E nei miei

Man Ray
Man Ray

Con Il gusto del cloro, Bastien Vivés aveva convinto molti di noi di avere qualcosa da dire. I tempi lunghi e dilatati e gli oceani di silenzio producono, in quel fumetto, la stessa sensazione avvolgente che ti causa l’ingresso nei locali della piscina. Aria calda, carica di cloro, che ti si infila ovunque e rende tutto più verde-azzurro e insonorizzato. Ti senti costretto a sbadigliare a bocca chiusa per aprire le orecchie. Inutilmente.

Nei miei occhi, appena pubblicato da Black Velvet, è una conferma. Non positiva, purtroppo. Racconto vacuo e inconsistente, allungato dai silenzi e dai monologhi insulsi di una lei che fa mossette e vezzini per 130 interminabili pagine. E gli sbadigli non sono più a bocca chiusa. Una narrazione rarefatta che ti fa capire che l’ambientazione in piscina è stata una botta di culo. Il silenzio avvolgente è sempre lo stesso anche quando nell’aria non c’è più il gusto del cloro. In biblioteca, al ristorante, al cinema, a una festa e in camera da letto. Vivés è del 1984: ha 26 anni suonati e ha pubblicato così tanto da non potersi più permettere atteggiamenti da giovane promessa del fumetto francese. Ha un paio di doti: sa costruire una pagina, sa muovere un personaggio e sa anche disegnare. Filtra nei suoi fumetti solo il peggio dell’umanità che incontra, perché tutti i suoi personaggi, quando interrompono finalmente il silenzio, dicono cose che fanno rimpiangere le vignette insonorizzate.

All’indomani della pubblicazione italiana del Gusto del cloro, l’annuncio di Vivés di un adattamento a fumetti di 3 metri sopra il cielo di Moccia ha scatenato un nanosecondo di sgomento e frustrazione. Adesso abbiamo potuto leggere un po’ di cose sue, anche sul blog e su “Animals”, e sappiamo che quella non è una scelta commerciale dettata dalla possibilità di garantirsi il travaso di almeno una percentuale minima delle innumerevoli copie del tetraedro cartaceo mocciano. E’ una scelta di campo, fatta con totale consapevolezza estetica e poetica.

In un impeto di onestà, Black Velvet ha costruito una quarta di copertina che racconta tutta la storia esprimendone a pieno le qualità del linguaggio.: “ho avuto voglia di abbracciarti da quella vota che sei venuto a prendermi in facoltà. Parlavi, parlavi  non mi abbracciavi mai…”

Se guardassi la copertina con più attenzione prima dell’acquisto non sarei qui a rosicare per l’investimento incauto. Fremo di disinteresse alla quinta parola. Ti prego, dimmi anche che una che non conosci ti fa i like e i poke su Facebook.

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14 pensieri su “E nei miei

  1. Ah come hai ragione…Dispiace che un talento grafico del genere sia sprecato in tal modo. Le sue cose su Animals mi hanno aperto gli occhi, forse non avrei comprato comunque “Nei miei occhi” ma ti ringrazio lo stesso per la recensione (hai avuto la stessa mia impressione, che filtri il peggio del giovanilume contemporaneo senza un minimo di riflessione, o di distanza di sguardo: ci fa calare dentro le loro personalità insulse senza un minimo di catarsi – come essere prigionieri dentro vite che non vogliamo: molto sgradevole).

  2. Patrizia: oggi ho preso il treno. I ragazzi che chiacchierano prima di arrivare a Milano (in ufficio o in università) mica sono come quelli che racconta Vivés. Sono molto più interessanti.

    Kika: Anch’io. E se i due numeri in coda al tuo nick nell’indirizzo mail sono l’anno di nascita, posso aspirare a diventare presidente del consiglio. (ma forse lui non lo fa per amore…)

    matteos: a un amico piace questo commento

  3. Sì, perlomeno mi sembra che i giovani siano più variegati di come vengono descritti da Vivès. Certo, la sua potrebbe essere una scelta “sociologica” mirata, ma quel che non mi piace è la totale aderenza a quel modo di vedere il mondo: deprimente.

  4. non l’ho ancora preso, ma ricordiamoci che l’autore ha poco più di vent’anni. non perché non lo si debba criticare (mai rinunciare a criticare!) ma perché siamo davanti ad un percorso che è ancora all’inizio. intanto il gusto del cloro sta nella colonna dei +.

  5. Comunque Vives ha 26 anni…Certo, sempre giovane e con potenzialità enormi (e Il gusto del Cloro è piaciuto anche a me), ma è proprio lo sguardo che ha sulle cose che fa rimanere perplessi: la sua poetica è già ben formata – personalmente posso sperare che si evolva, che mi sorprenda.
    In attesa sfoglierò sempre ben bene i suoi albi prima di acquistarli.

  6. Che differenza c’è tra nei miei occhi e il primo numero di john doe?
    Va be’ Vivés sa costruire la pagina e Torti avrebbe bisogno di un editor (se metti un balloon a cavallo di due vignette verticali cambi la direzione di lettura: qualcuno glielo dica)..
    Dicono dei rapporti tra gli esseri umani cazzate dello stesso (infimo) livello. Solo Recchioni è più onesto e cazzone.

  7. Centrano niente. Cazzo. A me non piace e mi costa fatica dirlo: ma Recchioni è onestissimo: parla a titolo personale e racconta solo di se stesso e basta (poi confonde immanenza e trascendenza azzerando dibattiti che durano dai tempi di Agostino, ma a volte ci vuole anche). Non capisco perchè la cronaca della sua vita a fumetti abbia così tanto seguito e successo, ma questo dovrebbe spiegarcelo qualche sociologo tuo amico.
    Vivès, a prescindere dalla sua età, è un ipocrita che gioca un po’ dannunzianamente, un po’ moccianamente, con i sentimenti. Una cosa che non esiste. Un po’ come quel Fior che piace tanto alla fumettoocritica citatiana, ma che è di una noia mortale.
    Statemi bene.

  8. Boris,
    Cosa ne sai tu del fatto che Recchioni parla sempre e solo di se stesso? non starai mica confondendo i personaggi e gli autori? non si fa mai (tu mi insegni).
    Fior è bravissimo e lì hai un problema tu. Sul serio.
    Non c’entra nulla con Vivés. Non fanno neanche lo stesso mestiere.

  9. ascolta io parlavo, forse, di Corto e di Pratt. I personaggi? dove sono in JD?
    Fior è un ruffiano alla kundera. L’uso del colore come lo fa lui è da denuncia penale per circonvenzione d’incapace. o di erri.

  10. Ragazzi miei, arrivo in ritardo, lo so… ma stiamo scherzando? Fior ha una capacità espressiva e narrativa notevoli, e non è per nulla ruffiano! E comunque, io trovo Nei miei occhi di Bstien bella… guardate bene e ascoltate.. non avete capito nulla.
    tzè! Baci comunque

  11. Cinzia, sai che sei la mia preferita e puoi dire quasi tutto.
    Ecco… In quel quasi non c’è l’elogio di quel libretto che se avesse il coraggio di essere maschilista starebbe almeno da qualche parte…
    Un bacio

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