Meraviglia

Daniel Clowes è un autore di fumetti che riesce a essere indifferente ai formati dominanti. Ha delle storie da raccontare e le racconta. Mescolando parole e immagini nel modo più efficace. Se ne frega del graphic novel e di tutte le altri classi merceologiche. Finché ha dovuto, ha proposto le sue storie nel formato comic book, poi ha fatto il suo mestiere in formato libro (Like a Velvet Glove Cast in Iron, Ghost World e David Boring), quindi ha incominciato a fare cinema collaborando con il regista Zwygoff. Da qualche anno monta storie in formati che, pur non essendo rifiutati dal mercato, riescono a sfruttare al meglio i materiali, la composizione e le scelte cartotecniche. Se vuoi continuare a chiamarli graphic novel, fai pure. A me sembrano libri a fumetti. Ha fatto Ice Heaven che è una meravigliosa storia di piccole disillusioni umane, vestita da analisi del racconto e proposta in un taglio orizzontale esemplare. Ha fatto Death Ray, una storia di supereroi e non solo, che ho visto solo in formato comic book. Ha fatto anche Wilson, ma fa niente.

Adesso è uscito Mister Wonderful. Lo pubblica la solita Pantheon. Proprio lei, l’etichetta dei graphic novel sotto il cappello della terribilmente malvagia e omogeneizzante Randomhouse che, secondo alcuni, uccide l’editoria, dandoci le mirabilie di Spiegelman, Burns, Ware, eccetera…

Questo librino, ottenuto rimontando pagine già apparse sul New York Times (e se non ricordo male, linkate da qualche parte anche nel passato di questo blog), racconta una storia d’amore che avvicina le carni cadenti di due persone di mezza età. Invecchiate male, piene di dubbi, roride di dolori mal sedati, afflitte da sofferenze della carne, in cedimento progressivo sotto l’incalzare del tempo, infinitamente incasinate. Bellissime, insomma. Di quella bellezza che un immaginario predigerito vorrebbe negarci in favore del turgore delle carni fresce esposte sul banco del macello.

Una storia da amare, leggere e rileggere. Anche perché Clowes sa usare proprio bene il fumetto e, strafottendosene – giustamente – di tutte le regole di buona composizione, monta strisce bellissime in cui gli elementi verbali si sovrappongono come accade ai monologhi (a volte interiori) di due persone che seguono le regole dell’attrazione e simulano un dialogo.

Per cuori teneri che amano le storie a lieto fine ma odiano il bacio in dissolvenza al nero, mentre sullo schermo appare “The end”, scritto in caratteri tondeggianti e leziosi.

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2 pensieri su “Meraviglia

  1. secondo me questo è il fumetto meno riuscito di clowes, almeno in questo formato.
    intendiamoci, i pregi non mancano, eppure la magia del rimontaggio questa volta non ha funzionato, così come non funzionano i close up delle doppie pagine.
    prova a rileggerlo nella versione del times e vedrai che rende molto di più.

    andrea.

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