Indovina un po’ di chi e cosa parla…

Un sacco si Alberto Burri

Mauro Mori (17-09-2007)
Brevissimi giudizi (dei “post”) su personaggi e momenti del mondo dei fumetti, copiati pari pari da rivistine a bassissima tiratura. Ciò che prima veniva chiamato “fanzine” ora si chiama blog la sostanza non cambia: sussiegosità a mille, competenza zero.
Voto: 1 / 5

(questa è la pagina)

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17 pensieri su “Indovina un po’ di chi e cosa parla…

  1. Ingegner Dinchiostro,
    non si inquieti. Ibs pullula di tipi che commentano libri che non capiscono. Questo poi fa il cubista del design, vive nella settimana della moda e parla come un copy: commenta a mille attendibilità zero.
    Saluti
    CCollodi

  2. Ma che coglioni! E intendendo sia i cretini come il Mori che la noia del loro dire. Se dai loro una scrittura un po’ più viva non riconoscono più i triti luoghi comuni in cui amano rifugiarsi. E dire, Interdonato, che tu hai fatto un libro in piena continuità con la pessima tradizione critica italiana. Le solite poche idee. Scritte bene però. E questo è un merito non piccolo che ti va riconosciuto.
    Dr.Qwerty

  3. tieni conto poi che Mori e` di Cremona
    Dr. Qwerty, invece, a occhio dico che e` di Lodi, ma l’indirizzo preciso non saprei

  4. Signor Lorenzini, son quieto e non m’inquieto. Ho letto la recensione e ho pensato: “Ho capito; si vede che quella vocina me la sono figurata io. Rimettiamoci a lavorare.”

    Cher: 1/5 è pur sempre dieci cinquantesimi. (è che per educazione devo rispondere a tutti e mi tocca di dispiegare le mie nere ali di umorismo e gettarmi dalle vette dell’ironia).

    Boris: Secondo me si riferisce alla mia nota biografica. Dicendo Collabora con “Schizzo”, “Black”, “Lo Straniero”, “Hamelin” e altre riviste introvabili. tentavo di fare ironia. Forse non era chiaro e, allora, si è sentito in dovere di spiegare la battuta.

    Dr.Qwerty, fammi capire: dici che scrivo stronzate bolse e trite ma le scrivo bene. Beh… Non lo so se ti voglio bene…

    Abbraccio
    P

  5. #5: A me quelli di splinder m’hanno pure tolto la possibilità di vedere gli ip. Parlano di privacy (e io li utilizzavo solo per capire se il mio interlocutore era uno nuovo o avevamo già fatto chiacchiere). Come fai a sapere che Mr.Qwerty è di Lodi? Sul serio.

  6. non volevo invadere la privacy, non denunciarmi al garante, ritiro tutto, forse e` di Marzalengo, o di Gadesco, o di Castelvetro Piacentino, chi lo sa

    #5

  7. Questo sabato c’era un articolo sull’Uomo del monte su Lo specchio!
    BELLISSIMO!!!!!!!

    Una mamma disperata

  8. by the way….tantiiiii auguriiiii aaaaa
    teeeeeeeee tantiiiii auuuuguuuuriiiiii
    aaaa teeeeeeee

    (perchè è un bravo ragazzoooooooo….)

    doc.B.(febbricitante)

  9. Guarda che ricevere recensioni negative è sempre indice di un buon libro, soprattutto in Italia.
    D.

  10. ma stai a preoccuparti per un commento? il commento di questo tal mori né accredita né scredita il tuo lavoro. è uno dei tanti pareri che si possono raccogliere e vale tanto quanto uno qualunque dei pareri positivi di questo blog.

    (sono io che sono un vero critico)
    (mica gli altri)

  11. No, (sono io…), non sono preoccupato. Mi piace molto quel giudizio secco e senza mezze misure (anche se confesso che il Mori, che non conosco, non mi è proprio simpatico). E mi piace perché legge nel mio libello cose che non sento. E allora capita che ci pensi.
    Se non fosse che amo fare i nomi, ti racconterei di una luuuuunghissima telefonata in cui un critico mi faceva capire che, pur non avendo letto il libello, ero d’accordo con quelli che gli dicevano che era “troppo blog”.
    E’ un’idea che mi piace, perché forse ha ragione il dott.Qwerty qua sotto, quando dice che il mio è un libro inutile come tutti gli altri (anche se mi piace non pensarlo inutile e “tutti gli altri” mi pare generalizzazione insopportabile), però l’aver dato una forma “diversa” (un saggio in forma di chiacchiere e cazzeggio!) a dei pensieri fa sì che là dentro non si capisca più come muoversi.

  12. dipende dalle aspettative che ne precedono la lettura e dipende dalla disponibilità personale a ricredersi. per me è un libro importante non per lo sviluppo della critica (o forse anche) ma perché mette in campo delle idee, apre delle piste ed è scritto in modo divertentissimo.
    e parlo con cognizione di causa!

    (sono io che l’ho letto)

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