Ancora un attimo

Stan Laurel e Oliver Hardy

– Allora perché le figure e le cose? Non si è mica capito ancora.
– Sai. Prima di tutto c’è un problema di parole…
– E poi uno di cose?
– Beh… Sì, certo. C’è una forte correlazione.
– Guarda che per fare il Foucault non ci hai mica il fisico. Sei grasso e peloso.
– Mavaff…
– Poi, secondo me, non ci hai mai capito un cazzo di quello che scrive.
– Certo. Ma non è mica un problema solo tutto mio. Comunque lasciami dire.
– Dì.
– Di là, dove c’erano gli spari d’inchiostri, parlavo di fumetti.
– Così continui a dire.
– E ho capito che a me dei fumetti non me ne frega niente.
– Seee…
– E invece è proprio così. Dì un po’ cos’è il fumetto?
– Uff… Vuoi una definizione canonica o devo dare quella che dài tu?
– Fa’ un po’ quello che vuoi.
– Va bene. Faccio l’Interdonato: il fumetto è un linguaggio, è un mercato ed è un sistema di motivazioni.
– Ecco. Bella stronzata!
– Sei tu che dici questa cosa. Mica io.
– Piantala! Tu e io siamo la stessa persona e questo è un trucchetto del cazzo per arrivare a un discorso a cui non sapevo arrivare diversamente.
– E allora perché dialogo da solo?
– Perché, nonostante la domanda di Alice mi riverberi in testa da anni, ancora non l’ho capito a che serva un libro senza dialoghi né figure.
– Ma questo non è un libro.
– Hai ragione, ma Lewis Carroll mica lo sapeva che un giorno ci sarebbe stata Internet. Comunque fammi arrivare al punto.
– Arrivaci! Che se fossi io a leggere ‘sto dialogo mi sarei già spazientito da un pezzo.
(voce fuori campo: Mi sono già spazientito! O arrivate da qualche parte – qualsiasi parte! -, o andate nel posto in cui vi mando io!)
– E sta’ calmo! che ci arrivo. L’ossessione per la definizione del fumetto ci ha fatto perdere di vista il punto centrale.
– E qual è?
– Il fumetto non esiste!
– Eggià! Bella stronzata!
(voce fuori campo: E allora, pezzo d’idiota, che cosa cazzo è questo robo che ho in mano?)
– Adesso ti spiego.
(voce fuori campo: NO! Adesso TI SPIEGHI!)
– Sì, va bene. (sottovoce) Ti sei accorto che anche la voce fuori campo è pedante e maestrinadellaminchia come me?
(voce fuori campo: Guarda che ti ho sentito!)

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4 pensieri su “Ancora un attimo

  1. Visto che malgrado tutti i tuoi distacchi ironici, tutte le tue prese di distanza, ci picchi sempre dentro, al cinema, ai film, intendo, perché non vai direttamente a placcare (proprio nell’accezione rugbistica) quella bestia?
    M.G.

  2. Quando scrivi ‘Il fumetto non esiste!’ mi viene in mente l’incipit di un bellissimo libro sulla lettura, Lo sbrego di Antonio Moresco (rizzoli- holdenmap): “Io non ho mai letto letto niente”. Non sono paradossi, sono una chiave che gira e fa scattare la serratura.
    In bocca al lupo per il nuovo blog.
    andrea barbieri

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