Sapori

tavola dal gusto del cloro di bastien vivés

1. Ci ho degli amici che parlano di arte e poesia. Quando lo fanno mi viene da ridere. Non perché non creda alla sacralità dell’arte. Più banalmente, perché ho spesso l’impressione che chi usa quelle parole (definendo qualcuno o, peggio, se stesso artista o poeta) lo faccia perché è in deficit sintattico.

2. E poi lo sai bene come è andata. “Perché non parli?” dice Michelangelo colpendo sul ginocchio l’omertosa statua di Mosè appena terminata. L’involontaria e istintiva pedata di pietra ha ucciso l’ultimo artista.

3. Un autore di fumetti italico, durante una chiacchierata, mi ha detto che lui ha lo sguardo del poeta. Io sono scoppiato nella sola risata cristallina della mia vita (involontariamente e istintivamente, quasi mi avessero martellato il ginocchio). Da quella volta mi saluta a stento. Peccato. Sul serio.

4. Ora non lo so se arte e poesia abbiano qualcosa a che fare con “il gusto del cloro”, libro a fumetti di Bastien Vivès appena edito da black velvet. So che è un libro molto bello capace di mettere in difficoltà chi lo legge. Perché è un libro in cui non succede nulla e, allora, in assenza di indagini e agnizioni, rischi di andare in debito di parole. Un racconto di luci e di movimento, di costruzione della pagina e fissità di sguardi, di suoni rallentati e lentezza ovattata (e mentre cerco di ricordare cosa mi ha colpito e continua a ronzarmi dentro da una settimana, anch’io mi trovo a corto di sostantivi).

5. Che dire? Leggilo

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14 pensieri su “Sapori

  1. tra l’altro, il problema di chi usa termini come artista o poeta mi sembra più lessicale che sintattico. Non che dal pauperismo lessicale di chi ci si definisce se stesso con quei due termini, non derivi spesso anche una miseria sintattica. Nello specifico però non mi sembra sintattico.
    Il tuo amico lì che non ti saluta più, ad esempio, mi sembra che pur essendo lessicalmente primitivo, giochi molto bene con la sintassi … almeno il suo ultimo libro ha tante belle intuizioni e la povertà del suo vocabolario non le inficia per niente.

  2. come non succede nulla!

    ma sei proprio insensibile, sai?…

    ora aspetto con ansia il gusto del cloro 2 dove i due si ritrovano e si sposano (perché poi si sposano, vero?)

    (comunque a me è piaciuto molto)
    (anche se qui non si sposano, anzi)

  3. sai che, scrivendo il commento, avevo anche messo la segnalazione SPOILER poi l’ho cancellata che mi pareva troppo…

    (ho fatto male, lo so, così ho rovinato il gusto della lettura a qualcuno, però da quello che ho scritto non si capisce bene bene cosa succede, dai)

    (però si capisce che non si sposano, ma in fondo è meglio che lo si sappia prima, perché a me scoprire questa cosa che non si sposano mi ha lasciato un po’ male)

  4. Ma non ci può essere uno spoiler in un libro in cui non succede niente.
    Cmq forse si sposano. Hai letto il labiale? (io no, ché sono un cuore di pomice insensibile)
    Cmq fosse uscito qualche mese prima lo avrei messo nella bibliografi su fumetto e amore.

  5. ecco, mettere uno spoiler in un libro in cui non succede nulla era la mia idea iniziale, poi ho pensato che fosse troppo “oltre” anche per i tuoi lettori… per il labiale ce la protrei anche fare, ma è che non so il fracese 🙂

  6. per il labiale ce la protrei anche fare, ma è che non so il fracese

    Cavolo! Quello che dici ha implicazioni pesantissime. Mandaa in vacca le affermazioni dei cultori del fumetto muto come manufatto comunicativo universale.
    Ti ricordi comix2000 dell’association? partiva proprio da questo assunto.

    Appropo… me la presti casapasini per fare una cosa su kurtzman? Qualsiasi cosa…

  7. 1.
    mi casapasini es tu casapasini

    2.
    non tutti i muti sono muti uguali (come anche comix2000 mostrava chiaramente)

    3.
    Spoiler: “appendice aerodinamica utilizzata nelle automobili”.

  8. ah, come quando i bambini mettono la mano fuori dal finestrino per fare su e giù. averlo detto prima. non centra col riso parboiled, vero?

    cher

  9. succede succede … anche troppo, forse. l’acqua si muove, gli ochhi anche, per non parlare di gambe e braccia …
    per il labiale faccio come te … insensibile, non mi son posto il problema di tentare di capire. mi basta quello che succede.

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