Lei non sa chi sono io

evil eye
Sessione d’esame. Scritto. L’aula è stipata di studenti. Il burocrate che pretende di essere chiamato professore getta sguardi carichi di disprezzo tra i banchi. E’ stato chiarissimo. Non sarà accettato alcun compito consegnato dopo le 10.00.

A pochi minuti dalla conclusione dell’esame, gli studenti iniziano ad appoggiare il proprio compito sui fogli appoggiati sulla cattedra da quelli più preparati (o più dotati, o più fortunati). Man mano che il tempo passa, gli studenti dapprima si assiepano attorno al tavolo. Poi la folla, naturalmente, si compone e assume la forma di fila.

Il burocrate scruta la fila arcigno. Con occhi sottili. I ragazzi sono tanti. La pigna di compiti diventa imponente. Correggerli sarà un lavoraccio. E quegli occhi diventano sempre più sottili. Lo sguardo corre dai ragazzi all’orologio.

TAC! L’uno si sostituisce a uno degli zero sull’orologio, donando al quadro grazia palindromica: 10:01
Quasi all’unisono con quel suono, il burocrate guarda gli ultimi ragazzi. “Beh… siete in ritardo!”, sibila, “Ci vediamo alla prossima sessione”.

Il primo della fila strabuzza gli occhi incredulo. Poi si riprende.

Furbetto, guarda il burocrate e, sicuro, esclama: “Lei non sa chi sono io?”
L’uomo si indispettisce, ma contiene l’impulso alla rabbia. Cerca una modulazione sarcastica: “E’ vero. Non lo so. Chi è lei?”

“Bene”, dice il ragazzo. Poi, rapidissimo, spacca il mazzo dei compiti e lascia che il suo ci scorra in mezzo. Si gira e, rapido, si allontana.

Annunci

11 pensieri su “Lei non sa chi sono io

  1. A quel punto il secondo ha dato una spinta alla pigna di compiti e li ha rovesciati per terra. Gli altri si sono limitati a far cadere per terra il proprio…

    Ah… me l’hanno raccontata durante un pranzo. Credo sia una leggenda metropolitana.

  2. forse è leggenda. se è vera è bellissima. anzi è bella pure se non è vera. beh comunque di cose strane e particolari agli esami universitari me ne son capitate come spettatore. per cui non mi meraviglierei.
    luc

  3. mio caro, è una delle più classiche leggende urbane, direi che è citata in uno dei libri di Brunvand (il massimo esperto del tema) edito da noi da Costa e Nolan.
    ciao
    giancarlo

  4. dalla prossima settimana, se ti va. forse pare superata anche l’ennesima fibrillazione del mio caro diario. sentiamci.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...