Sassolini

Gandini

C’è un libro di Sempé che ho appena trovato su una bancarella in edizione italiana. Si chiama Matteo Sassolino ed è stato pubblicato dalla Milano Libri di Giovanni Gandini nel 1972. Gandini ha pubblicato un sacco di libri illustrati fondamentali e per molto tempo ho sospettato fosse il maggior responsabile dell’immaturità del picture book in Italia. Il mio ragionamento (un po’ balengo) era il seguente.

Milano Libri importava libri bellissimi e fondamentali per farne commercio con la borghesia meneghina nella libreria omonima. Gandini faceva libri importantissimi a sua volta e alcuni clienti della libreria, venuti in contatto con dei libri tanto belli, si trasformavano in editori. Un esempio su tutti è Rosellina Archinto che, con la sua Emme Edizioni, ha pubblicato, tanto per spenderci subito i nomi pesanti, Maurice Sendak, Leo Lionni e Iela Mari.
Questi libri venivano venduti a lettori adulti. Mica ai bambini cui dovevano essere logicamente destinati. Tanto è vero che linus, durante i suoi primi anni di vita, ospitava cose magistrali di autori imprevisti (Chas Addams, Edward Gorey, Sempé, Arno, …). Il lettore colto di Linus (che era uno spendaccione, visto che voleva permettersi quella costosissima rivista) andava in libreria – magari proprio alla Milano Libri perché era spesso milanese – e comprava Matteo Sassolino di Sempé, l’Alice illustrata da Steadman, Nel paese dei mostri selvaggi di Sendak, la Fata speciale di Topor, e i libri di Copi, Schulz, Kelly, Al Capp, …
Il libro con le immagini, così come il fumetto, era un prodotto per adulti. Che i bambini continuassero a grufolare nella bruttezza dei prodotti dal segno semplificato e dalle parole svuotate di musica! Già. Perché i libri ai bambini glieli compravano le zie che, come è noto, sono roride di pessimo gusto. Non appena identificano il più vacuo dei segni e la più sgargiante cromomachia, si gettano sopra quell’obbrobrio, rapaci, per infilarlo sotto lo sguardo inerte dei nipotini.
Alimenta un bambino a pattume per anni e, da adulto, avrà il palato assuefatto a quel sapore.

Per guarire da questa deriva di pensiero (che oggi mi suscita un po’ di imbarazzo), mi è bastato pensare al fatto che i libri ai bambini li hanno sempre comprati le zie.
Ovunque.
Come si spiega allora la presenza di posti nel mondo dove i libri di Crockett Johnson, Maurice Sendak, Shel Silverstein, Sempé, William Steig, Bruno Munari, Leo Lionni, … sono stati dei clamorosi successi editoriali?
Come?

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8 pensieri su “Sassolini

  1. sono talmente daccordo con l’idea (balenga no: facciamo solo tranchant) che i picturebook siano stati “piegati” agli adulti, che offro uno spunto in più. Uno spunto balengo, sia chiaro.

    Pensa a Poema a fumetti di Buzzati. Che esce nel ’69. E che è più un picturebook che un fumetto. Direi che nella sua identità (milanese, formale, borghese, adulto) nasce proprio sull’onda di quel fenomeno: un libro di immagini per adulti. Persino una sorta di interpretazione “radicale” di quella tendenza: complesso e cripitico.

    Insomma: Buzzati sta all’opposto dei Sempé Gorey eccetera, e dimostra come la strana parabola del picturebook in Italia si possa spiegare (anche) con la vicenda linusiana e gandiniana

  2. > Come si spiega allora la presenza di posti nel mondo dove i libri di Crockett Johnson, Maurice Sendak, Shel Silverstein, Sempé, William Steig, Bruno Munari, Leo Lionni, …

    ipotesi A: la regola delle zie non è universale.

    ipotesi B: non in ogni nazione le zie hanno cattivo gusto.

    ipotesi C: la nozione di cattivo gusto varia da nazione a nazione, e in quei posti sono considerati poca cosa Sendak, Silverstein, Sempé… e ci invidiano molto.

  3. Aggiungo la variante “nonno”: lo stesso che nel ’76 metteva in mano a un bambino di 9 anni il Lucky Luke contro Jesse James e il cartonatone Mondadori del Sgt.Kirk, “perchè era pieno di indiani e cauboi”. Fulminato. Stecchito. Indiani vittime? e non erano neanche Navajos?
    E la nonna che mi trascinava a messa la domenica per avere la dose minima del Giornalino (ed erano gli anni dello Shakespeare di De Luca e del Comm. Spada)?
    Madonna, ma dove sarei adesso? Cosa sarei adesso?

  4. illuminanti questi post su sempè, su masse; arguti e profondi, complimenti; per completezza ricordo altri due cose di sempè, una sempre della milano libri: “Complicato ma non semplice”(1969) e “i disegni di Sempè” per Garzanti(1974)

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