Trovare e ritrovare: 741.5

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Se è vero che la libreria è un letto di Procuste, nelle biblioteche c’è una situazione ancora più complessa: gli spazi sono sempre insufficienti a contenere la totalità dei libri che sarebbe giusto che gli enti pubblici o privati offrissero ai lettori. Tutto questo va sommato al fatto che, come ha chiaramente dimostrato Jorge Luis Borges con la sua opera, le biblioteche sono labirinti. In quei locali, la ricerca e il reperimento del titolo richiesto in prestito o in consultazione costituiscono uno dei processi più importanti per un’organizzazione efficace. I metodi di catalogazione, conservazione e gestione dei libri hanno avuto centinaia di anni per raggiungere l’attuale modello standard che pare essere soddisfacente per la maggior parte dei bisogni.

Nel novembre del 1327, il bibliotecario Malachia, in servizio presso un monastero benedettino di regola cluniacense, si trovava di fronte al francescano Guglielmo da Baskerville e al novizio cui quest’ultimo si accompagnava, Adso da Melk. Così Malachia spiegava ai suoi interlocutori le regole di catalogazione dei libri nelle labirintiche sale del monastero:

“La biblioteca affonda la sua origine nel profondo dei tempi, […] e i libri sono registrati secondo l’ordine delle acquisizioni, delle donazioni, del loro ingresso nelle nostre mura. [Per trovarli,] basta che il bibliotecario li conosca a memoria e sappia per ogni libro il tempo in cui arrivò. Quanto agli altri monaci possono fidarsi della sua memoria”.

L’inefficacia e l’inefficienza di questo approccio sono state debellate dalla classificazione decimale Dewey, il sistema di organizzazione delle conoscenze librarie più diffuso al mondo. Progettato da Melvil Dewey nel 1873, la classificazione è stata aggiornata e raffinata sistematicamente (la ventiduesima edizione è del 2004) per rispondere a esigenze diverse e non solo afferenti al campo della biblioteconomia.

Il sistema prevede l’uso di tre cifre che dettagliano il campo di studi. Per esempio, 594 indica “Molluschi e molluscoidi”, area di studio che afferisce alla categoria “Animali (zoologia)”, raccolta nella gerarchia 590, che è, a sua volta, raggruppata nella classe principale “Scienze” (espressa dalla codifica Dewey 500). Dopo le prime tre cifre, è possibile dettagliare ulteriormente la codifica, specificando ulteriormente il campo di studi con altre cifre dopo un punto: in questo modo, 594.340941 indica “Gastropoda. Opisthobranchia. Isole Britanniche”.

Questa codifica definisce le coordinate per orientarsi all’interno degli spazi della biblioteca, indicando chiaramente le regole di prossimità dei libri. Si tratta, è evidente, di un modello imperfetto che, prevedendo una segmentazione forte dei saperi, obbliga il bibliotecario a incasellamenti forzati e ad arbitrii spesso difficili da tollerare. La filosofia e la psicologia sono costrette a convivenza coatta nella classe 100, lontanissime – anche fisicamente – dalla tecnologia, imprigionata al 600.

I prodotti editoriali a fumetti possono essere diversissimi tra loro nella confezione, negli intenti, nei processi produttivi e nel modo in cui i lettori li leggono. Esistono raccolte di strisce apparse, in origine, sui quotidiani statunitensi a dosi giornaliere, che possono essere lievi come Peanuts di Charles M. Schulz o intrise di politica come Doonesbury di Garry B. Trudeau. Ci sono volumi che antologizzano storie dei personaggi seriali italiani, relativamente recenti, come Dylan Dog di Tiziano Sclavi o Rat-man di Leo Ortolani, o ripescati dal passato come Valentina Melaverde di Grazia Nidasia. Ci sono graphic novel raffinatissimi capaci di raccontare il sentire di una generazione, come LMVD: La mia vita disegnata male di Gipi, di tracciare accurati reportage dalle zone calde del mondo, come Palestine di Joe Sacco, o di sanguinare storia, come Maus di Art Spiegelman. Ci sono libri che hanno cambiato, e cambieranno, la vita a molti lettori e altri, la maggior parte, che sono stati scritti e disegnati come se dovessero durare un solo giorno.

Tutti questi libri hanno un loro posto nella classificazione Dewey. Vengono archiviati, insieme alle raccolte dei lavori di Forattini e Giannelli, nella categoria 741.5, “Vignette, caricature, fumetti”. E, sull’onda dello sdegno (lieve e contenuto, intendiamoci) che mi coglie per questa reclusione tassonomica, sottolineo che 700 indica “Arti, belle arti e arti decorative”, 740 “Disegno, arti decorative e arti minori” e 741 “Disegno e disegni”: il fumetto si mostra dopo il punto decimale, proprio come il gasteropode.

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3 pensieri su “Trovare e ritrovare: 741.5

  1. l’adozione della classificazione dewey è sostanzialmente obbligatoria. però noi abbiamo ovviato costruendo nel tempo vari modelli di collocazione con codici alfanumerici. quello che utilizziamo oggi è impostato per sezioni e per case editrici. sicuramente imperfetto ma è possibile sia conservare bene i libri che trovarli.

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