Da qualche parte bisogna pur iniziare: requiem per gli spari d’inchiostro

Te lo devo. Magari ti capitava, più o meno spesso, di passare a dare un’occhiata a quel blog. E io l’ho chiuso. Così, senza troppe spiegazioni.
Vabbeh… Si sentiva che quel coso era arrivato a fine corsa.
Spari d’inchiostro – il blog, non l’utente – era il posto che mi serviva per fare pratica con uno strumento che stentavo a capire (e non è che adesso lo capisca benissimo). Era la mia palestra di scrittura aperiodica ma frequente: il luogo – dojo, avrei detto nei miei anni di karate indisciplinato – in cui affinare la tecnica e gli strumenti dell’uso della parola (non è servito a molto: continuo a essere verboso e caotico).
Poi mi è servito anche ad altro. Non che avessi un piano, ma la rete di relazioni abilitata da quello spazio mi ha fatto comodo. Non lo nego.
Di là parlavo prevalentemente di storie con parole e immagini concentrandomi sulla presenza o sulla assenza di progetto. Per un po’ ci sono riuscito ed è emerso – o almeno così a me è parso – che concentrarsi sulla progettualità fosse un modo per mettere in evidenza la capacità di un attore (che poi sia un autore, un editore, un’istituzione, poco importa) di marcare la differenza sul cammino dell’evoluzione del racconto con le figure. Un buon modo per prendere misure con strumenti di precisione, segnare col gesso e affettare col coltello da salame un canone, cialtrone e impreciso, del fumetto e dintorni.
Poi, è arrivato il mio libello. Mi sono detto e ripetuto che non poteva essere un punto d’arrivo. Bene: mentivo. Quel libro è la lapide di quel modo di guardare al fumetto.
Oh… Non sto dicendo che è un oggetto definitivo. Figurati! Sto solo dicendo che quella ricerca, a tentoni, di progettualità e di discontinuità non mi sta più pungolando.
Lo sai come la penso. Continuare a scrivere là sarebbe equivalso a produrre informazione ridondante e ripetizioni.
Bisognava chiudere.
Per continuare a fare sempre gli stessi gesti mi basta il Nintendo DS di mia figlia.

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Un pensiero su “Da qualche parte bisogna pur iniziare: requiem per gli spari d’inchiostro

  1. Quasi quasi invece di leggere il nuovo blog aspetto l’uscita del libro quasi quasi

    Una mamma disperata

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