Cavanna ha fatto hara kiri

Francois Cavanna

Cavanna ha fatto “Hara kiri”. E “Charlie hebdo”, anche. Cavanna è un umorista francese, di quelli geniali, da lodare anche se in Italia si è letto poco poco.
Sulla solita bancarella maremmana, e sempre a pochi centesimi di euro, ho trovato anche un libro col suo nome in copertina. Mica da solo, il suo nome, ché magari gli tremavano le ginocchia così spaurito su quella bancarella; accompagnato a quello di Altan.
Altan è un gigante. Sempre. Disegna come dio – semplice semplice – queste carni frolle di donne morbide sdraiate sul divano e io lo amo. Racconta fumetti che mi emozionano, scrive vignette che sono pura dinamite e fa pure la Pimpa (mica sempre lui – è chiaro e si vede: credo che quelle che compaiono con precisione metronomica sul mensile omonimo lui non le rilegga neanche – ma non si può certo pretendere*).
Comunque su quella bancarella maremmana ho trovato Mamma, aiuto!, un libro a firma Altan/Cavanna uscito nel 1990 per Presses de la cité e 2 anni dopo per Anabasi di Milano. Racconta Cavanna nella postfazione che avrebbe dovuto essere una raccolta di vignette di Altan da lui curata, ma le cose sono andate diversamente.
Dopo aver messo in fila le vignette di Altan – che sono delle macchine in equilibrio tra immagine e parole e fanno ridere proprio per la loro stabilità (o instabilità, se preferisci) – ha dovuto aggiungere delle parole, minando quell’equilibrio. E allora ha costruito il racconto meraviglioso della vita di una donna che, a ben vedere, è il racconto della vita di molte donne. Ha scavato e costruito contrappunti alle vignette di Altan; ha arricchito il senso di quella singola battuta; ha raccontato i sentimenti dietro quella mano adagiata mollemente…
Ha preso, Cavanna, una serie di vignette di Altan proveniente, credo, dal decennio precedente e ospitata sulle pagine di quotidiani e settimanali (a quei tempi, se ben ricordo, Altan usciva su Panorama, mentre il bolso Forattini era il cantore delle pagine indomite di Repubblica ed Espresso). Quelle vignette e le parole montategli attorno dal grande Cavanna raccontano magistralmente gli anni Ottanta che – e diciamocelo! – hanno pavimentato la merdosissima anticamera di questo insulso ventunesimo secolo.

“La mia mamma voleva un maschietto, perché un maschio, da grande, garantito che si laurea o che diventa Presidente della repubblica o almeno un Berlusconi, e allora la sua mamma è tutta contenta, va a dire in giro a destra e a sinistra che lei è la mamma del Presidente o del Berlusca”.

* secondo me quelle storie le scrive e disegna Agostino Traini, quello della Mucca Moka, ma mica lo so e quindi non lo affermo 

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2 pensieri su “Cavanna ha fatto hara kiri

  1. già, proprio un esperimento riuscito. lo lessi anni fa, quando uscì per euroclub (ebbene sì, mia madre sottoscrisse un abbonamento a un club del libro, perché allora vivevamo in un paesotto del sud e i libri non si trovavano neanche in biblioteca). ero davvero un ragazzetto, ma ne conservo ancora un buon ricordo. di “mamma, aiuto!”, non dell’euroclub. dopo un paio d’anni ero grande abbastanza per andare in libreria in città e la “selezione del mese euroclub”, con gli immancabili clancy e bevilacqua, divenne solo un brutto ricordo.
    ma perché vi ammorbo con queste fregnacce?
    boh… sticazzi.
    ciao,
    plf

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