Non ha senso


kokopelli

a. Non ha più alcun senso fare riviste di carta. Sono antistoriche e non esiste più un bacino di potenziali lettori cui rivolgersi.

b. Quando qualcuno vuole farmi un esempio di quanto belle e vendute possono essere le riviste, di solito mi indica Monocle, un oggetto di carta – progettato dallo stesso tipo di wallpaper* – che a tutto assomiglia fuorché a una rivista. Brutta notizia: un’analisi su un risicato campione di lettori (i 5 o 6 con cui ho parlato io) fa emergere quanto monocle annoi e sia incapace di affondare gli artigli negli affetti.

c. Continuo con le cattive notizie: guardando sommariamente i dati ADS (ho dato una scorsa al numero di copie medie e all’incremento di vendite rispetto all’anno precedente), emerge che i settimanali che stanno bene sono “Di Più TV Cucina”, “Grazia”, “Settimanale Di Più”, “TV Mia”, “Vanity Fair”, “Vero”, e “Visto”; i mensili in buone condizioni sono “Amica”, “Brava casa”, “Come stai”, “Espansione”, “Gente Motori”, “Hachette Home”, “Starbene”. Confesso che la maggior parte di queste riviste non le ho mai sfogliate e che molte non sapevo neanche esistessero. Queste sono quelle che stanno bene (o, quanto meno, quelle che gli editori indicano agli investitori pubblicitari come in buona salute). Le altre vivacchiano o perdono copie vendute. Spesso tante.

d. Quest’anno sono uscite due riviste che mi hanno fatto sperare di poter leggere qualcosa di interessante: “Wired” e “Playboy”. Non serve dirlo… aspettative frustrate.

e. “Wired” la leggiucchio e mi dicono stia andando anche bene. Ho solo la costante sensazione che qualcuno mi stia prendendo in giro. A cosa serve la traduzione di una rivista statunitense – che negli anni ha perso un sacco di smalto – rivolta principalmente a lettori che stanno di qua del digital divide e che devono saper leggere l’inglese per forza? Fortunatamente, qualche settimana fa, è arrivata l’edizione UK di wired a chiarirmi tutto. Anche se scrivono centre invece di center e colour invece di color, gli inglesi l’edizione americana di wired la leggevano benissimo. Capisco allora che non è una questione linguistica. Non dobbiamo parlare di traduzione, ma di localizzazione. In un mondo globale e privo di frontiere, le marchette si fanno ancora a quelli vicini. Agiamo sempre su quelli che possono agilmente muovere il proprio raggio di influenza fisica su di noi.

f. “Playboy” è un morto che cammina. Sono convinto che fra un po’ non potrò più a comprarlo. A giudicare dalla staticità del numero di copie presenti nelle edicole che guardo, sembra proprio che non stia ripagando gli investitori (che hanno dovuto anche rimborsare la presumibilmente poderosa nota spese di Hefner e signore in gita episcopale a sanremo). Lo sfoglio così rapidamente da spettinarmi e rallento solo in occasione delle foto di donnine discinte. Rido leggendo la pochezza espressa negli editoriali e piango osservando l’assenza di cartoon. Anche chuck palahniuk, intervistato su quelle pagine, sembra meno intelligente.

g. Non ha più senso fare riviste di carta.

h. Però io attendo con ansia Animals e anche aspettative stratosferiche. Da queste parti ancora non è arrivato.

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9 pensieri su “Non ha senso

  1. se poi pensi che l’editoria libraria trotta al seguito di questi quotidiani/settimanali/mensili fallimentari, è facile immaginare il bilancio: un tamponamento a catena circolare, dove tutti si lagnano dei danni e nessuno sa chi ha iniziato.
    ciao,
    p

  2. ho leggiucchiato le cifre delle persone che comperano giornali. Mi sembrano tantissime. anche confrontandole con le cifre dell’anno scorso o da dieci anni fa. penso che se quello che si dovessero pagare fossero i blog o i pdf le cifre sarebbero molto ma molto più basse.
    baci
    cerebroleso
    ps, non parlo di Spari d’inchiostro o di Mosso, certo.

  3. Se si intende Animals la rivista edita dalla Coniglio io che non capisco niente di fumetti (ormai me ne sono fatto una ragione) io l’ho trovata, e mi tengo sull’educato, orrenda. Non si salva niente; voglio dire: io non salvo niente (voglio anche dire che non ho alcun pregiudizio sulla Coniglio). E’ una rivista che mi ha irritato i nervi per quanto se la tira, per la grafica noiosissima e per i noiosissimi fumetti che contiene, per i cinque euro (mi si è praticamente sfaldata in mano appena aperta! Cinque euro!), per le perfettamente inutili interviste agli “scrittori fighi”, per la copertina di Gipi (come fare una rivista di musica e metterci in copertina Giusy Ferreri o Tiziano ferro, non perché Gipi – che è bravissimo! – ne sia l’equivalente fumettistico, ma perché metterlo in copertina è una scelta che più ruffiana, e quindi indisponente, non si può)… Il fumetto di Toffolo fa cascare le palle dopo la prima vignetta, poi peggiora e si fa pure l’introduzione da solo in pompa magna (non ho nulla di personale contro Toffolo, a parte che fa parte della band peggiore del pianeta). E insomma via di seguito. Per precisare: non faccio fumetti, non sono quindi uno scartato da Animals, ok?
    Saluti.

  4. E siccome mi sembra giusto prendersi le proprie responsabilità, sono Orlando Furioso. E in genere sono tanto buono, giuro!

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