Superamori

Quando ho del tempo libero faccio esercizi di scrittura. Accendo il PC e apro il programma di videoscrittura. Chiudo Peter Parker e Mary Jane Watson in soggiorno e li lascio là a discutere di anticoncezionali.

Con questa dichiarazione, presente in un’intervista pubblicata da non so più quale rivista statunitense, Brian Michael Bendis mi è diventato immediatamente simpatico. Le pagine dei fumetti che scrive sono spesso fittissime di balloon che si inseguono in cascata segnando direzioni di lettura inattese. Grazie ai miei occhiali nuovi sto smaltendo rapidamente la pigna di libri e fumetti che si era accumulata in libreria. Là sotto c’era un volume di Devil (La Cupola & Scoperto), pubblicato da Panini qualche mese fa (il libro è senza data e io non mi ricordo quando l’ho preso). Ci sono dentro i primi due cicli scritti da Bendis per il supereroe cieco e a disegnarli c’è Alex Maleev.
Devil è il personaggio su cui gli autori americani riescono a sperimentarsi meglio. L’idea originaria è geniale. Un uomo capace di incarnare la giustizia in tutte le sue forme. Cieco come la dea, di notte, vestito da diavolo rosso, cattura i criminali cogliendoli in flagranza e di giorno ne garantisce la pena (giusta e certa) indossanti lussuosi abiti da avvocato.
La cecità, la schizofrenia tra legge e giustizia, i temi religiosi, la scelta di muoversi in una ristretta area metropolitana, fanno sì che gli autori si ritrovino per le mani materiale narrativo potenzialmente infinito. Prendi uno che sa scrivere e il gioco è fatto: Steve Gerber, Frank Miller, Ann Nocenti, Brian Bendis.

dd

Robert Kirkman è un tipino divertente. Non ho letto le sue zombizzazioni dei personaggi marvel (e non ne ho neanche troppa voglia). Però la serie che dedica ai morti viventi mi interessa molto e tutte le volte che esce un volume di The Walking Dead sono contento. Mi sembra che questa serie sia un bel modo per raccontare l’ossessione per la sicurezza di questi nostri giorni d’occidente. A volte mi annoia, per la prevedibilità di certe agnizioni, ma credo che, ancora oggi, la metafora dei morti viventi definita da George Romero sia calzante: a braccia tese tra le merci. Sono malfidente, lo sai, e ho a lungo ignorato Invincible, serie con supereroe adolescente afflitto da superproblemi scritta da Kirkman e disegnata da Ryan Ottley. Riassunta così, sembra molto ingenua e, in effetti, lo è. Ma quanto è divertente. Le edizioni BD stanno pubblicando i volumi della serie con continuità. Solo una cosa: I casi della vita proprio non mi riesce di trovarlo e non capisco il motivo.

invincible

Il fumetto di supereroi è lo spazio privilegiato per la riscrittura e l’intertestualità. Non ti ammorberò con la mia personale idiosincrasia per il fumetto mashup per poi contraddirmi immediatamente dichiarando amore infinito per Jack Staff. Paul Grist è un inglese che compone pagine come pochi altri. Non è particolarmente dotato per il “bel disegno” (un amico mi fa notare che a volte è costretto a scrivere cassaforte sulle casseforti perché sia possibile riconoscerle) eppure ha un senso del racconto smisurato. Per un po’ ha fatto una serie che ho amato molto: Kane. Poi si è ritrovato a dover gestire l’assenza di lettori e le conseguenti difficoltà (soprattutto finanziarie). Ha scoperto che per poter vendere una serie al pubblico statunitense era opportuno mettere in copertina un supereroe: e così è nato Jack Staff. Ne sono usciti finora quattro volumi per Image (e ho saputo del quarto volume ora, facendo una verifica al volo su amazon; su bookdepository non c’è). Jack Staff è un ottovolante nell’immaginario supereroico inglese e ammicca sistematicamente ai fumetti della Fleetway (the spider e steel claw, per intenderci) e al Dottor Who. Il tutto innaffiato da abbondanti dosi di Steve Ditko, fumettista che non riesco ad amare. L’effetto finale è divertentissimo e stupefacente.

jack staff

Tra i supereroi che ho molto amato di recente, ce n’è uno che sta in zona magnamagna. E’ cioè una cosa che coinvolge persone cui voglio molto bene. Parlandotene, rischio di sembrare un intrallazzone che suggerisce le cose degli amici. Il fatto che si tratti di un prodotto gratuito, mi fa sentire meno in imbarazzo del solito.
“Zero” è una free press distribuita, in edizione localizzata, in 5 città (credo) e dà informazioni su mostre, eventi, negozi ecc… Da qualche anno Matteo Stefanelli (che, come forse sai, è un caro amico con cui a volte faccio delle cose) sceglie e coordina i disegnatori per le guide che “Zero” dedica alle città. Non sono sempre d’accordo con le sue scelte, ma quest’anno è riuscito a stupirmi, coinvolgendo, tra gli altri, Fabian Negrin. Ora, lo sai, anche Fabian è un caro amico ed è anche un autore di picture book per cui ho grande ammirazione. Di fronte al compito di disegnare un breve fumetto e una montagna di illustrazioni per accompagnare il lettore della guida dedicata a Napoli, Fabian ha inventato un supereroe con maschera da Pulcinella. Non ti preoccupare: nessuna intenzione parodica e nessuna glocalizzazione di Captain America. La guida di Zero la trovi gratuitamente a Napoli, negli appositi espositori. Se non riesci a passare da Napoli (ma non farmene una colpa), sappi che ci sono guide anche per Milano, Roma e Torino, disegnate rispettivamente da Gabriella Giandelli, Giacomo Nanni e Lrnz.

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2 pensieri su “Superamori

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