Copiare è male

Non so tu, ma a me quelli che copiano non danno fastidio. Non mi interessa poi molto  l’originalità dell’immagine. Il disegno ispirato che ti sorge dalle viscere. Se poi quelli che lo fanno copiano con classe, mi piacciono anche. Credo che il racconto di immagini e parole debba essere efficacia e che chi racconta abbia il diritto di fare quello che gli pare pur di raccontarmi una storia meglio che può (poi, lo sai, da lettore ho difficoltà ad avventurarmi oltre alcuni confini: potrebbero esserci i leoni).

Mi pare che da qualche tempo sia particolarmente in auge presso i lettori di fumetti un’ossessione per l’irriconoscibilità delle fonti. Se ti fai beccare mentre copi (Risso, Miyazaki, Frisenda, o quel che ti pare) vieni immediatamente radiato dal circolo degli autori rispettabili.

E mica ti cacciano perché stavi facendo un lavoro di merda (cosa che potrei capire), ti mandano via perché non hai rispettato le regole e ti sei macchiato di un crimine terribile: hai copiato!

wallywood

Wally Wood copiava.

Pare avesse archivi stracolmi di immagini da copiare. Negli anni aveva teorizzato così tanto la riproduzione di immagini altrui che esistono varie versioni delle sue regole per disegnare copiando.

La versione che preferisco dice:

Non disegnare quello che puoi copiare.
Non copiare quello che puoi ricalcare.
Non ricalcare quello che puoi fotocopiare, ritagliare e incollare.

Woody è uno dei più grandi fumettisti statunitensi. Uno che è finito male: si è suicidato. Pare che fosse disperato perché dopo un infarto (e la semicecità conseguitane)  non riusciva più a disegnare.
Quando teorizzava la copia era nel pieno delle sue forze: stava facendo “Witzend”, una bellissima rivista autoprodotta, e “The Wizard King”, il suo capolavoro.

PS: se vuoi leggere un’ode alla copia molto divertente, procurati gli 8 comic book usciti finora della serie “Glamourpuss” di Dave Sim (l’autore di “Cerebus”). La storia del fumetto fotorealistico non è mai stata così interessante.

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10 pensieri su “Copiare è male

  1. Infatti la versione customizzata ce l’ho solo io. C’era uno spazio bianco sul retro del poster centrale e lui, vedendolo, ha voluto aggiungersi. A me ha fatto piacere.

  2. Spiega per cher che se lo merita.
    Vincent Filosa e Marco Corona si sono inventati plagio.
    Si tratta di un albetto autoprodotto in cui autori vari e veri copiano le immagini di altri autori vari e veri.
    Adesso non ce l’ho sotto mano, ma mi sembra che, a parte la scritta plagio, non ci sia nessuna altra spiega. Neanche il nome di un autore.
    Ti tocca riconoscere i copiatori e i copiati tutto da solo.
    Nella mia copia, c’è un intervento autografo di makkox intercettato alla fine di un comics talks.
    That’s all!

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