggere 3 anni di post…
    Ah, e poi sono solidale per la faccenda oculistica. Giusto ieri citavo l’atropina anch’io.

    ^___^
    Alabama

  11. Spari, ma che fai? Anche tu ti metti a scrivere libri? Come tutti gli altri? Ma perchè? Non ti piaceva più far parte della ristreta elite che non li scrive?

    E adesso mi toccherà pure comprarlo…

    Moreno R.

  12. ciao paolo,
    appena comprato il tuo libro.
    poi ti dico…
    un abbraccio e a presto
    emiliano

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