Amore e cuore

AMMMORE

1. Sarà stata la troppa assidua frequentazione con De Andrè, ma quando mi trovo di fronte alla devianza mi sento meglio. “Senza deviazione dalla norma il progresso è impossibile”, diceva il profeta Frank Zappa e io posso che credergli. Ciecamente (viste le mie condizioni: normalmente). Allora, quando persone che trovo francamente raccapriccianti si rivelano più umane di quel che credevo, a me si scalda il cuore e un po’ mi spiace per tutto lo schifo che ho dissipato (quasi potessi permettermelo, coi tempi che corrono).

2. Facciamo il caso del nazista dell’Illinois che era governatore della Carinzia. Se ho ben capito (ma non ne sono certo perché la stampa vittoriana che mi circonda è tutta presa a far rotolare sul palato l’aggettivo “bisessuale” quasi fosse un dono inaspettato appena aperto), questo tipo ha avuto una serata terribile. Litigi continui a casa con moglie e figlie che, per quanto tolleranti, non sopportavano più di essere trascurate durante i fine settimana. Screzio fastidioso in serata con l’amante (atletico, biondo e delfino di partito). Allora il nostro si infila alla festa di inaugurazione di un locale interessante, vuota una bottiglia di vodka in compagnia, salva nella memoria del cellulare il numero del compagno di bevuta, rifiuta un passaggio e monta al volante. Si schianta a 180 Km all’ora.

3.
Ecco… già gli voglio più bene. Mica perché è morto. Perché è più umano. Sarei disposto ad amare chiunque rivelasse un’umanità maggiore di quella mostrata.

4. Per esempio, se quello strano personaggio, quello che arringa folle assatanate agitando provette lacustri con un ghigno che sembra uscito da un fumetto di Chester Gould, non fosse ridotto così in seguito a un ictus ma per un errore umano, non sentirei una morsa alla bocca dello stomaco ogni volta che lo vedo. Una storia semplice, chessò, magari una corsa disperata in un ospedale, accompagnato da una soubrette da calendario, collassato per un’overdose di cocaina. L’accompagnatrice che non dice niente ai medici e lascia credere che si tratti di un infarto (figurati, un ometto così con quella bonona non potrebbe che schiattare). Allora i medici, invece di piantargli nel cuore una siringa di adrenalina come fosse un paletto di frassino, lo bombardano di vasodilatatori. Ecco, se invece di un banale ictus indotto dalla passione politica e dalla strenua coscienza sociale, fosse successo questo, io a quello là potrei volere anche bene.

5. O ancora, se il picconatore ex democristiano non fosse completamente responsabile di quello che dice, sarei più felice. A me girano i coglioni quando, parlando delle cose gravissime che l’uomo di gladio afferma, qualcuno mi dice. “ci sta prendendo per il culo, come sempre”. Qualche giorno fa ha rilasciato un’intervista a “QN quotidiano nazionale” in cui diceva: ”Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero ministro dell’Interno. […] Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopodiché, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti – non dico quelli anziani, certo – ma le maestre ragazzine sì”. Se qualcuno mi dicesse che c’è stato un errore nella somministrazione della cura farmacologica cui si sottopone, io gli vorrei bene.

6. Ma così non è. E tocca elargire generose dosi di schifo

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5 pensieri su “Amore e cuore

  1. Sono andato a vedé la mostra de Il
    Giornalino della Domenica a Bologna curato dalla Pallottino. Ci sono dei disegnatori allucinantemente bravi che lavoravano per i bambini a dei livelli altissimi, non solo Rubino, Pompei, Angoletta e Stò, ma alcuni mai sentiti: Armando Curcio, Chin e Giuseppe Biasi:

    http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2008/10/con-il-patrocin.html

    http://www.artapartofculture.org/2008/10/13/il-giornalino-della-domenica-un-pezzettino-di-storia-italiana-in-mostra-a-bologna-di-paolo-di-pasquale/

    quello che però mi sembra venga fuori (apparte l’allestimento sciattissimo con illuminazione che ti fai ombra sui disegni con la tua stessa copoccia, ma c’è un bel catalogo) e l’impossibilità di rendere l’idea di quello che è un giornale attraverso una mostra, devi per forza leggere un paio di numeri.
    Tutto sommato preferisco la mostra di George Barbier a Venezia: bellissimissimissima! Un illustratore art decò coi controcazzi. Una libnea di contorno finissima paragonabile per sicurezza e espresività a Picasso.
    Il comune denominatore delle due mostra è che nei primi vent’anni di questo secolo non c’erano illustratori che non sapessero disegnare, a differenza di quello che succede in Italia ma non solo.

    bacini
    Cerebroleso

  2. Ecco lì, Paolo, pronti e serviti. Ieri a Roma gruppi di neo fascisti ad infiltrarsi nel corteo studentesco e ad accendere la miccia, con i sistemi che ben conosciamo (e la polizia che all’inizio stava a guardare…).
    E bravo il nostro Franceschino Cossiga, che la sa lunga quando c’è da reprimere, insabbiare, depistare e che sa quali provvidenziali consigli dispensare ai ministri degli interni. L’hanno pure fatto presidente della derelitta italica repubblica, ‘sto fior di ometto… Nella mia personalissima classifica il peggiore, tra i tanti cresciuti nel florido vivaio della classe politica degli ultimi sessant’anni.
    M.G.

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