Prendere posizione

Tamburo pistola

Ho giocato allo spazio bianco. Funziona così, ti spediscono la lista dei fumetti usciti nel corso dell’anno precedente e tu ne devi scegliere dieci. Si è in tanti, si vota tutti e si contano le preferenze. Pancia e calcolatrice.
Mica un premio affidabile. Un po’ di lettori, che assecondano il proprio gusto personale (poi magari qualcuno di questi crede di brandire strumenti ineccepibili e ama definirsi “critico”), dicono quali fumetti si ricordano con affetto. Ma mica li hanno letti tutti i fumetti. Magari li hanno letti anni prima e non avevano voglia di rileggerli, oppure se li sono dimenticati, oppure ancora li hanno letti nel momento sbagliato.

Maledetti esseri umani. Così fottutamente imprevedibili da inficiare la qualità delle classifiche. Le uniche che possono funzionare sono quelle che insistono su un sacco di persone. Un po’ come le graduatorie di vendita (beh… dài… non proprio un sacco)… non dipendessero da meschinerie varie e peso d’impresa.

Ci ho giocato e mi sono divertito. Specie dopo che l’anno scorso – credo – Claudio Nader aveva smontato un libro che ho molto odiato (quello degli esercizi di stile di Madden) inventandosi una personalissima menzione negativa. (per inciso – quasi a sottolineare la fallibilità degli umani – quello stesso libro, Claudio lo aveva recensito su un numero della rivista “Hamelin” e, lì, il suo giudizio mi era parso positivissimo).
Ci ho giocato e mi sono divertito anche quest’anno. Poi ho letto il post dell’ippoghigno e ho smesso di ridere.

La censura è lo strumento con cui la società si protegge dall’osceno. Quando non nasconde oscenità (o non evita denunce – altro caso limite che potrei capire), la censura è solo imbecillità. E a sguazzare nell’imbecillità c’è il rischio di essere scambiati per imbecilli.

Sto da un’altra parte.

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12 pensieri su “Prendere posizione

  1. sorry, per errore ho postato due volte. puoi cancella questo e il precedente, se vuoi.
    guglielmo

  2. Guglielmo, scrivi
    Il gioco ha delle regole[…].
    A qualcuno questa cosa non è piaciuta molto. Ha voluto partecipare fregandosene delle regole e adesso è arrabbiato perché lo avremmo “censurato”.
    Utilizzare il gioco della top ten senza rispettare le regole e per parlare male praticamente di ogni autore, editore e professionista che cita nella sua (non)classifica è un altro gioco, che trovo piuttosto sciocco.

    Ho letto il regolamento. E’ qui http://www.lospaziobianco.it/5282. E non ci ho trovato nessun riferimento al fatto che non si potesse dire male di nessuno (tanto è vero che io di qualcuno l’ho fatto).

    Ho riletto il post di boris e mi sono appuntato gli insulti. Alcuni mi sono parsi affettuosi altri meno. Alcuni li condivido (di solito quelli meno affettuosi) altri meno.

    Leggendo il post di boris non ho trovato nulla che mi stupisse. Questo perché leggo i suoi interventi (su blog e altrove) da anni. Una volta ci ho fatto anche un giornalino insieme e le meccaniche della censura le abbiamo definite subito: niente bestemmie e ognuno dice quello che cazzo gli pare nella sua metà!

    Nel momento in cui qualcuno chiede a boris di intervenire su qualcosa, compra il pacchetto completo. Cultura smisurata e antipatia colante, ego ipertrofico e sensi di colpa, affetti mascherati e voce graffiante, tenuta alcolica e scarica di insulti, situazionismo d’accatto e sguardo laterale.

    Mi aspetto che una redazione attenta che richiede l’intervento di qualcuno sia consapevole di quello che fa.
    Sono così ingenuo. Aspettarmi serietà nel gioco…

    Dimmi, per favore con parole semplici (a portata di interdonato), come si chiama quella roba se non censura?

  3. definire censura la non pubblicazione mi risulta strano, grottesco, inappropriato. come dire, è stato fatto un accordo e non è stato, forse, rispettato.
    invece, centri il bersaglio quando dici che se si chiama boris si sa cosa di prende. il pacchetto è quello. per me è sempre un bel pacchetto. ma forse la top ten non era proprio compatibile.
    e infatti…
    spero di poterne parlare anch’io…

    ps, non si vedono bene le paroline…

  4. guarda, non ho parlato direttamenteo con alberto casiraghi in merito a come erano gli accordi con boris a proposito della pubblicazione della sua classifica.

    il punto è che non solo boris ha contestato le persone che ha votato (in modo più o meno simpatico) cosa che, personalmente, non mi interessa se non nel metodo (e ci torno). ma non è stato alle regole e ha pensato divertente contestare (in modo più o meno simpatico) il gioco stesso della top ten.
    ora, se stai al gioco seriamente, non lo contesti e fingi di non ricordare le regole o di doverti sottoporre a.. cosa, una tortura ideologica?!

    per ognuno di noi che ha partecipato, il gioco della top ten è appunto un gioco che è da un lato stimolante, dall’altro semplicistico. lo sappiamo. lo facciamo soprattutto come “servizio” al lettore. che le classifiche hanno una loro utilità, prima che un’investitura.

    poi, sul piano dei commenti dei lavori scelti.
    ho trovato davvero sciocco utilizzare questa occasione (e la differente vetrina che offre lsb) per sparare a zero. il punto non è tutelare chi è stato criticato, o il modo. ma l’ho trovato inutilmente provocatorio, infantile e sciocco. e una provocazione prima di tutto alla redazione che ai nomi citati. del tipo, vediamo se lsb mi passa anche questa. e se non lo fa, ah, dico che mi censurano…

    ora, dici, se chiedi a boris “compri” tutto il pacchetto. bene, potrei risponderti, se accetti di partecipare alla top ten “compri” tutto il pacchetto e ti attieni ai criteri previsti.

    se questa è censura, io sono babbo natale.

    anche perché immagino che casiraghi abbia detto tranquillamente a boris che poteva pubblicare quei commenti dove voleva. e aggiungo che sapevamo perfettamente come avrebbe reagito boris.

    trovo ideologico e pretestuoso utilizzare questo episodio per parlare di censura, soprattutto in un contesto socio-politico come questo e soprattutto conoscendo (soprattutto tu) con quali logiche e modalità lavoriamo.

  5. Guglielmo,
    stavo per risponderti con un “caro babbo natale”, ma non mi va di litigarmi. E non in assoluto: non mi va di litigarmi con Alberto Casiraghi che è una cara persona.
    Quali fossero gli accordi tra Boris e Alberto ora è noto (c’è un post sul blog dell’ippoghigno). Sembra ci siano ragioni accettabili e sembra che Boris – come nella sua natura – abbia giocato al massacro. Che ci vuoi fare:lui è un bastardo e io mi scelgo amici con cui divertirmi.

    Alberto, spiegando l’affaire boris dice (riassumo):
    a. l’elisione dei contenuti è stata operata per evitare disagi legali;
    b. eravate d’accordo con boris che lui avrebbe fatto una manfrina sul suo blog spiegando i suoi voti;
    c. avete peccato d’ingenuità nell’evitare di spiegare cosa fosse successo pubblicando la classifica
    d. boris ha schiacciato
    e. io, idiota, ci sono cascato

    Potrebbe risolversi così, però…
    … Però tu lanci un’affermazione che non controlli. Aggiungi un punto ulteriore a questa cosa (f.). Una di quelle fastidiose, che hanno a che fare con l’appartenenza e con la delimitazione dei territori. Parlo con un amico che mi spiega la differenza antropologica tra territorio e spazio. E’ una cosa complesssa che non so gestire, però quando ho letto la tua affermaazione ho sentito suonare un campanaccio d’allarme.
    La butti tra parentesi (ahimé!) come se la dovessimo dare per scontato. Scrivi:
    trovo ideologico e pretestuoso utilizzare questo episodio per parlare di censura, soprattutto in un contesto socio-politico come questo e soprattutto conoscendo (soprattutto tu) con quali logiche e modalità lavoriamo.

    Soprattutto io? Maddài!
    Io conosco Alberto Casiraghi. Non benissimo ma abbastanza. Abbiamo trascorso qualche serata insieme e abbiamo parlato di cose importanti: musica, società, figli, dipendenza dal lavoro, …
    Abbiamo parlato poco dello spazio bianco. Poco e marginalmente, perché stavamo ipotizzando una rubrica (che non si farà). Non so – davvero – come lavora lo spazio bianco. Trovo che Alberto sia una bella persona e cerco di avercelo tra i miei amici di birra e cazzeggio (ah… quando cazzeggio, parlo di cose che contano: perché sono vivo).
    Però tu assumi che la mia conoscenza di Alberto mi traduca immediatamente in un esperto di “come lavora lo spazio bianco”.

    Delle due l’una:
    1. o Alberto ti ha detto di avermi spiegato bene come lavora lo spazio bianco
    2. o Alberto rappresenta totalmente lo spazio bianco e quindi la sua posizione è quella ufficiale e le tue sono amenità personali

    Se 1: magari è vero. Io sono tardonetto e non ho capito

    Se 2: e’ l’opzione che preferisco perché trovo le tue posizioni realmente censorie e su quelle mi potrei litigare sul serio ma, come dicevo, non ho voglia.

  6. Se non fossero state ragioni accettabili, scusa, le avrei accettate? Così mi offendi.
    Però non ho schiacciato proprio nulla.
    Ho usato formule sintattiche retoriche , quelle che più mi sono consone, cioè quelle dell’invettiva savonaroliana (so anche fare l’accademico, sai e l’ho fatto quando era strettamente necessario, ma non mi diverte quanto fare il terrorista) che evidentemente non tutti sanno interpretare, per sollevare un problema che, according to me, resta aperto nonostante tutti i chiarimenti. E ci siamo ripromessi con Alberto, di parlarne di persona, prima o poi.
    Che il problema sia aperto poi ne sono indice le reazioni conservatrici di Ginevra e di Nigro: tese a negare un fatto (palese per quanto concordato) piuttosto che affrontarne (come invece ha fatto Alberto) le motivazioni e le conseguenze.
    Non aggiungerò pubblicamente altro alla vicenda.
    Chiunque voglia parlarne con me ha facile agio ad avere i miei recapiti.
    sciao

  7. caro alessandro
    il mio atteggiamento non è conservatore. tanto è vero che avete già spiegato tutto voi. la censura è comunque ben altro. cerchiamo di non scherzare su queste cose…

    ok, lo so che non state scherzando.
    ma ribadisco che tutto ciò, riferito a questa vicenda, assume il sapore del grottesco, del deforme, del ridicolo. questo me lo dice l’istinto.
    la ragione invece mi suggerisce il concetto di masochismo. il farsi del male sempre e comunque, a tutti i costi e con pervicacia costante.

    oppure, la ragione mi dice anche che tutto ciò potrebbe servire.
    a cosa? vediamo:
    – rivedere i criteri con cui la classifica è composta?
    – aggiornare la lista dei collaboratori?
    – dichiarare l’inutilità o l’inefficacia o l’erroneità della classifica e quindi rifiutarla in toto?

    Personalmente punto su una “relativa” efficacia.
    Non ho avuto il tempo di scriverlo, ma dopo il tradizionale incontro alla Libreria dei Ragazzi di Roberto Denti, di un mese fa, sui 50 libri più importanto del 2008, ho pensato: ma perché non la facciamo anche noi?
    Non i 100 libri di tutti i tempi, elenco che cambierebbe di mese in mese, e che in effetti 4 anni fa non siamo riusciti a fare…
    Ma una selezione annuale che poi diventa oggetto di comunicazione per tutto il settore, e, soprattutto, all’esterno del settore.
    Ecco il progetto, concreto, a cui mi piacerebbe lavorare come Cfapaz.
    Non una classifica, che dice e non dice. Ma uno strumento di promozione della lettura, che contiene in sé anche una riflessione sui contenuti, le forme e gli stili.
    In questa chiave, la classifica mi tornerebbe utile, perché quasi sicuramente avrebbe già fatto almeno metà del lavoro 😉

    Penso che presto lancerò questa proposta. Che potrebbe poi tradursi in una pubblicazione, anche solo digitale. Servirà un gruppo di lavoro e una metodologia da applicare nel corso dell’anno.
    Naturalmente serviranno anche molte delle persone che già collaborano alla classifica o che passano su questa rete di blog…

    MicGin

  8. vi prendo del tempo per una ulteriore replica solo per specificare alcune cose.
    in particolare specifico un dubbio che paolo ha: ho espresso la mia opinione sul mio blog e non ho parlato a nome della redazione de lsb. per cui, sì, la mia è una posizione personale. e infatti non ho replicato sul blog di boris, perché ritengo che lì l’unica risposta necessaria fosse quella di alberto, che parla a nome della redazione tutta de lsb.

    in merito alla questione censura, dico due cose:
    1. ogni redazione che si rispetti ha l’onere e l’onore di poter scegliere cosa pubblicare. non è un metodo censorio, ma un metodo che rispecchia linee editoriali e criteri di analisi e di giudizio nel merito dei contenuti. e questo vale per ogni pezzo e ogni collaborazione (interna o esterna) a lsb. è per questo che ritengo inesatto (quanto meno) e provocatorio (per certo) confondere un atto preciso e doveroso di una redazione con un atto di censura.

    2. come spiega alberto, la decisione della redazione di rifiutare i commenti di boris non è stata presa a sua insaputa e senza una definizione chiara del problema e delle ragioni. ed ecco perché, come ho replicato nel mio blog, la classifica di boris c’è: perché alberto e boris hanno insieme definito la lista da 1 a 10.

    infine, in merito alla contestazione che mi fai, paolo, del conoscere o meno come lavora la redazione de lsb… si, avendo parlato di una possibile collaborazione per una rubrica, immaginavo aveste parlato di quali modalità di lavoro abbiamo. e si, conoscendo tu alberto che è parte importante della redazione de lsb, davo per scontato avessi un’idea chiara in merito alla serietà e alla non faziosità del modo di lavorare di lsb. ma in entrambi i casi, l’errore è mio, a quanto vedo.

    se un giorno avremo piacere di chiacchierare di fronte a una birra immagino potremo chiarire molto facilmente quanto meno l’ultimo punto.

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