Appunti di lettura

Lena la iena: Basil Wolverton

001. John Woo la nuova leggenda del cinema d’azione di Giona Nazzaro e Andrea Tagliacozzo (Castelvecchi). L’ho trovato nel nuovo punto vendita del libraccio sui navigli. Se non ci sei ancora passato (e se abiti a Milano) vai a dargli un’occhiata. Si trova di fronte a supergulp ed espone – senza logica apparente – libri usati che ti puoi portare a casa in cambio di un euro a pezzo. Non sempre il libro vale l’esborso, ma mi pare una transazione onesta e accettabile. Questo libro è abbastanza inutile, non fosse che mi ha fatto venir voglia di rivedere Le samourai di Melville, film che è stato fonte di ispirazione tanto per Woo quanto per Tarantino. Il titolo italiano – terrificante – e la rarefazione dei dialoghi hanno fatto sì che me ne procurassi una versione francese, senza soffrire.

002. Pensieri spettinati di Stanislaw Lec (Bompiani). Mi è rimasto attaccato addosso sempre al libraccio. Non avrei mai comprato una raccolta di aforismi se Giancarlo non me l’avesse adagiata tra le mani garantendomene l’assoluta necessità. Mi fido di Giancarlo un po’ meno di Lee.Riesco a leggere qualche riga di questo libello prima di lanciarlo lontano da me e gettarmi sul fumetto più vicino.

003. Basil Wolverton: caricature di Enrico Sist (Vivacomix). Di tanto in tanto lo tiro giù dallo scaffale e lo sfoglio. I disegni spaghetto mi fanno stare meglio. Un librino necessario (che forse riesci ancora a trovare in giro). Qualora fosse proprio impossibile, puoi gettarti sul recente The original art of Basil Wolverton (in realtà, questo volumone statunitense contiene un sacco di lavori poco – o mai – visti del padre di Lena la iena: procuratelo anche se trovi il libello di Sist).

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8 pensieri su “

  1. Stanislaw Lee

    Lec! Sulla noia degli aforismi, condivido, e anche sulla grandezza di Wolverton. Pochi giorni fa ho letto una sua storiella mirabile su una vecchia antologia di Zio Tibia.

  2. Devo saperlo!

    Dunque, non Zio Tibia ma: “Il volto del terrore”, a nome di Stan Lee, Editoriale Corno (Eureka Pocket n. 19), settembre 1974, pp. 191-196.

    Lo vuoi? Ti costerà una birra.

    Ipo

  3. Paolin,
    vengo a sapere solo oggi, e DA ALTRI, che hai resuscitato da qualche mese la creatura: ma vaff… In due ore mi dovrò leggere tutti i tuoi sproloqui estivi.
    Apprendo però con commosso stupore che nella tua videoteca brulicante di adolescenti giapponesi pieni di problemi esistenziali e omoni colorati imbottiti di steroidi ma dall’animo gentile, c’è spazio per il grandissimo Melville. Il quale, in quel declinar dei sessanta, ne girò, ne girò, di film memorabili: “I senza nome”, “L’armata degli eroi”, “Tutte le ore feriscono… l’ultima uccide” ( in originale “Le deuxième souffle”, sempre a proposito di ipertrofici ed insensati titoli italiani). Ah, tu che su segni e grafiche la sai lunga, guardati le locandine dei succitati film e poi sbava.
    Woo è il più sopravvalutato regista degli ultimi vent’anni, un paio di lustri orsono sbarellavano per lui critici di ogni risma, oggi, soprattutto dopo il periodo americano, un tantino più cauti a gridare al genio.
    Ti aspetto a Genova, mio caro limone.
    M.G.

  4. Grazie.
    Caffé così e così, spume eccellenti (specie la bionda, insuperabile), granita alla mandorla, al solito, memorabile. Le sedie con schienale in laminato plastico da 8 mm. comode e tutti quei Tex e Tiramolla appilati sulla mensola sempre invoglianti. Peccato siano finiti i ghiaccioli ed i calippi.
    Ti voglio bene comunque.
    M.G.

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