Luglio.

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Fa un caldo becco e mica ci ho tanta voglia di darti consigli di lettura.

Certo potrei dirti di leggere Caravan, miniserie bonelliana, e Romance Killer, librone di Doha appena uscito per Planeta DeAgostini, ma dovrei prima darti un paio di indicazioni su come leggerli per evitare che tu venga investito da insopportabile logorrea ridondante, figlia senz’altro tanto dell’assenza di dialogo fattivo tra autori e case editrici quanto dell’incompetenza degli editor.

Oppure potrei dirti cosa evitare, ma dovrei almeno motivarne le ragioni. Metti che io affermi “la rivista Mangaka fa cacare” (e ho scelto il caso più eclatante apparso tra i fumetti dei chioschi patri nell’ultimo anno; neanche Phantom dell’Eura, che può battersi ad armi pari con quasi tutti gli scarti editoriali degli ultimi cento anni, arriva a tanto), poi tu potresti dirmi che sono uni snob che si lascia andare a sentenze perentorie. Spiegarla, un’affermazione così brusca, costa fatica. Fa’ finta che non ti abbia detto niente e comprala pure.

O ancora potrei dirti che è uscito per BeccoGiallo Dimenticare Tienanmen, un libro di Davide Reviati dopo quel morti di sonno che, un paio di mesi fa, mi aveva lasciato a bocca aperta. Ma dovrei spiegarti come mai mi sembra che questo libro sia interessante (non bello, ma interessante) e lontanissimo dal noiosissimo leone tossicomane del Reviati che mi ricordavo, dalla storia dell’anic di morti di sonno e, anche, dallo svolgimento del compitino che troppo spesso infesta (e infausta) i libri della casa editrice padovana.

Fa un caldo becco. Mica puoi troppo pretendere.

Poi hai visto. Mi sono impigrito. Scrivo poco e non faccio uscire neanche MOSSO (cazzo!).
E’ che mi costa fatica tutto.

Però, vuotare i cassetti no. Quello è facile. Ecco qua.
Nel 2005, in allegato a Repubblica e l’Espresso è uscita una raccolta di dieci volumi dal titolo Graphic Novel.
Per quella collana scrivevo una nota introduttiva che si chiamava un altro fumetto è possibile (e, in quel momento, mi sembrava anche un titolo arguto). Nei prossimi giorni posto quegli articoletti nell’ordine in cui li ho preparati e nell’ultima versione prima dell’editing (ché quelle successive non ce le ho)

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5 pensieri su “Luglio.

  1. Ma dov’è che scrivi i tuoi articoli, che patisci così tanto il caldo? In giardino?! Sdraiato su di una lastra di cemento?
    Capisco la prigrizia (quella spiega sempre tutto), ma tutta ‘sta caldazza non la sento. Dai, continua a svuotare i cassetti, che mi piace! 🙂

    Bai bai.
    Samuel

  2. Anche tu, genio, a ridondanza non scherzi.
    Mettiamola così: per fortuna non scrivi fumetti.

    Aldo

  3. “poi tu potresti dirmi che sono uno snob che si lascia andare a sentenze perentorie”
    E’ questo che mi piace.
    Di p.a.v. (pompini-a-vicenda) non se ne può più. Inoltre mi pare che UN POCHINO ne capisci, quindi DA TE (e da pochi altri) posso anche accettare “sentenze perentorie”, che anche non le condividessi/quando non le condivido, non sono mai gettate lì “a cazzo”. Credo 🙂
    saluti
    Orlando
    p.s. le righe soprastanti non intendono essere una l.d.c. o un p.a.v.

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