Ma quale truffa?

 

stack-america

Accennavo alla truffa dello XML. Intendiamoci. XML è una figata. Si tratta di un linguaggio per l’esportazione di informazioni che possono essere importate in nuove strutture di dati. Nello specifico, si pesca un dato esportato in un formato strutturato e riconoscibile e lo si inocula in una gabbia diversa che è pronta a ospitarlo. Il primo esempio che mi viene in mente è il lettore di Feed RSS che hai sul desktop del tuo PC, smartphone o quello che usi. Gli hai dato in pasto un indirizzo e adesso quel programma spacchetta le informazioni e le rende omogenee al formato di lettura che usi. Navighi meno per recuperare tutte le informazioni; ti sei costruito il giornale che volevi; ricevi milioni di notizie di cui leggi solo i titoli e scarti con voracità bulimica; ecc ecc…

Quando era hype parlare di web 2.0 (ormai una vita fa), Michael Wesch, un professore di antropologia culturale, ha preparato un video molto efficace che raccontava il funzionamento di XML.

Lo so, lo hai già visto un milione di volte. Ma riguardalo, perché c’è un punto in cui il video vibra una menzogna sottile. Una di quelle cui credi perché, proprio come in Rashomon, te l’ha detta una donna disperata che è appena stata violentata da un bandito e abbandonata dall’uomo che amava. Una mezogna che serve un’idea sbagliata per garantirsi sopravvivenza e riconoscimento sociale.

E’ tutto in quella singola parola: Contenuto. Il video la usa in un po’ di occasioni. Lascia che le riporti:

  • In other words form and content became inseparable in HTML.
  • Digital Text can do better. Form and content can be separated. XML was designed to do just that.
  • <title> does not define the form. It defines the content. Same with <link> and <description> and virtually all other elements in this document. They describe the content, not the form.
  • So the data can be exported, free of formatting constraints.
  • With form separated from content, users did not need to know complicated code to upload content to the web.

L’idea che XML separi il contenuto dalla forma, ecco, quell’idea è una truffa. Una sonante fregatura cui tutti stiamo credendo con una fede cieca che sfiora l’estasi mistica. E non è una pippa. Su quell’idea stiamo immolando il concetto di racconto.

Nel XII secolo, prima che Gutenberg inventasse la stampa a caratteri mobili, nacquero nuove forme di impaginazione del testo. La parole venivano disposte sulla carta in una forma nuova destinata a dare segnali diversi al lettore. Questa rivoluzione non aveva impatti solo sulla distribuzione dell’inchiostro sulla superficie di letture, essa modificava lo sguardo e inventava il lettore. Le parole scritte dovevano dare all’occhio tutte le informazioni necessarie affinché chi leggeva potesse intenderle e tradurle in senso. Un passaggio complicato: quelle parole arrivavano alla mente attraverso la vista invece che attraverso l’udito, come era successo fino ad allora.

Eppure il contenuto (per dirla con parole care ai teorici del web 2.0) avrebbe dovuto essere lo stesso: cambiava solo l’interfaccia di fruizione delle parole.

stack-america

Annunci

10 pensieri su “Ma quale truffa?

  1. Una sonante fregatura cui tutti stiamo credendo con una fede cieca che sfiora l’estasi mistica.

    Mi chiedevo appunto la ragione di tutti quei capannelli nelle strade!

    La parole venivano disposte sulla carta in una forma nuova destinata a dare segnali diversi al lettore. (…) Le parole scritte dovevano dare all’occhio tutte le informazioni necessarie (…).

    Non è la prima volta che leggendoti mi aspetto di vederti citare da un momento all’altro Derrida, ma non è ancora mai successo, o mi è sfuggito.

    Michael Wesch, un professore di antropologia culturale

    La crisi dell’università, dunque, non è problema solo italiano.

    Ciao

  2. “L’idea che XML separi il contenuto dalla forma, ecco, quell’idea è una truffa. Una sonante fregatura cui tutti stiamo credendo con una fede cieca che sfiora l’estasi mistica. E non è una pippa. Su quell’idea stiamo immolando il concetto di racconto.”

    Qual è la parte nel testo che mi spiega questa affermazione?
    La separazione forma/contenuto nel web è stata davvero una rivoluzione in un certo senso, ma parlo da un punto di vista della programmazione. Prima mettere mano ad un sito esistente in html significava materialmente mettere mano a forma e contenuto indistintamente. Ora possiamo lavorare solo sulla forma, l’interfaccia, lasciando intatti i contenuti. Credo sarebbe più corretto attribuire allo sviluppo dei css la separazione in sè, ma comunque… non ho capito dove sta la “prova” del discorso, ecco, ma forse mi son perso io!

    baci!
    c.

  3. Claudio: mi stia chiedendo di dimostrare un teorema? Non ho prove e del resto neanche tu. Infatti dici che da programmatore prendi contenuti (xml) e li vesti con forme diverse (css).
    Io dico che la distinzione tra forma e contenuti non ha alcun senso. Dico che un contenuto in forma diversa è (in modo più o meno accentuato) un altro contenuto.
    Dico che gli scritti corsari di PPP li puoi leggere sfogliando le annate del corsera, cercandoli in rete, in una delle due edizioni garzanti attualmente in libreria, o magari anche in versione ebook. La modifica della forma di quella raccolta di scritti modifica radicalmente la tua esperienza di lettura. Il contenuto NON è lo stesso. Ci sono modifiche che cambiano (a volte poco, altre tantissimo) il senso di quello che leggi.

  4. No no, non avevo inteso gli impliciti del discorso, pardon 😉
    Discorso sul quale sono pure d’accordo in via teorica, però tu estrapoli termini di programmazione e gli applichi a tutt’altro… La distinzione forma/contenuto ovvero css/xml mi permette di modificare un’interfaccia senza porre modifiche ai contenuti. E’ una “cosa” nuova il risultato? Direi di sì. Lo chiamiamo “contenuto” nuovo? Ok, io spesso lo chiamo “sito” nuovo. Però quello che ho fatto è stato cambiare un’interfaccia e mantenuto i contenuti, that’s it.
    Se prendi un mio fumetto e lo fai disegnare da Castellini, la trama probabilmente rimane la stessa ma il fumetto è un altro, irrimediabilmente. Che famo, diciamo che l’xml mi dà la possibilità di lasciare intatta la “trama”, e con i css posso modificare la forma di quella trama fino a farne un contenuto totalmente nuovo?

    Si filosofeggia dall’ufficio…
    baci!
    c.

  5. Claudio: guarda che quando la tecnica ha consentito di stendere lastre di vetro di dimensioni significative, sono nate le vetrine. Quell’innovazione tecnica ha modificato le città e il modo in cui ci si vive.
    E’ cambiato il modo di vendere e quello di comprare, sono cambiate le merci, sono cambiati i modelli di produzioni e il sistema dei bisogni.
    Stai riducendo la questione ai tag che il programmatore usa, ed è una cosa lecita. Non è quello che fanno Wesch, quasi tutti quelli che presentano progetti di interfaccia ai ted, i personaggi di ideo e la maggior parte dei lettori di wired.
    Hai mai parlato con i professionisti dell’interaction design? Fallo. E’ un’esperienza interessante.

  6. Spari, dal momento che ti dico che quando modifico un’interfaccia di un sito significa che sto “rifacendo” il sito – o che sto facendo un “nuovo” sito, non vedo dove è che non andiamo d’accordo 😉
    Non solo ho parlato con professionisti dell’interaction design, ma fa parte integrante del mio lavoro 😀
    La mia perplessità nasceva solo dal fatto che non avevo capito dal tuo post iniziale dove volevi andare a parare, tutto qua.

    Baci!
    c.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...