Società delle immagini… e ‘sticazzi

L’altra sera ho usato “’sticazzi!” a sproposito e con l’intonazione sbagliata. Gli è che, nonostante la fisiognomica, sono milanese come una cotoletta e alcune finezze linguistiche mi sono negate. Per fortuna che con me c’era Andrea che sa tutto e mi ha corretto rimandandomi a un video che aveva messo su un suo blog millenni fa.

Adesso ho ancora qualche problema di intonazione, ma credo di aver capito come si usa.

Te l’ho già detto: io quelli che hanno paura delle immagini non li sopporto proprio. Li guardo mentre sono avvinghiati a oscene definizioni (magari inconsapevolmente – ed è il modo peggiore) e gongolano nel loro essere latori di “edutainment”. L’orrido neotroglogismo nasce dal collasso di education ed entertainment e si nutre della convinzione che le parole servano a istruire mentre l’immagine ti diverte.
E ‘sticazzi.

Ero convinto che gran parte della sfortuna si abbattesse su noi poveri italioti, vittime come siamo di un percorso osceno scatenato dal progetto pedagogico di Paola Lombroso Carrara per il “Corriere dei Piccoli”. Sai già tutto: nelle strisce e nelle pagine statunitensi che il corrierino traduceva le parole erano innestate nei balloon, che sono degli oggetti bastardi con funzione tanto decorativa quanto narrativa. Il settimanale meneghino rimuoveva le nuvolette e il vuoto lasciato dalla loro elisione veniva riempio da disegnatori italiani (tra questi il grande Rubino). La pagina veniva bonificata e normalizzata e i meccanismi del racconto illustrato smontati. Sotto ognuno di questi nuovi quadretti venivano posti versetti in rima baciata. Per le storie prodotte direttamente per il corrierino non c’era alcun problema. Anzi, a volte i risultati erano eccelsi (pensa a Sto, allo stesso Rubino, ad Angoletta e al suo Marmittone, …). Quando invece si metteva mano al lavoro degli americani, ci si ritrovava con obbrobri in cui le immagini erano al servizio della parola. Pensa ora, solo per fare l’esempio più eclatante, alle pagine narrativamente perfette del little nemo di McCay e a quello che succedeva loro.

Pensavo a quanto questa piaga affliggesse ancora il racconto con le figure in questo paese pronto a ricercarne le radici storiche nel passato dell’industria editoriale italiana.

Poi mi è arrivato un pacco nuovo da bookdepository e dentro c’era “The House” di Roberto Innocenti e di quell’altro.

La-CasaQuel libro l’ho comprato in inglese per mere ragioni economiche: l’edizione statunitense costa meno di 20 dollari (bookdepository te lo deposita, in meno di una settimana, in portineria in cambio di 14 euro), quella italiana costa €24 e probabilmente, se non frequenti grandi librerie, devi prenotarlo.

Sapevo già molto del libro. Ero pronto a guardarlo pensando alla breve storia d’America di Robert Crumb. Mi preparavo a godere del silenzio di Innocenti: una finestra sulla storia sociale dell’Italia del XX secolo.
Avevo gioito scoprendo che dentro non ci sarebbero stati i testi di Roberto Piumini. Non che abbia qualcosa contro Piumini. Ma proprio in quel libro le sue parole non servivano. Ero proprio contento.

Non ero pronto a quell’altro!

Sia maledetto quell’anemico direttore editoriale che vive attanagliato dalla paura di lasciare un libro di figure da solo nel mondo! Un poveraccio per il quale gli occhi sono un orpello privato della loro funzione primaria. Che alle immagini siano sempre affiancate parole inutili a scortare quelle fottute portatrici di eversione direttamente all’inferno.

All’inferno!

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3 pensieri su “Società delle immagini… e ‘sticazzi

  1. Si tratta di doppie pagine che fissano sempre lo stesso panorama. Casa sulla destra, pozzo sulla sinistra, stradina davanti e campi sullo sfondo.
    Tra un’img e l’altra passano degli anni e il racconto attraversa tutto il xx secolo.
    E la gente a un certo punto accelera.

    Ah… il miracolo italiano…

    Ho trovato solo questo http://www.thecreativecompany.us/creativeeditions/newtitles/
    Poi qui ci sono un po’ di img di innocenti, ma niente da the house
    http://loverforbooks.blogspot.com/2010/01/roberto-innocenti.html

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