Intanto

Ettore Sottsass

1. Sono a cena con un amico che mi dice: “questo blog nuovo che fai non mi piace… stai scrivendo cazzate…”. Ed è un amico vero, uno con cui faccio un sacco di cose. Lo provoco, gli dico che l’ha infastidito il fatto che mi scagliassi proprio contro di lui. Conferma e mi dice che l’ho fatto incazzare. Perché (trascrivo la mia comprensione del suo pensiero) sono il fautore di una critica di pancia. Piacevole e molteplice, ma sempre molto naif. Non posso permettermi di prendermi così sul serio e non posso cercare di sparigliare le carte buttandomi nella mischia dell’analisi degli strumenti dotti senza avere studiato abbastanza.
Forse ha ragione. Ma chissenefrega! Il blog non mi divertiva così tanto da mesi. Forse da anni.

2. “Ammiro Eisner per i suoi fumetti lunghi, semiautobiografici e allo stesso tempo di finzione. Credo che lui non si sia mai ripreso completamente dal suo passato. So, perché me l’ha detto Harvey Kurtzman, che Eisner è stato un po’ carogna quando era giovane. A quei tempi, tra gli anni Trenta e Quaranta, il business dei fumetti era una cosa da briganti, con un bel po’ di porcherie e attività semicriminali e con un sacco di mafiosi: la distribuzione dei giornali era estremamente legata alla mafia” (Robert Crumb, intervistato su “Les Inrockuptibles” del 22 gennaio).

2. “E’ anche per questo [per l’aver vissuto una vita molto intensa] che sto scrivendo un’autobiografia. Con molta fatica, perché ho bisogno di vedere la scrittura e le sue fasi, gli errori, le cancellazioni, magari tornare indietro… Insomma: non mi va di usare il computer e non posso dettarla… Perché io sono un disegnatore”. (Ettore Sottsass, intervista pubblicata da “Abitare”, febbraio 2008)

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10 pensieri su “Intanto

  1. è strano… a me, che i fumetti li scrivo e li disegno (anche se ho pubblicato veramente poco), era proprio sembrato che il FUMETTO fosse un linguaggio. So ad esempio per certo, senza aver letto (quasi) una riga di Eco o Barbieri o altri, che dovrò usare certi specifici “termini” (intesi come situazioni tipo, o inquadrature tipo o espressioni tipo) per comunicare una determinata cosa e non un’altra. Quindi so per certo di stare usando un linguaggio, anche complesso. Però mi fido di te, se mi dici che il fumetto non è un linguaggio io ti credo…

    Lobo

  2. detta così sembra che tu stia parlando più di stereotipi che di sintagmi.

    senza polemica, usando stereotipi nell’accezione più neutra possibile.

    coso

  3. no spari, mi stavo riferendo a Lobo… ma non il cacciatore di taglie, il tipo del commento #1.

    il frainteso coso

  4. Eisner una carogna…ci può anche stare…però ….anche come carogna deve essere stato il migliore

  5. Sottsass è stato un grande…
    Son passata di qui per caso e mi ha incuriosito questo tuo approccio al fumetto e al mondo dell’illustrazione…
    tornerò.

    G.

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