Appunti di lettura

Commissario Spada - Gianni De Luca

004. The Mammoth book of Best crime comics a cura di Paul Gravett (Constable & Robinson). Paul Gravett è uno che di fumetti ne capisce proprio tanto. Questa antologia, che per $17.95 affastella 500 pagine di racconti brevi, inanella una serie di storie preziosissime. Le scelte – anche quelle inevitabili – non sono affatto scontate. C’è da leggere per un bel po’ e godendosi colpi di coda inaspettati. Tutta roba che fa ululare di piacere: un episodio di Torpedo 1936 di Abuli e Bernet, the money makers machine swindlers di Simon e Kirby, 87th precint: blind man’s bluff di McBain e – superbo! – Krigstein, the murderer of hung di Gange e Tardi, Murder, morphine and me di Jack Cole (storia con una vignetta – quella della siringa puntata verso l’occhio della donna – famosissima perché utilizzata spessissimo dal dottor Wertham), un episodio del borbah di Burns, uno dello spirit di Eisner (chiaramente uno di quelli con P’Gell), … Tutta roba ottima. Ma la zampata vera arriva quando, a un certo punto, ti trovi di fronte il profilo tagliato ad asciate di Spada. Per la prima volta, tradotto in inglese e a disposizione di tutti quei potenziali lettori che – mal gliene colga – non fossero in grado di intendere la lingua che fu di Dante, Petrarca, Boccaccio e Manzoni un episodio del commissario Spada di Gonano e De Luca. E la scelta è anche fottutamente buona: Strada, racconto breve realizzato al termine della trilogia del terrorismo e pubblicato su un inserto del Giornalino tra il secondo e il terzo episodio. (appunto per altre letture: il giornalino ha cambiato direttore; è successo qualcosa di visibile? Data l’insulsa qualità in cui la testata si era accomodata, non avrebbe dovuto essere così difficile).

005. Ho trovato in uno scatolone i primi 15 numeri di Mangazine, usciti per la Granata Press di Luigi Bernardi tra il 1991 e il 1992. Là dentro, con dosaggio che ai tempi dell’uscita in edicola non riusciva a tenermi sveglio, appariva Ninja Kamui di Sampei Shirato.Ora quelle pagine le ho lette tutte insieme e ne voglio ancora. Come faccio? (appunto: chiedere a Vincenzo che del ninja Kamui, del fumetto gegika e della rivista “Garo” sa tutto).

006. Atlante di Jorge Luis Borges con la collaborazione di Maria Kodama (Mondadori). “[Questo libro] non consta di una serie di testi illustrati da fotografie o da una serie di fotografie spiegate da una epigrafe. Ogni titolo comprende un’unità, fatta di immagini e di parole”. Idea affascinante, non fosse che Borges non poteva in alcun modo valutare le immagini e il libro sembra l’album del viaggio di nozze di Borges con Kodama. Bhoff!

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