Appena

1. Appena porti i bambini in spiaggia, quelli cominciano a correre non si fermano più. E’ strano se non sai da dove vengono; per chi lo sa invece è tutto chiarissimo. Sono bambini di città. Li porti in uno spazio aperto e vengono colti da un attacco di agorafobia. E poi, per la paura, scappano.

2. Leggo Senza Luce, romanzo di Luigi Bernardi. L’ho comprato quando è uscito e poi l’ho infilato nella sportina dei libri da spiaggia. E’ il libro di uno che conosce i ritmi del racconto noir come pochi altri in questo paese. Ogni cosa è al suo posto: la battuta, lo sgambetto, la pausa, la tensione, il pompino, … Ogni cosa. Uno di quei libri che potresti leggere mantenendo in sottofondo sciabordio delle onde, odore del sale e fastidio della sabbia sullo scroto. Però c’è quel finale (telefonato a metà libro perché tu sia preparatissimo): la zampata di uno che ha studiato tanto i maestri (francesi, soprattutto) ma è anche capace di lasciarti ad ansimare con un cazzotto alla bocca dello stomaco.

3.
Dopo 72 anni si conclude Sentieri. Un minuto di silenzio per l’oscena sparizione del vitalizio garantito alla doppiatrice Lella Costa.

4. “Quando penso a me stesso penso a un uomo di lettere. Quando penso a un uomo di lettere penso a un postino” (Ivan Della Mea, 1940 – 2009)

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