Pane ai circensi

Moira Orfei

1. Ieri sono stato trascinato da moglie e figli al circo. Uno di quelli veri: con gli equilibristi, i giocolieri, le fanciulle discinte, i pagliacci e le bestie (con aspetto assai poco feroce) che si comportano in modo strano (contro natura?).
Nessuna tristezza per gli abusi patiti dagli animali, che – te lo confesso – mi sembravano in salute.
Mi sono divertito.
Penso alla vita di questi artisti di strada: camminano sulla corda, ballano, fanno roteare palle e cappelli, puliscono gli animali, cavalcano e montano il tendone.
Professionisti d’ogni cosa, costretti a saper fare tutto: sono capaci di saper fare bene niente.
Un po’ come gli opinionisti…

2. Vabbé. Ho sbagliato. Non è vero che i cosplayer mi danno fastidio.

3. Ora che l’ho detto mi sento già più leggero. Perché mi sentivo un po’ qualunquista. Mi sentivo come quello pronto a fare di tutte le erbe un fascio.

4. Siccome mi succede di trascorrere del tempo in posti dove si tengono dei festival del fumetto (o, meglio, delle fiere, dei mercatoni… dei circhi) sono costretto alla convivenza coatta con un sacco d’altra gente. Ci sono quelli simpatici, quelli antipatici, quelli che non ho ancora capito e quelli di cui non mi frega nulla (la maggior parte).

5.
Quando sono a una di queste fiere di solito sono trafelato per tre motivi: a. mi sento come se fossi in ritardo e io non sono MAI in ritardo; b. sto cercando o sto evitando qualcuno; c. mi sono ricordato di quel libro che dovevo assolutamente comprare. Qualunque sia la situazione mi ritrovo immobilizzato siccome zanzara nell’ambra: non posso essere upsetter.

6. Hai mai ballato durante un concerto reggae? Anche quando si è vicinissimi, i movimenti sono così lenti, che il/la tuo/a vicino/a non lo colpisci mai. Ognuno ha pieno controllo della propria periferia e del proprio spazio vitale. Agli altri giri attorno. Lo ska è judo; il reggae è aikido (il punk invece è muay thai, ma ne parliamo un’altra volta).

7.
Ho una camminata goffa e basculante che però si sposa meravigliosamente col reggae. Quando mi posso muovere come fossi invisibile, sono contentissimo.

8. Torno ai cosplayer. Non è mica vero che mi suscitano tutti fastidio.
Sono un fottuto perbenista e un cosplayer da solo mi mette tristezza. Penso a questo ragazzo (o a questa ragazza) da solo nella sua stanzetta mentre si punge le dita cercando di cucire, senza sformarle, spalline alte 20 cm su una camicina senza maniche . Penso alle raccomandazioni della sua mamma: “sotto quella giacchetta leggera con le nere ali di pipistrello, mettiti la maglia di lana che ormai è novembre”. Mi viene voglia di raccontargli una favola. Perché è un brutto anatroccolo, un individuo che vuole appartenere a una collettività (Beep beep beep beep… Allarme Weltroni! Allarme Weltroni!).

9. Quando non è solo, il cosplayer inizia a darmi un po’ di fastidio. Non ce l’ho con lui. E’ proprio che ho problemi di convivenza con le folle.

10. E parliamo allora di ingombro. Con quel cazzo di spadone, martello, mantello o sterminata truppa di soldati al seguito, il cosplayer è fottutamente ingombrante. In uno spazio piccolo mi infastidisce. Eccome.
Allo stesso modo, mi infastidisce il ragazzetto che si porta dietro un enorme zaino a mo’ di carapace e il collezionista che trascina, con una mano sola (nell’altra ha la mancolista), il suo trolley… A essere onesti, il collezionista mi dà fastidio anche quando non ha il trolley: mi sembra dannoso e deleterio.

11. E’ forse anche questo il motivo per cui le cosplayer poco vestite non mi danno fastidio. Ingombrano pochissimo.
Però mi rendono triste.

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5 pensieri su “Pane ai circensi

  1. anche io ieri ho visto il circo.
    Ero a Milano, in San Babila, intorno ad una macchina con un tipo (tozzo) in piedi a urlare…

    Un bimbo qualunquista

  2. Accipicchia!
    una volta che non leggo il tuo blog mi perdo una discussione in cui avevo l’autorità per parlare!
    Quando mi ricapiterà?

    abbracci

    Luca Vanz.

  3. Luca: sei stato citato (a proposito e a sproposito) nel post di sotto (quello delle immagini lucchesi). Dài una scorsa ai commenti e vienimi a pestare… Attendo con ansia.

    abbraccio
    p.

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