Godi et Amo

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Aldilà del fatto che alcuni dei libri più belli che ho letto negli scorsi 12 mesi non riportano stampato, come anno di pubblicazione, il 2009 (gli è che lo stare sulla notizia mica mi ossessiona), mi accorgo che le storie per cui ho goduto di più non sono votabili nella classifica dello spazio bianco.
Adesso enumererò una decina dei titoli più importanti dello scorso anno, secondo me. Quel “secondo me” sta a significare che sono i (più o meno) dieci titoli che riportano come data di stampa un momento compreso tra lo 01/01 e il 31/12 del 2009 e che sono entrati in questa casa. Siccome non sono in grado di dire chi sia più forte tra Hulk e la Cosa, non sono neanche capace di dire quale di questi titoli, a mio avviso tutti importantissimi, sia più <inserisci l’aggettivo che vuoi> degli altri.

Non voglio giocare al conservatorismo d’accatto e neanche erigermi a custode della memoria. Ciò nonostante, ecco, in ordine quasi casuale, i titoli che mi hanno fatto godere di più.

Giant

Il primo Marvel Omnibus che Panini dedica agli X-Men di Claremont, Cockrum e Byrne spiega chiaramente cosa hanno in comune tutti gli sceneggiatori di serie televisive che stanno allietando le nostre serate di pirateria e visioni coi sottotitoli. Semplicemente, hanno formato la loro idea di serialità leggendo i mutanti di Claremont (prima che le dipendenze tra le serie e le pressioni commerciali strangolassero ogni possibilità di racconto).

In un cofanetto preziosissimo sono raccolti due volumi solidi e pesanti che presentano tutti i numeri di “Humbug” come non li si era mai potuti vedere prima. “Humbug” era una rivista autoprodotta di Harvey Kurtzman e degli amici che lo seguirono dopo la fallimentare esperienza di “Trump” (Jack Davis, Will Elder, Al Jaffee, Arnold Roth). Decisamente il punto più alto dell’innovazione di quella gente. Con “Help”, la rivista successiva gestita in ristrettezze economiche ancora più grandi di quelle di “Humbug”, Kurtzman inizierà a recitare se stesso, presentando lavori su cui un giorno riuscirò a esprimerci senza enfasi (i brutti fotoromanzi, per esempio). “Humbug” è ambrosia.

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Il diciannovesimo volume della collana i Maestri del Fumetto (collaterale di “Panorama” e “Sole 24 Ore”) era dedicato a Gianni De Luca. In un solo volume i 3 adattamenti shakespeariani (tutti e tre, Tempesta compresa), riprodotti in un buon bianco e nero. De Luca dava personalmente indicazioni sui colori (che sono quindi parte integrante del racconto), ciò nonostante sono molto felice di rivedere quelle storie in un’edizione accettabile. Accanto a quei tre fumetti fondamentali ci sono l’invisibile Non fumar la dinamite e le due microbiografie di Totò e Marylin.

 

paracuellos

In Francia è uscito, per Fluide Glacial, all’inizio del 2009 un libro che raccoglie tutto il Paracuellos di Carlos Giménez. L’edizione che mi sono procurato qualche settimana fa è quella spagnola (fatta da Random House Mondadori) ed è datata 2006. Teoricamente non dovrebbe stare in questo elenco, ma siccome le regole me le do da solo, eccolo qua. E’ un libro importante che raccoglie tutte le storie (quasi) autobiografiche che Giménez ha dedicato agli orfanotrofi franchisti conosciuti durante l’infanzia. E Giménez con la memoria ci sa fare (spero tu abbia letto Los Professionales, fatto qualche tempo fa da Black Velvet).

Hit

In Spagna Glénat è uscita con Hitler, la novela grafica, biografia a fumetti realizzata da Shigeru Mizuki. Un libro necessario (come tutti quelli di Mizuki) che sarebbe bello un giorno vedere anche in italiano. Non ci conto molto, NonNonBa e Operation Mort, nell’edizione Cornelius, hanno catalizzato attenzione e premi ad Angouleme per due anni di fila. In Italia si sono visti i lavori sui mostri nipponici (da Kappa) e 3 volumi del fondamentale Kitaro dei cimiteri (per D/Visual).

Per raccontare la storia del mondo a fumetti ci vuole fegato. E pure per pubblicare quel fumetto in italiano, evidentemente. La fenice esce a ritmi bradipici. In questo 2009 abbiamo potuto leggere il Libro della Guerra Civile (voll. 11 e 12). Nonostante la promessa non mantenuta di consentirci di leggere Sampei Shirato (e il suo Kamui Den) c’è da ringraziare Hazard per la costanza con cui continua a proporre Osamu Tezuka.

Francoise Mouly e il coniuge, Art Spiegelman, hanno curato una meravigliosa antologia del meglio del fumetto statunitense specificamente dedicato ai bambini. Un prodotto che pare destinato a scomparire e che questa edizione immancabile ripropone all’attenzione di quelli che hanno voglia di godere. The TOON Treasury of Classic Children’s Comics.

Eternauta

 

La pubblicazione dell’Eternauta di Hector German Oesterheld e Alberto Breccia (da parte di Comma 22) è una ventata di ossigeno. Questa versione delle avventure di Juan Salvo, nonostante la magia di Breccia, non riesce a essere importante come la precedente, disegnata da Solano Lopez. Ma il fatto che quella nevicata mortale si sia continuata a caricare di senso e di dolore per quasi vent’anni, fino a infrangersi contro quel terribile 1976 argentino.

UD

Sfogliando i vecchi “Linus” di Gandini ho sempre prestato poca attenzione alle pagine di Gustave Verbeek. Mi sembravano curiosità da guardare rapidamente, giochi compiaciuti cui prestare poca attenzione. Non riesco a smettere di leggere il libro che Peter Maresca ha dedicato a quelle pagine: The upside down world of Gustave Verbeek. Sono pagine fatte nei primi anni del secolo scorso composte apparentemente da solo 6 quadretti, Giunti al sesto, devi girare la pagina e leggere all’incontrario (upside down) quelle stesse sei vignette per conquistare la seconda metà della storia.

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Un omaggio alla memoria e alla storia, ricchissima e articolata, del fumetto giapponese è il monumentale (oltre 800 pagg) A Drifting Life di Yoshihiro Tatsumi, uscito quest’anno per Drawn & Quarterly. Tatsumi è l’autore un autore fondamentale e il libro racconta uno scorcio di storia del manga (e del gekiga) che da qui è difficile percepire.

Be A Nose! di Art Speagelman, pubblicato da McSweeney’s (presto in italiano – ??? – da Einaudi) contiene sporadici fumetti e molti studi. Spiegelman è completamente incapace di costruire uno sketchbook credibile. Eppure tra i tre volumetti che compongono l’edizione, ce n’è uno che si riferisce agli anni di “Raw”. E guardando gli studi di composizione delle copertine e degli interni, si scopre quanto quella rivista sia stata progettata come oggetto da osservare, leggere e godere.

Ci sono poi tre libri che non mi hanno fatto godere, ma che mi sono parsi comunque necessari per tappare dei buchi e per cogliere sfaccettature di una storia ricca e articolate.

The Art of Harvey Kurtzman, the Mad Genius of Comics di Paul Buhle e Denis Kitchen, pubblicato da Abrams, è fondamentale e peno di sorprese.

Sergente Kirk: rinnegato! di Hector German Oesterheld e Hugo Pratt, pubblicato da Lizard, mi annoia e mi allieta (ma sono sicuro sia colpa mia).

Antonio Rubino, gli anni del Corriere dei Piccoli, a cura di Fabio Gadducci e Matteo Stefanelli, pubblicato da Black Velvet sarebbe un gioiello se non si fossero sacrificate le immagini (ridotte incredibilmente) ad ampi margini che danno fiato alla composizione grafica (e, in questo caso, tra carta gialla, bordi voraci e materiale di partenza non eccellente, avrei preferito poter vedere meglio le pagine di Rubino che sapere che l’ego del grafico è finalmente soddisfatto).

Ah… Il piacere degli elenchi… Alla prossima battaglia lo rifaccio.

10 pensieri su “Godi et Amo

  1. Chiaramente, stasera mi è arrivato un libro da bookdepository.com che avrei dovuto elencare in questo post
    Si tratta del volume dedicato ai 50 anni di cartoon di Gahan Wilson per Playboy. Data di pubblicazione novembre 2009

    Bellissimo.

    Gahan Wilson è questo tipo strano

  2. Su Rubino comunque dovrebbe essere uscito un volume di Little Nemo che di solito sono seri, carissimi, ma seri.

  3. ah che belli quegli x-men, sotto natale me li sono riletti tutti. secondo me, pero’, claremont alla fine della dark phoenix saga ha fatto proprio un erroraccio!

  4. eh ma quando lei viene uccisa dalla pistolettata! dopo tutto sto casino, universo all’orlo del collasso lei si fa fuori con una pistolettata! il mio finale sarebbe stato: gli xmen vincono contro i marziani (non mi ricordo + come si chiamano) jean chiede un bacio a scott, gli dice di togliersi gli occhiali che tanto lei ormai controlla tutto, non controlla invece e si fa disintegrare dai raggi gamma di scott, in più causando un rimorso mostruoso in lui che si ammazza, romeo e giulietta. anzi no dai lui poteva continuare a viviere, ma nel rimorso.

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