Dominante

PhilipDick

a. Ho letto tantissima fantascienza nella mia vita. Ho iniziato con i fumetti e, durante le medie, mi sono imbattuto nei soliti Asimov e Bradbury. Poi ho scoperto “Urania” e ho iniziato a comprare riviste sulle bancarelle (la “Robot” di Vittorio Curtoni in particolare). Per anni mio padre ha portato a casa i fascicoli della grande enciclopedia della fantascienza del fantasy e del futuribile, pubblicati dall’editoriale del Drago, e i 13 volumi argentati che raccolgono l’intera collana, devono essere ancora da qualche parte e – lo so – prima o poi riemergeranno. E poi i film. Tanti film.
Per un certo periodo mi è addirittura sembrato che il racconto fantascientifico fosse l’unico in grado di raccontare il presente (cerca di capirmi: ero giovane e di lì a pochi anni mi sarei convinto della stessa cosa pensando al poliziesco). Anche perché a me delle meraviglie del possibile non importava nulla: alla lunga, ho capito che mi interessavano i paradossi e le ipotesi sociali.

b. Poi c’è stato il cyberpunk. La fantascienza ha rallentato per guardare nella rete, Tim Berners-Lee ha sbuffato e ha messo la freccia, e il presente ha superato la fantascienza. Adesso è là dietro da qualche parte e nello specchietto retrovisore non si vedono più neanche i fanali.

c. Parlavo con il mio amico Tito, un po’ di sere fa, e stavamo dicendoci proprio della difficoltà di trovare un “Urania” da leggere la sera a letto che non si adagiasse come un macigno sul torace dopo solo poche pagine. A un certo punto ho avuto un’intuizione che mi è parsa buona per, diciamo, 12 o 15 minuti: la buona fantascienza letteraria esiste ma non viene più catturata da “Urania” che non è capace di riconoscerla. Pensavo, dicendolo, a Con tanta benzina in vena, romanzo di Warren Ellis che ho trovato divertente.
E’ chiaramente una cazzata e Tito mi ha riservato la gentilezza di non ridermi in faccia.

d. Nella prima metà degli anni Ottanta trovare cose di Dick mi era difficilissimo. Avevo letto un paio di romanzi della Nord trovati nella biblioteca di Senago, un racconto su “Il mago” e un profilo su un’altra rivista di fumetti (Pilot o Totem, non ricordo). Un giorno, ho addirittura comprato un numero di “Linea d’ombra” perché in copertina c’era il nome di questo autore che avevo letto poco e già mitizzavo.
Dick era un eversore pazzesco: non c’era suo romanzo o racconto che mi lasciasse indifferente. Da una sua storia avevano tratto un film mozzafiato (blade runner, ovviamente). Negli anni successivi, ho cercato e letto tutto (o quasi) quello che aveva scritto.
Ogni volta che leggevo Dick, sentivo una vocina in testa che mi avvertiva: E ora qualcosa di completamente diverso.

e. Amori letterari così forti per uno scrittore ne ho avuti tanti. Tra quelli che il mio cervellino tassonomico ha per un po’ incasellato alla voce “fantascienza”, mi piace ricordare Robert Sheckley, Theodore Sturgeon, Kurt Vonnegut e James Graham Ballard.

f. Ieri sera ho iniziato a vedere Inception di Cristopher Nolan. Che noia! La realtà è quello che continua a esistere anche quando smettiamo di crederci. Il sogno del sogno. L’ambiguità della presenza. L’oscuro scrutare. La perdita della sensazione del vero. Di film di fantascienza ne girano ancora tantissimi. Molti sono tratti da racconti di Philip Dick; molti no. Devo essere sfortunato, perché (a parte Battlestar Galactica, ovviamente) ho la sensazione che tutti ruotino attorno a questi temi.

g. Quando l’immaginario va al supermercato, compra diversità al 3 x 2. I nostri migliori eversori diventano pensiero dominante.

20 pensieri su “Dominante

  1. A me Inception è piaciuto (certo che se certi film non li guardi al cine…) e mi è piaciuto anche perché non tratta più Dick come una “novità”, insomma non è Matrix, Dark City, eXistenZ non è neppure Truman Show. Le realtà di primo, secondo e terzo livello lì sono un dato di fatto, la trama non gioca MAI sullo spaesamento dello spettatore, ti dice sempre dove si è e di chi è il sogno in cui si è.

    È vero che Dick è pensiero dominante (e non è certo “colpa” di Nolan se lo è) e Inception ha il pregio di riconoscerlo senza fare il furbo, e il primo film che mi pare lo faccia (sbaglio?)
    Dà per assodato il pensiero dickiano e, dentro, ci ambienta un (a mio avviso solido e buon) film d’azione con un sottotema a mio avviso bello e abbastanza originale (quello del rapporto tra Cob e sua moglie).

    Se Inception ti annoia, davvero mi dispiace per te (poi ci son problemi peggiori, lo so anch’io 🙂

  2. Dà per assodato il pensiero dickiano

    brrr

    A me Inception è piaciuto

    Anche a me. Però non me ne ricordo niente, né una battuta né un’inquadratura e nemmeno quando l’ho visto – un mese fa? un anno fa? – , che per uno con la mia memoria vorrà dire qualcosa.

  3. >non me ne ricordo niente

    ehm… è lo stessa cosa che dice Laura, la mia vicina ultrasettantenne con cui l’ho visto ar cine…

    >per uno con la mia memoria vorrà dire qualcosa.

    forse che stai invecchiando?
    (sai quella cosa che uno si ricorda i fatti antichi ma non quelli recenti?)

    ahahhahah

  4. Per me però Inception è psicologia, non fantascienza. E credo sia per questo che non l’hai apprezzato come film di fantascienza. Poi, è chiaro, anche Dick era psicologia per la maggior parte, ma mentre Dick era ossessivo nel sul scrutare, Nolan è stato molto più descrittivo. Ed è evidente che se vai aspettandoti un film di fantascienza e trovi una descrizione sapendo già di cosa parla… annoia. Ma se – come me – ti affascina il modo in cui concetti difficili vengono comunicati al mass-market, diventa interessante. Si, ritengo che Dick non sia mass market. 😛

  5. @Patrizia: Sturgeon ha scritto 4 romanzi di fs e un bel po’ di racconti. Credo se ne trovino in libreria solo un paio. Esiste un vecchio volumone argentato mondadori che li raccoglie e forse se cerchi nell’usato lo trovi. Inizierei da Cristalli sognanti per poi atterrare su venere più x. Esiste anche un romanzo che si chiama qualche goccia del tuo sangue che non è fs ma è bellissimo lo stesso.

    @Tito: lo so che ti è piaciuto. Pensavo non fossi daccordo con l’idea che urania non li trova più.

    @Andrea, Ipo, Davide: Per me inception era solo un file sul disco. Non ne sapevo nulla. Non mi aspettavo nulla. Non guardo un film aspettandomi che aderisca a un genere. Non più. Ho iniziato a vederlo e, quando ho capito di cosa parlava, ho perso interesse. La metà che ho visto (dormicchiando qua e là) me la sono già dimenticata.

  6. Spari, se non hai nulla da dirmi, non dirmelo, non c’è nulla di male, ma non mettermi in copia nella risposta che dai a Davide, a me cazzo me ne frega se ti aspettavi che aderisse o non aderisse a un genere?

    : )

  7. comunque quindi è vero. non pratichi dell’understatement quando lo sostieni. di cinema non capisci proprio un cazzo.

  8. sì, ne dubitavo. perchè “cinema” è una categorizzazione che, come tu ci insegni da tempo, non vale più una sega, un po’ come letteratura o fumetto o quello che vuoi. il film di Nolan è questo concetto spiegato ai bambini di tre anni, pure un po’ scemi. però proprio non è noiso. no.

  9. Boris, Inception è questo concetto spiegato ai bambini di tre anni e pure un pò belinoni. Però è noioso, proprio tanto… Per una volta volta mi sintonizzo su radio Spari, ma continuo a volerti bene.
    M.G.

  10. Qualche anno fa, il principe Carlo è stato in oloconferenza in India: la cosa è costata meno di quanto sarebbe stato necessario investire per spostare la sua corte sulle rive del Gange.
    La blogosfera è ripiena di teorie sulla ricostruzione in studio dell’allunaggio del 1969 e anche Letterman ha scherzato con il clone di Macca sulla ipotesi che sia un clone del vero Paul sfrittellato in un incidente stradale.
    Io so per certo che lo Scarraffone di Michelle era stato invitato dal regista che stava girando la fiction su Armstrong ( Gerry Anderson ndr ) ed è stato tradotto dalla macchina lunare che stava facendo manovra. i soliti MIB hanno nascosto la cosa e i Fab Three hanno rimediato in un modo che sarebbe tanto piaciuto a Dick. E a Pinketts e Luttazzi.
    Noi viviamo quanto i cyberpunks avevano solo osato di sognare.
    Siamo come il tizio di ‘ Breed ( Jim Starlin/ Bravura -Malibu Comics tradotto da Star Comics che assume un acido e poi gira per una New York trasfigurata fino a che non ri-trova la sua vera casa, il posto dove potrà esser davvero quello che deve essere. Solo che noi non abbiamo assunto nulla e spesso nessuno ci assume così che siamo interinali anche quando abbiamo l’età in cui Dick ha attraversato l’ultima porta. Peccato perchè se fosse ancora nel mondo delle fidaty cards e del T9, potrebbe darci l’unico romanzo uranico possibile – qualcosa di questo tenore: Bivio Primo è il sovrano virtuale di un mondo in cui la noia è rotta solo dagli ologrammi di rettili scomparsi che si aggirano, siccome fantasmi fosforescenti, dopo il crepuscolo tra gli avventori zombati dei Marts. I T-Rex Nine sono innocui, ma belli da lumare come il cambio della guardia davanti a Palazzo Bucky Gums ( dove si produce una cingomma che induce dipendenza, tanto richiesta da dover esser presidiata notte e dì ).
    Anche Bivio non si diverte e arriva al punto di iniettarsi benza per carburare quel tanto che basta ( sono uno Skianto/mi drogo quel tanto per restare contento ndr ). Il garzone di un benzinaio lo denuncia quando il gerente della pompa intende addebitare al minorenne il gasoline mancante. Un trust di computers senzienti processa Bivio – decisiva la prova della sua laringe abrasa a furia di suggere la benzina con una cannuccia per riversarla poi nella siringa – e lo condanna a vivere in un altroquando in cui è proiettato continuamente il provino di Dick Dreyfuss per Total Recall ( storico: Arnie the Gov non è stato la prima scelta ndr ). Bivio guarda tutto il giorno un tizio tarchiato e sorridente e si sente Alice davanti allo specchio. E’ tanto ma tanto contento. Adoro il lieto fine.

  11. Nessuno che mi conosca da tempo – in primis Crepascola – penserebbe o direbbe una cosa così ! Grazie di cuore, buon fine settimana, C.

  12. @crepascolo: non so chi tu sia, ma credo di amarti.

    @ipo: non farmi scenate di gelosia: amo anche te. (a proposito, non ci dovevamo vedere perché tu mi raccontassi del tuo rapporto con quella rivista là?)

  13. Sì. In prima liceo.

    Contessa, lasciatelo dire. Deve essere fastidiosissimo vivere con te (poi uno si chiude nello studio e scrive tutto il tempo). Se vuoi dirmi qualcosa, dimmela. Non farmi una domanda.

    Per risparmiarti fatica rispondo alle prossime domande inutili che mi farai:
    – Hai le tende invece delle porte in casa? No.
    – Ma ci vedi? Se arrivi da sinistra, sì; se arrivi da destra meno.
    – Ma sei scemo? No.
    – Sei d’accordo con chi dice che non esistono domande stupide ma solo risposte stupide? No.

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