Ipocrisia

Barbie e Ken vanno a letto
Barbie e Ken vanno a letto

Roberto Recchioni ha stroncato Celluloid, un libro che a me è piaciuto molto. Non sono sicuro che Roberto abbia torto, perché il libro afferisce a un genere che lui frequenta e domina molto più di quanto faccia io. Però, a un certo punto mi spiega qual è il vero difetto di Celluloid: dice che è un libro ipocrita e aggiunge:

L’ipocrisia è l’unico difetto imperdonabile per un’opera che vorrebbe essere pornografica.
La pornografia è eversione, punto.

Ora, a rischio di essere noioso, mi tocca dichiararmi disarmato di fronte alla pornografia. Non la capisco e la trovo schifosa e reazionaria.
Schifosa perché ci sono le secrezioni ed è giusto avere schifo per le proprie e altrui secrezioni: questo livello di controllo infisso da qualche parte nel nostro essere umani ci ha spesso salvato la vita da un sacco di infezioni.
Reazionaria perché presenta una visione del sesso meccanica, ripetitiva e sostanzialmente omologata. Ora: mi è chiaro che non tutta la pornografia ha quelle caratteristiche, ma esse sono presenti in una percentuale così mostruosamente alta da giustificare la definizione.

Definire la pornografia eversiva non mi sembra solo una dichiarazione di naïveté imbarazzante, mi sembra addirittura una certificazione di pessima fede.

La pornografia è immaginario dominante e globalizzato. Ne parlavo con la mia amica Dia. Stavo facendo la solita manfrina per cui affermavo che l’erotismo ci è stato espropriato da uno sguardo globalizzato che ha portato a una deriva della percezione del corpo femminile. Basta sfogliare le annate di Playboy per capirlo o guardare che evoluzione hanno avuto le donnine di Manara.
Dia che è una donna pratica mi ha detto che dicevo cazzate. Mi ha fatto notare che le differenze di genere e di gusto nel sesso sono tante e articolatissime e che mi basterebbe farmi un giro su youporn per capirlo.

Quando finisci di chiederti come sia capitato a parlare di pornografia con Dia, prova a fare un giro sul sito da lei indicato (non cercare di farmi credere che non sai dove è): sembrerebbe che lei abbia proprio ragione. Tutte le forme, le combinazioni, le preferenze, le devianze e i fiori neri sono ospitati dal sito.
Ma quel servizio web ospita anche la pagina che raccoglie i film più visti. Trovala e dacci un’occhiata rapida: corpi uguali e monotoni che attraversano uno script che tento di riassumere.

Preliminari: dialogo insulso interminabile; lui guarda lei, la tasta un po’ e dice cose ardite; Lei ammicca in camera e si lascia spogliare.
Fase orale: lui lecca lei; lei gli slaccia la cintura e lecca lui.
Fase vaginale: Lei risale; penetrazione vaginale; un paio di pose diverse.
Fase anale: penetrazione anale; un paio di pose diverse.
Conclusione: lui si masturba e rilascia secrezioni sul viso di lei; lei guarda in camera e si netta il viso e il petto con le mani e con la lingua.

L’ipocrisia è l’unico difetto imperdonabile per un’opera che vorrebbe essere pornografica.
La pornografia è eversione, punto.

Già.

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65 pensieri su “Ipocrisia

  1. A proposito di youporn e simili siti rosa: anche in un supermercato si trovano moltissimi prodotti di consumo diversi.
    Credo che sia la stessa cosa, prodotti per consumatori, che come tali hanno bisogno di suddivisione, catalogazione, ed un bello scaffale per ognuno con i loro cartellini accanto.
    Non credo però che questa varietà abbia niente a che fare ne’ con la libertà ne con qualsivoglia tipo di eversione/rivoluzione/anticonformismo.
    Il suo contrario piuttosto.

  2. RRobe: ti prego, fallo. Davvero non riesco a capire come possa essere considerato eversivo un frammento di immaginario
    a. condiviso da una distesa di maschi che non condividerebbero null’altro
    b. accolto come manuale di comportamento da una congrega di osceni politicanti
    c. realizzato per essere fruito funzionalmente e frammentariamente (come le raccolte di aforismi che, infatti, sono merda)
    d. involuto al punto di negare la dialettica amoremorte (e quindi l’umanità del lettore)

  3. Gipi: un prodotto è massificato solo per il fatto di essere in un supermercato? Compro libri bellissimi nella Feltrinelli qua dietro, libri che se avessi avuto più tempo avrei potuto comprare nella lontana Libreria del mondo offeso.

  4. Di Roberto apprezzo molto la mancanza di perbenismo. Che è tutt’altro che una mancanza di moralità, ovviamente.
    Nulla di più alieno da me dal condannare la rappresentazione del sesso. O l’ostentazione.
    Detto questo…

    La pornografia – la pornografia OGGI, mi viene da dire – ha spesso il sapore funereo e rancido di un’umanità alla deriva, sopraffatta. Davvero, anche io, mi chiedo come e cosa possa mai sovvertire, questa pornografia.
    Ma, anche se fa un po’ ridere dirlo (e infatti sogghigno), un’altra pornografia è possibile. Quella di Shortbus, per esempio. Peraltro senza snobismo: be’, quello sì che è volgare.

  5. Mi ricordo shortbus come uno dei pochi film che non sono riuscito a vedere fino alla fine, sono uscito dalla sala. Una specie di porno chic, per chi vuole trasgredire, ma in un contesto elegante e intellettuale.
    Vi sembrerà una cazzata, ma sendo me un’altra sessualità (non erotismo o pornografia) l’ha immaginata solo Pasolini, il fiore delle 100 e una notte. Libera, gioiosa, non ghettizzata. L’eden per l’appunto 😉
    saluti a tutti
    manuele

  6. La pornografia è una scusa di eversione per chi vorrebbe tanto ma non ci ha le palle, e anche se le avesse non saprebbe da dove cominciare; è una giustificazione alla passività, mascherata da eversione: non vado a votare! non leggo! non vado al cinema! guardo la pornografia! bestemmio! sono figo, eh?

  7. Ma tu pensa! A tratti Shortbus mi ha portato alla mente proprio QUEL Pasolini.
    Se non altro (ed è quel che conta, suppongo), siamo d’accordo su quella visione di sessualità “libera, gioiosa, non ghettizzata”. Non è l’unica visione possibile e accettabile, ma una visione importante.

    Su Shortbus, per pigrizia, uso le parole della recensione altrui (un amico, fra l’altro, ma non è per questo):
    http://giovanecinefilo.kekkoz.com/2006/12/03/2179/

  8. ok, forse dovrei riguardarlo allora. in ogni caso mi sembra che il punto di questa discussione – che mi interessa molto – sia la sessualità. erotismo o pornografia sono definizioni limitate che gravitano attorno al problema della sessualità, che è tutt’altro che risolto. nel senso che non si è evoluta come altri ambiti umani (tecnologia, economia, ecc…) ed è rimasta più o meno ferma ai quesiti che poneva freud cento anni fa. esclusività sessuale, morale sessuale all’interno di una società, tabu’.

  9. l’eversione che vede roberto nella pornografia, sta nel fatto che essa rappresenta cose che non fai non faresti nel mondo reale. se poi le fai, la pornografia non rappresenta + un’eversione e per cui non vedo perché bisogna interessarsene. il problema dunque sta nel fatto che il mondo “reale” sessuale è limitato, ha dei codici che ci stanno stretti. nella pornografia, come nei sogni si cerca lo sfogo.
    il fatto che sia un business planetario vuol dire che tantissime persone sentono questa cosa come come un elemento determinante della loro sfera personale.
    mi meraviglia tra l’altro il fatto di come la pornografia si stia spostando sempre di più sempre ambiti collaterali e per me propio incomprensibili, tipo la violenza, l’umiliazione e altre cose cosi’, ma è normale che poi in questo calderone proibito si butti tutto quello che ti passa per la testa.

  10. leggo ora il tuo post. non ti metto in bocca niente, è la mia opinione. ao’ ma tu sempre cosi’ incazzoso? dai che siamo qui per discutere, hai sollevato un bel tema no?

  11. Se provi a spiegare quello che penso agli altri, cannando completamente (e dicendo anche una roba che, per me, è atroce) sì.
    E comunque, c’è il “per favore” che indica che ho usato modi gentili.

  12. @Spari:
    Usai il supermercato come esempio terra terra di disponibilità di prodotti. Lo usai solo per fare il paragone con la disponibilità e classificazione di generi di youporn o siti simili.
    Non credo che la questione fosse su cosa definisce una massificazione o meno. Anche perchè se è quella (e non il porno) non mi appassiona.

  13. Sarò poco sveglio, ma io così capisco solo una cosa…

    La pornografia (di) oggi è il Potere, l’establishment, che governa e impone comportamenti. L’unica eversione, quindi, è quella contro questa pornografia.

    Quanto a una cosa detta da Spari e passata un po’ inosservata, cioè che la pornografia (questa pornografia) è reazionaria, a questo punto come non essere d’accordo?

  14. Gipi: ho sbagliato a usare il termine massificato come sinonimo di “non eversivo”. Confesso però che la metafora del supermercato mi ha spiazzato e confuso. A me pare che qualunque vetrina di prodotti tenti una tassonomia per facilitare il reperimento (e poi però devi trovare un posto dove mettere a forza gli stuzzicadenti, i tappini delle sedie e la citrosodina)
    Poi, quanto profonda e articolata sia quella classificazione non lo so: bisognerebbe ricostruire l’albero di navigazione di youporn, ma il pc in casa lo usano anche i miei bimbi. Non vorrei trovarmi a dover spiegare cose nel fine settimane.

    Rrobe: più tardi leggo e se ho una cosa da dire (più o meno sensata) vengo a chiedere ospitalità ai tuoi commenti.

  15. roberto: dai non stiamo a scannarci per sta roba.
    ho cercato di capire cosa ci veda tu di eversivo nella pornografia. io la penso abbastanza come spari, e il tuo involuto post non mi aiuta a capire dove stia la l’eversione. se capisco bene dici che la pornografia non è finzione.” il cinema porno è “l’atto” in quanto tale e ogni tentativo di prendere le distanze dalla realtà è, semplicemente, impossibile” . Cioè questo tipo di cinema, con la sua artefazione condiziona la realtà e la sessualità, sempre se ho capito bene. Non la mia in ogni caso.
    Come le foto di richardson, mi lasciano completamente indifferente.
    Mi sembra più eversiva una canzonetta di gainsburg.
    ciao.

  16. mah, rrobe, sul libro di mckean il tuo ragionamento mi è piaciuto e mi pare pure convincente (anche se col suo lavoro sono un po’ indulgente, e il suo “formalismo” – perché mi pare ormai questo – continua a sembrarmi interessante).

    Ma che poi il punto stia nel fatto che porno = eversione, invece non mi convince per niente. Che il porno sia socialmente poco accettato, vabbè, ma certo. Che non lo sia perché incontra resistenze (culturali sociali religiosi eccetera), okkey. Ma eversivo..in che senso? Di che??

    Contestare modelli (culturali sociali religiosi e di nuovo eccetera) non mi pare necessariamente fare eversione, ma – sarò banale – praticare ‘politica’: affermare altre idee e valori, come opzioni possibili. Il porno lavora sul sesso, e implica una sensata opzione (idea) ‘politica’: il sesso può essere visto, raccontato, rappresentato, messa in scena e reso anche intrattentimento. E questo contro chi invece lo vede come intimo, segreto, irrappresentabile.

    Parlare di eversione mi pare lontano millemila miglia. A meno che non facciamo la solita tiritera per cui “in giro” – magari al supermarket, o su youporn – possiamo trovare un fantastiliardo (o anche solo 100) robe rivoluzionarie, idee eversive, capolavori assoluti, cambi di paradigmi…ecc.
    Boh. Io la chiamerei solo “enfasi”, roberto. Il porno va bene o va male (possiamo anche vederla diversamente), ma non ci trovo certo eversione. Magari lo fu (e potrebbe esserlo in Azerbajan). Ma qui da noi, oggi, non direi.

    E non gioco al giochino del disilluso, eh.

  17. Bravo, Matteo.

    PS per Roberto: i linguaggi del porno li studiavamo negli anni Ottanta alla Facoltà di Sociologia della “Federico II” di Napoli con Alberto Abruzzese, autore di uno dei primi testi (se non il primo in assoluto) ITALIANI sull’argomento: “Pornograffiti”.
    Ma all’epoca si trattava di inquadrare ancora gli anni Settanta (fumetti compresi) e l’inizio degli anni Ottanta. Tutt’altra cosa rispetto a ora.
    Oggi parlare di pornografia come di “eversione” significa davvero essere “reazionari”.

    (chiedo scusa al mio ospite, Paolo, per l’intervento: può cancellarlo quando vuole se dovesse generare problemi).

  18. Roberto: Mi correggo. Non intervengo sul tuo blog: non ho niente da dire. Usi le parole in un modo che non capisco e visto che non condividiamo il codice è inutile tentare la comunicazione. Non mi riferisco solo a eversione, ma anche a significato, significante, semiotica, finzione, simulazione, atto e vero.
    Mi chiedo, però, ma una donna che simula un orgasmo (pare succeda, non ti stupire), fa la cosa vera o è un’attrice che finge la cosa vera?
    E il sigaro fumato da clint eastwood è fumato sul serio? lui non fumava mica, però nei film di leone lo tiene in bocca e produce fumo negli occhi.
    E la sigla di dexter? quando micheal c. hall si prepara la colazione e si veste sta recitando o lo sta facendo sul serio?
    Bah…

    Alessandro: non ci conosciamo. Non ho un buon carattere, ma qui ognuno scrive quello che gli pare. Al limite ci si ritrova a litigarsi con me. Cancello solo lo spam e pochissimo altro (in 7 anni un paio di casi estremi di stronzaggine). Benvenuto

  19. Per Matteo: mi pareva di averlo spiegato bene, nel topic. Ci riprovo e provo a farlo meglio.
    Eversivo su un doppio piano.
    – Eversivo nei confronti del cinema (per esempio) in quanto questi è rappresentazione fittizia che si maschera come reale mentre il porno è rappresentazione reale che, al massimo, si maschera come fittizia (quando si prende la briga di farlo).

    – Eversivo nei confronti della realtà, che ribalta e modifica con la sua influenza, spingendola quindi a replicare i suoi schemi. In sostanza, non è l’arte (o la pornografia) che emula la vita ma è la vita che emula l’arte (o la pornografia).

  20. Per Alessandro: tranquillo. Mi ha già dato del fascista, figurati se mi posso offendere se mi dai del reazionario. Poi? che etichetta vuoi appiccarmi nella tua foga di tirare per la giacchetta gli autori?

  21. Per Spari.
    Pazienza.
    Magari però, se non vuoi discutere, evita di discutere della buona o della cattiva fede di qualcuno.

    p.s.
    in effetti, comunque, parlare di sesso e di pornografia con uno che schifa le secrezioni e costruisce frasi come “lui si masturba e rilascia secrezioni sul viso di lei; lei guarda in camera e si netta il viso e il petto con le mani e con la lingua.” mi sembra grottesco anche a me.

  22. Effettivamente ho sbagliato. Non sei in cattiva fede, solo non sai di cosa parli: attribuisci alle parole un significato tuo e agiti davanti a te un paio di libri di Eco come se essi fossero dogma e la semiotica fosse una scienza esatta (per quanto oscura).

    Ti capisco, però. Qualche volta faccio la stessa cosa con la termodinamica.

    (i 2libri di Eco secondo me sono “opera aperta” e “struttura assente”, ma lasciato a metà – hmm… si capisce che ti manca “lector in fabula”)

  23. vi ho guardato.

    l’altra sera hanno rifatto Omicidio a luci rosse, che forse ha contribuito assai all’omologazione, oltre ad essere un film più brutto di come me lo ricordavo.
    siamo influenzati dai nostri bisogni.
    siamo frenati dalla nostra sensibilità
    ci sono alcune cose che mi fanno schifo, solo l’idea.
    altre sono più piacevoli da vedere.
    quindi come faccio a decidere cosa è eversivo o no?
    nel cinema/video mi è impossibile. non ne so abbastanza e se intravedo anche lontanamente qualcosa che può darmi fastidio me ne vado di corsa. Non sono curioso.
    Ma nel fumetto riesco meglio a gestire, anche con il distacco necessario, quello che leggo.

    Alessandro, dove parlavi di Lost Girls? di qui o di là? Quella è un’opera che colpisce. Mi sono chiesto se per Alan Moore fosse stata una sfida (so raccontare anche questo) o sia stato un bisogno d’autore.

  24. Ciao Mic.

    Rrobe: Uuuuhhh… Ho offeso la tua sensibilità?
    Fallita la mise da accademico (ti cascava da tutte le parti, lasciatelo dire), è riemerso il coatto di periferia che gioca a fare la rockstar.
    Buona notte, Roby. Dormi bene.

  25. Io sono il coatto?
    Detto da quello che, sin dal pezzo d’apertura, parla di cattiva fede?
    Ma fammi il piacere.
    E comunque, sempre meglio coatto di periferia che frigido critico d’accatto, eh?

  26. La cosa davvero triste di tutta sta discussione è che alla base vedo solo discorsi fatti da UOMINI (immaturi fra l’altro) che parlano di pornografia nei modi più intellettuali possibili quando alla fine si parla (o si guarda) solo di una scopata filmata. Atto sessuale che fra l’altro, nel corso degli anni, risulta sempre uguale: almeno, nel cinema, quello non pornografico, l’atto di recitare simula molti modi diversi ma nel porno esistono essenzialmente solo due cose che non cambieranno mai: masturbazione e atto sessuale. Tutto il discorso, fra l’altro (sensibile? accademico?), giunge a dire che scopare in un film porno è reale mentre un abbraccio recitato da due attori in un set non lo è: personalmente vi sfugge un piccolo particolare che secondo me condiziona per davvero tutto il vostro discorso – EMOZIONE.

  27. Giusi: hai ragione. Qui hanno parlato solo maschi. Però il tuo intervento parla di un generico “voi”. E qui sono state espresse posizioni diverse. Anche diametralmente opposte.
    “Noi” siamo degli individui. Riconoscicelo.
    Per esempio, io non mi riconosco in nessuna delle cose di cui “ci” accusi. Da queste basi non si discute.
    Secondo me non hai letto con attenzione e hai sparato a raffica su tutti.
    Impegnati: dialoga con dei bipedi senzienti.

  28. @ sparidinchiostro: è vero, mi perdoni. Chiarendo il discorso, vedo che ci sono due tipi di pensiero: da una parte il porno risulta vero perchè un uomo e una donna attuano la penetrazione o la masturbazione fisica e quindi reale. Dall’altra, (come sosteneva Recchioni) due attori che recitano in un set, si baciano o si picchiano non lo fanno realmente…sinceramente mi sembra una cagata maschilista, perchè se da una parte abbiamo due organi sessuali che si incontrano, dall’altra abbiamo due bocche che si baciano. Se nel porno scopano, non vuol dire che si amino…cosi come se nel cinema tradizionale due si baciano o esprimono sensazioni di amore per il copione, non vul dire che siano davvero innamorate. Qui però si dimentica, come dicevo sopra, l’emozione dello spettatore. Guardare un film porno porta eccitazione nello spettatore cosi come il vedere un film porta emozioni…da una parte o dall’altra, si sa benissimo che entrambe le parti sono finte, anche nel porno benchè gli attori scopino per davvero, sono sempre due attori ripresi da una telecamera.

    L’altro pensiero è che la pornografia è Eversiva perchè modifica la realtà…come nel cinema tradizionale d’altra parte. Non so se siete mai stati a Las Vegas: io ci sono stata anni fa con delle amiche e vi assicuro che molti emuli di grandi star, vivono nel nostro tempo imitando alla perfezione ogni movenza dei loro attori preferiti. Anzi, è più facile che siano film e reality a istigare copie vere nella realtà che non i porno nelle fantasie di uomini e donne. Poi, dipende sempre dalle persone, non voglio fare di tutta l’erba un fascio ma sinceramente conosco pochi amici maschietti che guardano i porno, che nell’atto sessuale vorrebbero eiaculare in faccia alla compagna. Qui si rifà il mio discorso sul maschilismo e ovviamente sulla spettacolarizzazione del porno, secondo me abbastanza fraintesa, anche dalle persone che hanno espresso un parere più accademico.

  29. “Non ho capito niente del resto, ma per quel che mi riguarda ho detto che il porno è schifoso e reazionario. Ne sono certo.”

    Si, ma capisca una cosa…se lei giudica il porno schifoso, tecnicamente non dovrebbe neanche fare sesso (spettacolarizzato o meno). Le faccio un esempio: personalmente, scusi se sono diretta, non piace andare in bagno, eppure è una cosa che naturalmente dobbiamo fare tutti nella sua natura “schifosa”.

  30. Come dicevo anche sul blog di roberto, trovo questa discussione molto interessante. Parto da questo intervento di sparidinchiostro per provare a dire la mia in merito alla questione:

    “Davvero non riesco a capire come possa essere considerato eversivo un frammento di immaginario
    a. condiviso da una distesa di maschi che non condividerebbero null’altro
    b. accolto come manuale di comportamento da una congrega di osceni politicanti
    c. realizzato per essere fruito funzionalmente e frammentariamente (come le raccolte di aforismi che, infatti, sono merda)
    d. involuto al punto di negare la dialettica amoremorte (e quindi l’umanità del lettore)”

    Ma il fatto che sia stata una tua amica, donna, a consigliarti di fare un giro su youporn per verificare una tua tesi riguardo la pornografia e il suo presunto carattere eversivo, non è già indice di qualcosa?
    Intanto l’immaginario pare non essere condiviso solo da una distesa di maschi, no? Questo almeno per quanto riguarda il punto a.
    Punto b: la congrega dei politicanti. Il potere fa il cazzo che gli pare nella misura in cui ciò che fa è tollerato da chi quel potere lo conferisce. Quindi sarebbe meglio dire che è la gente comune, il popolo, che ha accolto quel frammento di immaginario come manuale di comportamento giustificando le oscenità del potere. E’ una trasformazione eversiva della realtà questa o no? Intendo al di là del giudizio politico e morale che possiamo darne.
    Punto c: la frammentarietà, o della ricerca della ‘scena perfetta’. Anche qui il punto sembra spostarsi dal carattere eversivo del linguaggio alla questione se questa eversione mi piaccia o meno.
    Punto d: involuto al punto di negare qualsiasi cosa se non le secrezioni e il relativo piacere o disgusto che possiamo provarne. Come sopra la domanda è se sia eversivo o no, o se provo repulsione piuttosto che eccitazione?

    Quello su cui secondo me si fa confusione è la dimensione politica del termine ‘eversione’. La pornografia, intesa come rappresentazione esplicita del sesso, ha trasformato e continua a trasformare la realtà. La realtà recepisce queste trasformazioni e le declina secondo le sensibilità, i gusti e gli obiettivi dei singoli individui. La responsabilità che tu attribuisci al porno come linguaggio io la scarico invece sulla ‘comunità parlante’. Sono due momenti diversi e la differenza per me è sostanziale.
    Che la maggior parte dei video che trovi su youporn siano riconducibili allo schema da te riportato nel post non dimostra nulla in merito alla questione. Al massimo dimostra che il porno, così come tutti gli altri mezzi di rappresentazione del reale, si avvale di strutture codificate.

  31. pornografia involontaria:

    RRobe Dice: Uhm. Ma davvero mi volete costringere a fare un topic lunghissimo sulla pornografia?
    sparidinchiostro Dice: RRobe: ti prego, fallo.

  32. Will: Benvenuto.
    Il porno è realizzato prevalentemente per i maschi. Fruito sicuramente anche da femmine che. per il momento, sono una minoranza (sospetto – spero – che tutti/e quelli/e che hanno accesso al web abbiano visto almeno una volta un porno: la scelta di continuare a vederne – e con che frequenza – è legata a scelte individuali). Second me Dia è un eccezione. Conosci un dato statistico sulla fruizione di porno da parte delle femmine?

    Credo che l’eversione debba avere sempre impatti politici e sociali. Poi, forse, non attribuiamo alle parole politica e società lo stesso senso. Per esempio tu parli di “cose che modificano la realtà”, secondo me intendi “cose che modificano la società” (e realtà e società, ne sono certo, non coincidono).

    La società cambia e si modifica. Non tutte le modificazioni sono eversione. Il successo del cinema durante gli anni del miracolo ha prodotto una modifica sostanziale sulla pettinature delle signore italiane. Il cinema era eversivo per questo?

    Oppure, facendo un esempio con impatti molto più vasti: la capacità tecnica di produrre lastre di vetro in grado di coprire grandi superficii ha reso possibili le vetrine. Le vetrine hanno trasformato il commercio al dettaglio, il tempo libero, il modo di stare in piazza. E’ eversione questa?
    Mira a rovesciare o a distruggere qualcosa?

    Non è che l’eversione mi deve piacere per forza. Non sono così ingenuo.
    Bruno Vespa usa l’aggettivo “eversivo” in un senso che capisco (anche quando non condivido). Non capisco invece se mi si dice che qualcosa che produce modifiche è eversiva.

  33. comunque volevo fare un paio di considerazioni alla rinfusa: non sono tanto d’accordo sull’uso del termine “eversivo”. Eversione. Volgere sottosopra, rovesciare, abbattere. (Come dice RRobe). Ciò comporta inevitabilmente un atto violento, atto ad IMPORRE una diversa visione ed organizzazione della realtà; il porno è un prodotto, quindi di solito la fruizione è una scelta consapevole, e se non lo è, nulla in genere impedisce di chiudere la rivista o uscire dalla sala per evitare visioni indesiderate. Inoltre (cito sempre dal blog di RRobe): “la semplice esistenza e diffusione di quei filmati amatoriali sul web non è altro che una emulazione reale di un un’opera che, a sua volta, è reatà (per quanto viziata dalle necessità filmiche). Un capovolgimento, una eversione tangibile e concreta. E un divertente cortocircuito, non c’è che dire.” A me sembra lo stesso meccanismo per cui nella pubblicità del Kinder Delice il ragazzino mangia DAVVERO il Kinder Delice; quando il fine è il condizionamento del pubblico, tende a far scaturire quel cortocircuito, ma il meccanismo non è divertente, è, direi, reazionario.
    Ho poi notato che nel corso del dibattito si è usata poco la parola erotismo, come si desse per scontato che non esiste più (e non solo come “prodotto”, voglio dire); ricordo accesi dibattiti (in tempi lontani) sulla differenza tra erotismo e pornografia ed i distinguo atti a creare la linea di demarcazione fra i generi. Ho veramente la sensazione che la pornografia abbia vinto, e che l’osceno venga percepito sempre meno.

  34. a me però Storie anali 4 di rocco siffredi mi piace molto, l’ho riguardo almeno una volta alla settimana. certo, non centra molto col vostro discorso perché lui più che un pornostar in un certo qual senso è un artista

  35. Cerebro: Ti amo.

    Jeremy: sono d’accordo su quasi tutto. Non parlo di erotismo perché, secondo me, quella che oggi chiamiamo pornografia ha cancellato il proprio sistema di riferimenti nei confronti di amore e morte.
    La definizione che tendo a dare dell’aggettivo eversivo è identica a quella che dài tu, ma ha un oggetto di riferimento: eversivo è chi vuole rovesciare “l’ordine costituito”. Questa definizione – condivisa da gran parte dei dizionari che ho appena guardato in rete – dà a quell’aggettivo una connotazione necessariamente politica e sociale (a meno che non si voglia credere che l’ordine si costituisca al di fuori delle strutture sociali – ma questo è creazionismo e, personalmente, non muovo interesse alcuno verso quella roba).
    Forse la chiave del tutto sta proprio in un fatto che mi pare tu sottolinei: quella che oggi chiamiamo pornografia sta perdendo i suoi quarti di oscenità.

  36. PS: fascista ha tentato di fartici passare Alfatti Appetiti. E tu sei stato tranquillamente al gioco senza porti problemi.
    Come sempre.

  37. mi affascina cosa ne pensano le donne. mi risulta che la stragrande maggioranza non è interessata, non vuole, non gliene frega nulla di entrare nel merito.
    però…
    pur essendo più d’accordo con spari, nel discorso di rrobe c’è un punto da sottolineare: la normalità, la consuetidine della fruizione di video porno influisce veramente sul modo di fare sesso dei più giovani, con una partecipazione decisamente diversa da parte delle donne.
    caduto il mistero, caduto il tabù, soddisfatta ogni curiosità possibile, si passa alla pratica naturale. è così, si fa così etc. Tra l’altro è facile che oggi siano addirittura i genitori a comprare i preservativi per i figli. e magari gli stessi dvd passano di padre in figlio e poi magari alla sorella e alle sue amiche.
    non vedo eversione in questo, ma una modifica per nulla traumatica dei nostri usi e costumi in materia.
    mi sembra che la società non ne stia risentendo… e tutto il resto procede come prima. addirittura i comportamenti di silvio, lo scambio sesso-poltrone, (che non l’ha inventato lui ma che l’ha reso sfacciato) vengono tollerati da fin troppe persone, per i miei gusti, anche se non sono la maggioranza.
    la maggioranza non si interessa più di tanto…

  38. Grazie del benvenuto, spari. Scusami se riparto sempre da un tuo intervento, anzi da due, ma altrimenti fatico a seguire tutte le fila del discorso (limite mio).

    Tu dici:

    “Credo che l’eversione debba avere sempre impatti politici e sociali. Poi, forse, non attribuiamo alle parole politica e società lo stesso senso. Per esempio tu parli di “cose che modificano la realtà”, secondo me intendi “cose che modificano la società” (e realtà e società, ne sono certo, non coincidono).”

    Non coincidono d’accordo. Se oggetto di questa discussione è la pornografia intesa come un linguaggio che usa i propri segni per rappresentare la realtà, o una parte di essa, è chiaro che la sua presunta carica eversiva si riversi sulla ‘comunità di parlanti’, come dicevo prima, e quindi sulla realtà intesa come contesto sociale.
    E a questo proposito riprendo un altro punto di un tuo intervento, per chiarire meglio una cosa:

    “eversivo è chi vuole rovesciare “l’ordine costituito”. Questa definizione – condivisa da gran parte dei dizionari che ho appena guardato in rete – dà a quell’aggettivo una connotazione necessariamente politica e sociale (a meno che non si voglia credere che l’ordine si costituisca al di fuori delle strutture sociali – ma questo è creazionismo e, personalmente, non muovo interesse alcuno verso quella roba).”

    Quella che dai è una definizione connotata di valori politici perché pone l’accento sulla volontà del soggetto più che sull’azione.
    L’eversivo è tale perché vuole esserlo.
    Ma in un’accezione più ampia eversivo è semplicemente colui che opera tale sovvertimento. Un soggetto può essere incosapevolmente eversivo?
    La pornografia è eversiva perché vuole esserlo o perché di fatto sovverte degli stili di vita? Io non ho statistiche alla mano, ma sono sicuro che la tua amica non sia poi così sola, giusto per tornare a uno dei punti.

  39. @MicGin

    Lo sai cosa dice Alan Moore a proposito di “Lost Girls”? Che la sua idea parte dall’assunto che il sesso, in quanto parte fondante dell’essenza umana, non ha mai ricevuto NESSUNA attenzione narrativa.
    La guerra e la distruzione sì, il sesso no.
    Moore è un appassionato di “erotica” e soprattutto di “erotica vittoriana” e sostiene che il sesso esplicito (pornografico) di oggi è immondizia priva di qualsiasi spessore e significato. E’ macchina, merce.

    “Lost Girls” intende quindi dare spessore a un argomento trattato da sempre in maniera sciatta e volgare.

    Ma Moore dice di più: quando gli viene fatto notare che in “Lost Girls” ci sono scene di sesso tra minorenni, incesti, nuclei familiari i cui componenti si scopano tra di loro e che questo potrebbe generare un messaggio distorto e diseducativo, addirittura illegale, lo sceneggiatore afferma che l’opera, in quanto fiction, non può avere alcun effetto negativo sulla realtà.
    E’ un’invenzione narrativa, quindi non esiste problema.

    Moore a mio giudizio HA RAGIONE DA VENDERE ed è un GRANDISSIMO.

    Ora: Roberto, qualche mese fa, affermava che “Romanzo Criminale – la serie”, a ben guardare, per scelte narrative e di “messa in scena”, poteva generare effetti negativi su qualcuno.
    Un’affermazione dubbiosa, non perentoria come quella di Alemanno, ma che poneva il problema.
    Roberto poneva l’esempio della canzone di “Total eclipse of the heart” utilizzata per sottolineare la disperazione del Bufalo davanti alla bara del Libanese e quindi “compassionevole” nei confronti dei personaggi (ma, faccio notare, si tratta di una canzonetta pop e kitsch, non di Mozart): una compassione che poteva diventare “fuorviante” per un certo pubblico.

    Ecco: Moore è avanti ANNI LUCE rispetto a Roberto.
    Laddove Roberto si pone il problema dell’influenza della fiction sui comportamenti, Moore lo rinnega in maniera perentoria. E giustamente, aggiungo io.
    Di più: Roberto parla di senso “eversivo” della pornografia in una società dove la fruizione della pornografia a tutti i livelli non è mai stata così alta.
    I miei studenti in classe hanno fior di cellulari pieni zeppi di scene hard scaricate.
    E quando mi provocano, si stupiscono che io conosca termini come MILF, Pregnant, ecc.. Li si manda dal preside? No, si sta al gioco, gli si pone il problema di ciò che guardano, gli si spiega l’importanza del “femminile”.
    Oggi il professore – che, sulla carta, rappresenterebbe l’ordine costituito – si ritrova a direzionare informazioni di tutti i tipi. Altro che “eversione”!
    Non parliamo poi della politica.

    Conclusione: per Roberto “Romanzo Criminale – la serie” può generare problemi di “metabolizzazione”.
    Invece una tipa che si fa stantuffare nella vagina con un meccanismo cervellotico (spettacolo circense offerto dalla sua pornostar preferita del 2010) è “eversivo”

    Ma di che cazzo stiamo parlando?

  40. Will: Eversione inconsapevole? Sono tentato di dire che non può esistere. Esistono – lo so – comportamenti devianti (rispetto alle regole) completamente involontari. Magari dettati da patologie, ignoranza, o distrazione. Ma, se non c’è la volontà di rovesciare una forma di ordine o di potere, non credo si possa parlare di eversione.
    Ci penso.
    (se le femmine che guardano porno con continuità siano tante o poche non lo so. C’è qualcuno, là fuori, che ha accesso a qualche analisi recente su queste cose?)

    Alessandro: Ho l’impressione che il commercio del sesso in epoca vittoriana fosse meno eversivo di quanto possa sembrarci. Era però sicuramente oscena. Mentre la nobiltà costruiva le proprie strutture di controllo sociale tramite la negazione di letto e cesso (la storia della stitichezza indotta e dell’evoluzione dei clisteri in quel periodo è bellissima), Londra ospitava un numero incredibile di sex workers e un quantitativo spropositato di bordelli specializzati in ogni pratica sessuale (c’erano anche luoghi che offrivano il sesso con le bambine: era illegale fino ai 12 anni e le mestruazione cominciavano intorno ai 14 anni … questo dato viene di solito messo in evidenza quando si parla della pedofilia di carroll).
    Di lost girls, mi piace molto l’idea autoriale. Una coppia che costruisce un’opera sul sesso che indaga le pulsioni vittoriane e può così approfondire la conoscenza reciproca di desideri anche indicibili.
    Trovo insopportabile la lettura psicanalitica che Moore ha infilato in tutti gli interstizi del racconto.

  41. @Paolo.
    Sì, ma perlomeno Moore e Gebbie hanno tentato di effettuare un lavoro che ha davvero una logica “eversiva”: la pornografia, l’arte, la psicanalisi, ecc. in contrapposizione alla morte e alla violenza.
    Si vede la voglia di sperimentare, di toccare un “oltre”.

    Moore inoltre afferma che proprio il clima ipocrita della società vittoriana (repressa e incapace di riflettere in maniera aperta sulle proprie pulsioni) ha portato a un’arte erotica ai limiti del sublime impossibile da eguagliare nella contemporaneità.
    Il tutto discutibilissimo, ovviamente, ma comunque parte di una riflessione avanzata sul “medium pornografico”.

    Oggi invece l’aperta fruizione pornografica è parte integrante degli interscambi sociali. E lo è in negativo, perché propone modelli di prevaricazione non consapevoli. Le dinamiche del sesso consapevole, della perversione giocosa, della sottomissione cosciente non sono per nulla chiare.
    In “Lost Girls” tutto questa giocosità del sesso anche nelle sue forme più estreme è presente.
    La pornografia che “ci gira intorno”, invece, è mortifera, meccanica, priva di sbocchi, capace spesso di angosciare il fruitore e non di liberarlo dai vincoli familiari/sociali/politici/economici che lo attanagliano.
    E io questo lo vedo quotidianamente, con ragazzi che ti sanno citare a memoria dozzine di siti porno ma incapaci, poi, di vivere relazioni di coppia “alla pari”, distanti da quelle del passato.

    Se tutto quello che è stata capace di darci la pornografia è un’accettazione più ampia di un’eiaculazione in faccia nel corso di un rapporto di coppia (o in un qualsiasi altro rapporto: a tre, di gruppo, ecc.) allora stiamo freschi.

    Ha fatto molto di più l’automobile di massa – negli anni Cinquanta – coi sedili posteriori o ribaltabili che l’intera epopea del cinema pornografico.

  42. Alessandro: sono assolutamente d’accordo. Solo due cose:
    1. la mia prima auto era un dyane 6 citroen e i sedili non si ribaltavano. Forse il mio problema con le secrezioni nasce da là
    2. hai scritto “eiaculazione”: aspettati che qualcuno (che magari mostra vanto di guardare tonnellate di porno) ti inviti a scopare (io ho fatto finta di niente perché non è il mio tipo).

  43. Sono un uomo sposato.

    SONO COSTRETTO scopare anche solo per dovere coniugale.

    :-DDD

    PS: “Scopa di più” è proprio un invito infimo. Credo che si rifiutino di dirlo anche gli osti delle antiche trattorie romane sopravvissute alla globalizzazione. L’ultimo caso di cui io abbia notizia è datato 1997, da “Rubbagalline” sulla Portuense (riportato da mio fratello):
    – amico di mio fratello: “Mi scusi, me la può far cuocere un po’ di più la carne?”
    – cameriere (dopo una faccia schifata): “Ao’, ma quanno scopi?”

  44. PS per Manuele: riguardo al tema della rivoluzione sessuale giovanile (e non solo) agevolata dalla diffusione delle automobili private, James Ballard ha scritto diversi, illuminanti articoli.

  45. siì, sì, così, sì, ah, ah hhhhh hhhhhh
    vengo
    vengo
    aaaaahhhhhhhhhhhhhhh
    ahhhhhhhhhhhhhh
    aaasdkhsieqàneikpenùpòiwR9wkafvnvfkfv-ldflkk
    argiug<sdòj<bsdv-ug< wtoàiEW°çFB=éIFXYR7
    Iì308'2QO
    AàEZRDHBº† °

  46. se veramente mi amassi mi avresti messo photoshop nel mio computer senza tante palle e mi avresti registrato il cd di lynyrd skynyrd per non parlare del fatto che ogni volta che ti sborro in faccia corri in bagno a lavarti gli schizzi sulla barba e non è precisamente un comportamento da innamorato.

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