Costellazioni e pachidermi

pach

Constellation è la storia di Frederik Peeters che preferisco. Mi piace anche più delle Pillole Blu. E’ un raccontino sottile – una trentina di pagg – uscito in Italia su “Mondo Naif”. In Francia si è meritato, nel 2002, un Mimolette dell’Association, un albetto brossurato con copertina stampata in nero e arancio e interni con quei grigi virati all’azzurro che rendono bellissimi i librini cui Menu mette mano e grafica. (A proposito, l’hai mai visto Munographie, catalogo dedicato da L’An2 ai lavori di Jean-Cristophe Menu? No? Una volta te ne parlo. Promesso).
Spionaggio, commedia degli equivoci e fragilità umana. Questi sono i temi che attraversano Constellation. E sono gli stessi temi che trovo in Pachiderma, ultimo lavoro dello svizzero appena uscito da noi per bao publishing. Purtroppo gli accostamenti possibili finiscono là.
Mi sembra un lavoro di passaggio. Certo, una lettura piacevole, ma un fumetto che nessuno ricorderà a lungo. Un po’ mi spiace, mi sembra quasi che dopo le Pillole e Lupus, Peeters si sia infilato in una strada (fatta di Koma – in gran parte lavorato nello stesso periodo di Lupus -, RG e pachidermi) su cui continuo a seguirlo solo per affetto.
Ho la sensazione che se avesse risolto Pachiderma in 30 pagg e in bianco e nero, mi sarei divertito molto. Adesso deve giustificare il tempo che ho dovuto trascorrere su quegli 80 paginoni colorati a muzzo e su tutte le mossette da disegnatore francioso che guarda con attenzione ai più europei tra gli statunitensi. Yawn.

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