E io che credevo

L'esorcista

E io che credevo di essere un maestrinodellaminchia. Sentenze perentorie e immotivate, prive dei necessari successivi sensi di colpa. Qui c’è un articolo di una maestrinchia cui io non son degno neanche di abbeverare il cavallo. Te ne cito alcuni stralci.

  • La mancanza di esercizio mentale non soltanto abbassa il loro [di bambini e ragazzi] livello di lettura ma fa anche precipitare di un paio di punti il loro quoziente intellettivo
  • I figli delle classi alte più o meno riescono a salvarsi da questo infausto destino in quanto i genitori li iscrivono a corsi estivi o insistono perché si dedichino ogni tanto alla lettura
  • Gli altri, lasciati per due mesi a televisione e playstation, vedono precipitare in modo significativo le loro capacità di apprendimento.
  • La serie di Harry Potter. Le avventure dell’apprendista mago […] spesso rappresentano ciò che lo spinello rappresenta per la droga pesante: la porta d’ingresso dalla quale non c’è ritorno.

Spruzzi di vomito che neanche l’esorcista…

Chris Anderson, il tipo di Wired (che oggi è un bollitissimo cadavere cartaceo buono solo per ospitare marchette, ma un tempo era rivista fondamentale), ha appena pubblicato un libro che non ho letto, Free, in cui si interroga – trovando anche modelli di business alternativi – anche sulla futura gratuità del giornalismo.

Aspetto con ansia il momento in cui i colpevoli dell’incontrollabile chiacchiericcio disonesto che riempie le (troppe) pagine dei giornali debbano trovarsi un mestiere onesto per garantirsi un reddito onesto.

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33 pensieri su “E io che credevo

  1. Ahaaaa Isabella Bossi Fedrigotti! L’altro giorno a un convegno l’ho sentita parlare delle letterine delle crocerossine austroungariche.
    Il tono di voce da contessina decrepita faceva gelare il sangue 🙂

  2. Vabbè, dico: Isabella Bossi Fedrigotti! Avete mai letto un suo romanzo? Io un pezzo (una notte in un posto orrendo e solo quello da leggere.. che bellezza!). Mi basta per tutta la vita. Se leggere significa leggere i libri di isabella Bossi Fedrigotti, minchia: viva la playstation!

  3. Ma se lo avesse scritto qualcuno di diverso non credi che sarebbe la pura e semplice verità?
    Studi rigorosi e nemmeno italiani hanno provato che i bambini a cui non si leggono fiabe da piccoli, hanno un vocabolario più scarso, scrivono con maggiore difficoltà, commettono più errori.
    I lettori forti (un libro al mese) in italia sono circa l’11 %. quanti saranno fra un decennio, secondo te?
    Leggere H.potter è indice di grande intelligenza o cultura o fantasia?
    piuttosto che la play station o Certa roba su internet sarebbe più educativo leggere le etichette dell’acqua minerale

  4. Fumetti di carta-Luigi Siviero? Ma eri anche tu a trento, al tsm, il sabato mattina?!?!
    In quell’occasione, cotanta studiosa aveva un ruolo contenuto. Ma anche il suo contributo è stato decisamente povero.

    Rispetto all’intervento pubblicato sul Corriere on line, linkato da paolo: in buona parte inutile e forse dannoso.
    Non esiste un linguaggio superiore o principale. Ritengo la lettura fondamentale e noto che la Tv induce passività. Ma serve tutto. E vedere i piccolini già capaci di scegliersi i loro cartoni su you tube mi fa piacere.
    Inoltre, citare libri importanti, classici, in quella maniera, serve a fare bella figura, senza fare alcuna fatica. Ci sono tantissimi libri splendidi che cotanta studiosa eviterà accuratamente di sudare e confrontare, e che invece possono essere importanti per i piccoli lettori.

  5. @margueritex: Indipendentemente dalla firma in calce, le frasi che ho stralciato sono sentenze perentorie che mostrano grettezza mentale e anche un bel po’ di tracotante ignoranza. Rileggendo il pezzo da cui sono estratte mi accorgo che la sensazione mi viene anche dal tono generale dell’articolo. Non ho letto nulla di più consistente e organico di un articolo per il corsera di Bossi Fedrigotti: questo significa che non sono in grado di esprimere un giudizio più articolato sul suo lavoro (anche se – a naso – tendo a condividere l’opinione dell’anonimo #2).
    Poi a chiusura del commento scrivi “piuttosto che la play station o Certa roba su internet sarebbe più educativo leggere le etichette dell’acqua minerale”. E, allora, anche tu mi sembri una moralista che si fa poche domande e si acciambella nei suoi comodi luoghi comuni. Perché avventurarsi dove sono i leoni è pericoloso e si rischia i dover discutere e di doversi accollare l’oscena responsabilità del torto (o quanto meno della fallibilità).
    Hai mai giocato con la playstation? o sei sempre rimasta sul divano a criticare figli e nipoti?

  6. Margueritex: non credo affatto che quell’articolo sia “la pure e semplice verità”! Non credo proprio che esista “la pura e semplice verità”, ma se esistesse non starebbe di certo in quell’articolo. E al di là della (facile, certo) ironia sull’estensora dell’articolo, esso è pieno di stupidaggini e di luoghi comuni triti e ritriti (e, appunto, nient’affatto veritieri), come io volessi parlare di fisica che non ne so un cazzo. Anche tu a luoghi comuni stai bene: a me non hanno MAI letto favole. Credo di leggere più di un libro al mese (oh… magari libri che A TE e alla Sig.ra Fedrigotti non piacciono… me ne farò comunque una ragione ^__^), oltre a tonnellate di FUMETTI e riviste, quotidiani, articoli su INTERNET, BLOG ed etichette di acqua minerale. E ogni tanto gicoo anche con la PLAYSTATION! E ho letto tutti i romanzi di Harry Potter!!! (Sotto l’ombrellone non c’è niente di meglio). E, in effetti, mi credo una persona piena di fantasia e un po’ di cultura ce l’ho e, spero!, sono anche dotato di un minimo di intelligenza. E non mi hanno MAI letto le favole da piccolo, pensa un po’!

    p.s. scusatemi che mi è scappata la firma, prima: ero e sono Orlando

  7. @M. Ginevra: Sì, ero venuto ad ascoltarvi a Palazzo Consolati. Abito a Trento…
    Me ne sono andato a mezzogiorno quando hanno fatto la pausa. Colui che tutto muove è stato condannato o assolto?

    Snobbare tv e pc a favore dei libri è un luogo comune trito e ammuffito. Come se in internet non ci fossero siti con la Divina Commedia annotata e la tv non trasmettesse film di spessore…
    Senza contare che le case editrici pubblicano perché hanno la loro industria da mandare avanti. Alla faccia della cultura.
    Poi mi chiedo cosa c’è di male se un ragazzino apre un blog e scrive. Tempo fa ho letto – non ricordo dove – che le nuove generazioni sono più abituate a scrivere delle precedenti proprio perché hanno strumenti come pc e telefonini che costringono a scrivere.

    Sarebbe bello che gente come la Isabella Bossi Fedrigotti scrivesse articoli più onesti: “Ragazzi, non leggete e non studiate, tanto ci sono i figli di papà che hanno dieci volte più possibilità di voi di accaparrarsi i posti migliori. La gente che vi invita a studiare ha bisogno di studenti per tenere in piedi diecimila corsi universitari e chi invita a leggere è un commerciante che cerca di smerciare libri.”

  8. Beh, in quanto a luoghi comuni non mi pare che voi siate da meno.
    Io non ho figli nè nipoti.
    Ho letto moltissimo, tant’è che insegno a leggere ad alta voce (esercizio che consiglio a chiunque), e soprattutto mi vanto di non essere presuntuosa quanto siete voi, detentori della verità, molto più dell’autrice dell’articolo (di cui peraltro non ho letto nulla).
    Non dico che usare la play o internet sia di per sè diabolico, commento sull’uso demenziale che ragazzi e adulti, spesso ne fanno.
    Io resto dove sto: i tempi e i fatti diranno chi aveva ragione

  9. Sono assolutamente d’accordo con Margueritex, e penso lo sarebbero anche la Montalcini, Veronesi, o forse lo stesso Saviano (di sicuro non vecchio).
    Non si sostituisce la cultura e l’impegno con i giochetti, semmai ci si può riposare, dopo aver fatto cose di diverso spessore
    Marco

  10. Beh, Margherita, chissà dove mai li hai trovati tutti questi luoghi comuni. Peccato tu non abbia compreso, invece, che qui sei tra persone che la lettura l’apprezzano moltissimo (anche se non tengono “corsi di lettura ad alta voce”). L’apprezzano molto più di quanto tu creda e di quanto tu abbia capito. E per quanto mi riguarda, ti saluto e lascio che i tempi e i fatti ti diano ragione. Salut. Orlando

  11. Acc. Luigi, potevi farti vedere!

    Colui che… è stato assolto. In realtà, lo splendido intervento riguardava appunto Lui, ma avrebbe dovuto difendere la Teologia, così come appariva nella scheda.
    Quindi, a maggior ragione, a seguito e in coerenza con l’arringa difensiva… ho votato per la condanna!

    Per il resto, cmq la lettura rimane fondamentale. Ma non deve essere “istituzionalizzata” e “imposta” come la cosa migliore. Secondo me è invece importante educare a cogliere le opportunità, sperimentare, fruire le tante cose diverse che abbiamo a disposizione, dal web al cellulare, dalla play station ai canali satellitari.

    Poi ogni famiglia ha i suoi tratti distintivi. Per il momento la play station non metterà piede a casa nostra.
    Per il momento…

  12. @Margueritex e Marco: la superiorità dei libri e delle cose scritte è solo un assioma.
    Tra l’altro da questo assioma si ricava che visitare la Cappella Sistina è una gran perdita di tempo: sono solo disegni, mica è cultura di serie a…

    Socrate avrebbe benedetto la Playstation.

  13. cherissimi Marco e Margueritex (mammamia che brutto il tuo blog! è una delle cose di internette per cui, hai ragione, è meglio leggere dell’aqua minerale le etichette) avete mai letto, che siete si grandi lettori, The Battle of Book di un certo Jonathan Swift?
    Fatelo.

  14. @MicGin.
    “avrebbe dovuto difendere la Teologia”

    Non lo sapevo, altrimenti non avrei votato “assoluzione”.
    In effetti Carbonetti ha messo alla berlina proprio la teologia, scaricando su di essa la colpa dell’assenza del riso dalla Bibbia. A parte questo è stato davvero piacevole ascoltarlo.

    Allora la prossima volta vengo a salutarti 🙂

    Scusate per l’ot.

  15. @MicGin
    “avrebbe dovuto difendere la Teologia”

    Non lo sapevo, altrimenti non avrei votato “assoluzione”. Carbonetti ha messo alla berlina proprio la teologia, scaricando su di essa la colpa della mancanza del riso nella Bibbia. A parte questo è stato davvero piacevole ascoltarlo.

    Allora la prossima volta vengo a salutarti 🙂

    Scusate per l’ot.

  16. margueritex ha fatto una sparata molto ingenua, poverina. Sappiamo tutti che opere come “Spore” o “SimCity” (videogiochi, ok) sono cosa ben più letteraria, faticosa e arricchente che leggere opere di Danielle Steel o Alberto Bevilacqua (letteratura, sì). Quindi è una sparata generica e superficiale, senza colpe se non quella di non avere misurato le proprie buone intenzioni per evitare di cadere in slogan sempliciotti da supermercato, del tipo videogioco=robetta, letteratura=impegno.

    Quel che mi dispiace è che nessuno critichi la piattezza delle scelte della Fedrigotti: quelle che cita sono opere di grande valore. Ma dire “le 10 storie più belle” oggi, nel 2000, credo meriti sforzi maggiori: la sua lista sembra uscita dagli anni ’70, ed è provincialissimamente attaccata agli italiani. Con tutto l’affetto per chi realizza Stilton, per esempio: non vorremo mica paragonare Sendak o Dahl a Stilton? E come è possibile che non ci siano Tezuka o Myiazaki, le cui storie per bambini influenzano da 50 anni almeno metà del pianeta?

    La fedrigotti, cara signora, è semplicemente poco competente sul tema. Tutto qui.

    ms

  17. Il mio blog sarà pure brutto (è solo un blog di servizio, e tutto riguarda la lettura), ma almeno sono una persona educata.
    e spero che anche qualcuno qui lo sia.
    non tutti ahimè
    cvd (tenetevi pure la vostra “cultura”)

  18. carissimo ms
    niente eufemismi. Isabella Sbrossi Fredrigrotti non sa e non capisce un cazzo. La pagano per questo.
    Dire le 10, le 100 le 1000 storie più belle oggi come nei ’70 non merita sforzi di nessun tipo.
    E’ ed è sempre stata operazione di una pochezza intellettuale senza pari, fissazione da intellettuale di provincia imperiale giusta per riempire le paginette degli efemeridi e degli ebdomadari.
    A noi servono le mappe, i percorsi, i collegamenti.

    ps. Geronimo Stilton è merda.

  19. ms: come al solito, hai letto solo l’indice. Spore è noioissimo. Prova a giocarlo. Tra le cose nuove che ho visto (e giocato pochissimo, purtroppo) ho trovato esaltante Braid (http://braid-game.com/)

    Margueritex: No. Non sei educata. Chi parla agli individui rivolgendosi loro al plurale non è mai educato. Secondo me quel plurale serve a identificare il nemico, generalizzando, ed è un pericoloso sintomo di quel fascismo strisciante che si sta impossessando di ognuno di noi. In te è solo più marcato che in altri.

    Boris: sto tornando sullo gnommero (e anche tu, vedo). Te ne parlo con parsimonia e con giudizio perché sei pericoloso e letale per i miei pogetti.

  20. Chi dà del fascita a una persona che non conosce è la peggior specie di fascita.
    Qui c’è gente che nemmeno si firma.
    Ma piantala
    E ogni tanto guardati allo specchio.
    E soprattutto leggi bene, prima di parlare: “e spero che anche qualcuno qui lo sia” è parlare al plurale, semplicemente perchè implica la non conoscenza di tutti i lettori.
    Alla faccia della tua cultura!

    Questa volta parlo a Te

  21. Margueritex: finalmente hai ricominciato a rivolgermi la parola. Temevo fossi arrabbiata con me.

    1.Non ti ho dato della fascista. Giuro. Ho parlato di un atteggiamento che mi pare sintomatico di (che triste citarsi) “quel fascismo strisciante che si sta impossessando di ognuno di noi”. Ho detto anche che in te è più marcato che in altri, sottointendendo che così mi sembrava.

    2. Non ci sono commenti anonimi in questo post (e, da queste parti, succede di rado). Tu e Marco siete le sole new entry. Con gli altri – tranne Orlando Furioso, credo – ho già avuto modo di litigarmi (ché una tipa che passava di qui mi ha spiegato cos’è il pilpul).

    3. La cultura che mi attribuisci non c’entra nulla.

    Tributi alla parola scritta (e letta, ad alta voce) una centralità nel sapere umano che trovo immotivata.
    Parli di “pura e semplice verità”.
    Può darsi che io abbia capito male o che le dita sui tasti si siano mosse così velocemente da portarti a iperboli che non volevi.

    Se vuoi un’opinione (perché stavi chiedendo un’opinione e non consenso, vero?), perché non provi a spiegarmi (con parole talmente semplici che le possa capire uno sparidinchiostro/interdonato) cosa intendevi?

    Giuro, non voglio spostarti da dove, irremovibilmente, stai. Voglio capire. Per muovermi io.

  22. Che pazienza che hai Spari! Dichiarazioni alla “niah! niah! niah!” non provocano in me alcun desiderio di “capire”, perché ahimé il tutto è assolutamente chiaro. Lavoro e vivo circondato da simili concezioni e sono costantemente aggredito per la mia sola, silenziosa, presenza. Mi son fatto un po’ di pellaccia e ora, finalmente, sorrido 🙂
    Saluti
    Orlando

  23. ma ms … è quello che più o meno ho detto io nel commento #4.

    aggiungo che le persone di quel presunto calibro avrebbero dei doveri nei confronti dei loro lettori o uditori. doveri palesemente non assolti.

    Boris, seguirò al più presto anch’io il consiglio del commento #14!

    Margueritex, sei capitata in un posto pericoloso, dove c’è una certa aggressività, una dialettica aperta e sfacciata, a schiaffi e a dita negli occhi. Ma ne vale la pena. E il tuo blog, in effetti, potrebbe comunicare un po’ meglio… (tra questi frequentatori io sono quello gentile-ma-non-sempre)

  24. In questa polemica fittizia, caro D’Inchiostro, sostieni una posizione non problematica e molto rassicurante… perché ti fa sentire sicuro e preferisci evitare certi prblemi.

    Non ti dò torto! Anch’io cerco di stare il più tranquillo possibile, e se per farlo debbo chiudere gli occhi, quasi sempre li chiudo!

    Ipofrigio

  25. Non credo, Ipo.
    Può essere, ma non mi sembra.
    Le letture dei bambini mi rigurdano molto: ne ho due in casa ed è finita la scuola.
    Mi piacerebbe tantissimo poter dire che sono un genitore meraviglioso perché i miei bambini leggono un sacco, guardano film di ogni nazione animati e non, giocano tantissimo tra di loro e con i loro amici, mangiano tutti i cibi che propongo, si fanno domande, mi battono con la wii e con il nintendo ds, ascoltano musica, blablabla… (chiaramnte in ordine sparso).
    Mi piacerebbe molto (e, infatti, cado continuamente in tentazione).
    Anche perché di bambini che si massacrano di telecomando e videogiochi ne conosco tanti. Sono (nel minuscolo campione che ho analizzato) i figli di genitori che si stampano sul divano; sono bambini che non conoscono il momento conviviale del pranzo e della cena tutti insieme (si mangia alla spicciolata e davanti alla tv o al pc).
    Con sguardo colmo di terrore penso agli alieni che saranno i miei bambini una volta cresciuti (e un po’ gongolo, perché – lo sai – sono un idiota).
    Poi incontro bambini diversi (mi entrano in casa perché invitati dai figli) e li scopro colti e curiosi. Certo, ci sono anche i cretini: ma c’erano anche quando eravamo piccoli noi e la tv dei ragazzi cominciava alle 17.
    Chedduepalle l’apocalisse!

  26. Ippoghigno: io ho qui un libro per te (tu non te ne ricorderai, ma te l’avevo promesso e ora ti toccherà leggerlo) (scherzo).

    Ipogrigio

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