Il porcone di Reiser: un atto d’amore

 

GROS DEGUEULASSE[BD].pdf

Quando Jean-Marc Roussillon, che si firmava Reiser, è morto, nel 1983, aveva un anno più di quanti ne ho io adesso adesso. Quando Reiser è morto, nel 1983, leggevo le sue storie sulle minuscole pagine di “linus”. “Linus” era ancora un tascabile e, qualche volta, pubblicava fumetti inaspettati. Uno tra tutti era il racconto autobiografico di un tale che si disegnava nei panni di un topo il cui padre sanguinava storia.

Avevo 15 anni nell’83 e compravo la rivista nell’edicola della stazione di Saronno che, allora, mi sembrava rifornitissima. Poi mi sedevo su un autobus marchiato CTP (Consorzio Trasporti Parco) e la leggevo fino alla fermata davanti al Garden Bar di Senago (buzzurri provinciali: come si fa a chiamare così un bar? molto meglio la birreria là vicino che si chiamavava e chiama maybe). Avessi studiato invece di leggere “linus”, non sarei qui a tediarti e sarebbero stati anni più facili.

Su “linus” c’erano un sacco di strisce. Allora come oggi le scorrevo rapidamente. Rimanevo incantato da Reiser. Un segno selvaggio e un umorismo brutto e cattivo. Non ridevo quasi mai: il mio censore morale era ben all’erta e mi teneva sotto controllo. Però leggevo e rileggevo quelle storielle. Le mie preferite parlavano di un bimbo con le orecchie rosse per i terrificanti sganassoni tiratigli dagli adulti e di un uomo in mutande con un coglione sempre in bella vista. L’uomo in mutande si chiamava, nella versione italiana, il porcone.

Ricordo una storia che adesso, a ripensarci, mi fa ridere tantissimo. Il porcone sale su trampolino della piscina comunale, si abbassa le mutande e piscia nell’acqua. Tutti scappano e gli inveiscono contro. Lui commenta: “Ma come? Tutti pisciano nell’acqua!”

Non vado mai in piscina. Mi dà un fastidio fisico e quasi doloroso.

Le storie del Porcone sono raccolte in un volume che s’intitola “Gros Dégueulasse”. La mia edizione (albin michel) è datata 1982, ma i francesi sono persone a modo e lo tengono in stampa (adesso devi cercare nel catalogo Gallimard), Nel 1986, Milano Libri ha fatto l’edizione italiana (“Il porcone”); io non ce l’ho e non l’ho mai cercata ma forse tra remainder e usato lo si riesce a trovare.

Leggo quelle pagine, traducendole approssimativamente dal francese, e godo.

Il porcone scoreggia in ascensore poco prima di scendere e poi resta là, fermo, a fissare la biondinacarina che arrossisce di fronte alla presenza, un po’ inquisitoria, di un nuovo arrivato. “Lo sguardo che lei mi lancia in quel momento è indimenticabile”.

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2 pensieri su “Il porcone di Reiser: un atto d’amore

  1. “il porcone” della milano libri (più altre 3/4 cose sue) dovrei averlo a casa. te lo presto, così puoi controllare l’attendibilità delle tue traduzioni sommarie.
    cià,
    plf

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