Fatta di Musica

La stessa sostanza dei sogni

Fatta di Musica

Canottiera, pantaloncini e magrezza malata, messa in mostra con la stessa sicurezza con cui ostentava tatuaggi, piercing, pettinatura afro e voce modulata fatta di mossette e moine. A questo pensi quando senti il nome di Amy Winehouse. E’ morta e ti dici che non te ne frega niente. Ti dici anche che quei due dischi comprati in autogrill, quando quella promozione coincideva con la voglia di suoni nuovi in macchina, non li hai mai sentiti fino in alla fine. E mai li ascolterai dalla prima all’ultima traccia. E’ morta giovane, ma ha fallito nel più trito degli obiettivi decadenti della rockstar: non è riuscita a lasciare un bel cadavere.

E’ successo di recente, meno di un mese fa, e le ceneri del corpo cremato, mescolate a quelle dell’adorata nonna, non si sono ancora depositate. Mi sono stupito allora quando, sul banco dell’ultima feltrinelli visitata prima di valicare il confine nazionale per le meritate vacanze, ho trovato un libro a fumetti che ne racconta la vita, la morte e le opere. Lo fa in modo frammentario, indicando puntualmente gli alti e i bassi di una vita consumata in fretta, tra eccessi e sofferenza.

Gli instant book sono libri costruiti al volo da editori rapaci che innestano carta nelle viscere ancora calde di un cadavere fresco. Vengono scritti in un paio di notti insonni da professionisti della tastiera che non temono google, gli strafalcioni e le ripetizioni. Farli a fumetti è più difficile, perché il prodotto richiede tempi di disegno che, se compressi troppo, si traducono in pagine tirate via. E mica tutti possono permettersele.

Incuriosito e pieno di pregiudizi ho comprato il libro. Ho iniziato a leggerlo preparando la mia smorfia di sufficienza preferita: un sopracciglio alzato e il naso già un po’ arricciato. E, invece, mi sono dovuto subito ricredere.

La vita di questa donna viene riassunta magnificamente e la sensazione di attraversare metafore poetiche, in un’aria di onirismo spinto, avvolge il lettore, immergendolo in un bagno di suoni e di musica.

Ha ragione Luzzatto Fegiz, nella prefazione, a citare William Shakespeare: siamo fatti della stessa sostanza dei sogni. E anche Amy era fatta ella stessa sostanza: la musica. Una prefazione che contestualizza il clima di lettura e prepara alla struttura di un libro, che nonostante il tempo ristretto che si è potuto concedere alla sua realizzazione, mostra la traccia del preciso progetto editoriale della casa editrice. Un progetto che allinea comunicazione, giornalismo e arte. Sì, arte: non bisogna aver paura di usare le parole. Un’arte sottile, quasi come quella del fumetto, che si concreta nell’allinearsi di prefazioni precise, storie meravigliose, poetiche e coinvolgenti, e articoli di ricostruzione della freccia del tempo sempre precisi e mai banali.

Il fumetto, poi, è affidato a due autori che rappresentano perfettamente il concetto editoriale della piccola etichetta indipendente. La sceneggiatura funziona con la stessa precisione dei meccanismi di un orologio, riesce a essere leggibile e non tollera ambiguità alcuna, pur innervandosi di una poetica della parola che in alcuni casi richiama il realismo magico. Il disegno è anatomicamente ineccepibile e il largo uso di campiture racconta un gioco di vedo/non-vedo che lascia però intuire un’attenzione spasmodica alle prospettive e alle proporzioni.

E’ tutto quello che cerco in un fumetto.

E pure lui è fatto della stessa sostanza.

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86 pensieri su “La stessa sostanza dei sogni

  1. In cerca di letture per l’estate, l’ho visto in Feltrinelli e, devo dire la verità, ho esitato e poi snobbato…ma se me lo consigli con parole shakespeariane, domani lo compro e poi ti dico, o mio paladino buongustaio, che anche il mio palato è fatto della sostanza di cui sono fatti i sogni.

  2. inutile dire che un libro così rischia di nascere snobbato, ma se interdonato gli dà fiducia, faccio un salto in libreria. complimenti ai beccogiallo per il tempismo: amy winehouse a ferragosto è un colpo da maestri. faccio un salto in libreria e poi vi dico. per fortuna qui al mare è tutto aperto anche a ferragosto.

  3. Ennesima operazione pappa-cadavere di Beccogiallo.
    Questa casa editrice ha proprio deciso di fare degli obitori la propria sede principale.
    Proprio ieri in Feltrinelli e sfogliavo quella cacata pazzesca di Falcone (la Winehouse non c’era) con mia moglie che mi diceva di metterlo giù (consapevole che poi l’avrei tormentata per tutto il giorno con le mie lamentele).
    Non che mi destabilizzi tanto il fatto che parlino solo e soltanto di morti (o di appena morti), figuriamoci… non sono gli unici avvoltoi nel mondo dell’editoria. Mi fa cacare invece il fatto che per loro, per i loro autori, i personaggi di cui parlano sono SOLTANTO dei morti.
    Falcone sembra davvero un cadavere imbalsamato sia in quel che dice sia nel modo in cui è disegnato.
    Non vedo l’ora di sfogliare quest’altra bella robetta.
    Paolo, stavolta hai cannato. Mi fido ciecamente del mio pregiudizio.

  4. …ma dai, Roberto, mi sembri un po’ esagerato. Evidentemente non ti sei imbattuto in questo:
    http://www.wakeupnews.eu/amy-winehouse-fino-alla-morte-in-arrivo-in-italia-la-prima-biografia/
    (con tanto di introduzione del noto Tonino Carotone! eh eh eh :-)))) Incredibile!).
    Questo sì che ha l’aria di un’assemblaggio bruto da avvoltoi biechi dell’editoria.
    Ma quello consigliato dal Paolino ha l’aria di avere velleità autoriali d’altra sorta…
    Capisco il tuo preconcetto (che effettivamente pure io ho avuto sulle prime) ma se lo consiglia il Paolino, diamogli fiducia, no? Comunque domani lo comprerò, così potrò dire la mia con cognizione di causa…

  5. Gli ho potuto dare solo un’occhiata e ti devo dire che sono d’accordo con te. Storai ha dato la sua prova della vita nonostate (o forse proprio per via de) i tempi strettissimi.

  6. Spari non sembri tu in questo post…ti senti bene? (non ho letto il libro, eh, non ne so nulla).

  7. Parlo da ignorante dei processi produttivi e senza aver visto il libro (tuttavia apprezzando la cantante e fidandomi di D’Inchiostro): è possibile scrivere, disegnare, stampare e distribuire un fumetto nel breve giro di tre settimane? Cioè, si tratta di instant book o solo di coincidenza?

    Ipofrigio

  8. @robertolaforgia: fratello mio, datti una calmata! lo sai che soffro (senza curarli) di pregiudizi quanto e più di te, ma mi pare che lo stesso paolo si sia avvicinato al libro con le tue stesse riserve mentali. intanto io l’ho recuperato in libreria (benedette siano le località balneari: tutto aperto anche a ferragosto! librerie comprese). in effetti non sembra sto capolavoro, ma aspetto di finirlo prima di pronunciarmi così categoricamente.
    sui disegni di storai non mi pronuncio: non è nelle mie corde, ma magari ha trovato un modo per essere funzionale alla storia. e forse, come dice vanzella, i tempi ristretti lo hanno obbligato a una maggiore sintesi.
    mi sbaglio?

  9. Leggo fumetti da quando sono nato. Non ho 89 anni e chili e chili di letture alle mie spalle ma so cosa comprare e cosa no ancor prima di perdere intere giornate a sfogliare tutte le novità in libreria (come tutti qui). Poi ci sono le eccezioni, certo. Ma nel caso di un editore e due autori che già conosco penso di potermi fidare dell’idea che mi sono fatto di loro.
    Non penso che Beccogiallo, Storai e Laprovitera abbiano tutti e tre avuto una crisi artistica con conseguente rinascita nel giro di tre settimane.
    Magari ci stavano lavorando già da tempo. Può darsi. In tal caso sarebbe tutta un’altra faccenda e questo libro resterebbe comunque spazzatura.
    L’odore di porcheria è forte.
    Che volete farci?

  10. …ellallà, non prenderla così sul personale. E comunque, scusa se te lo dico, ma sei veramente poco carino a darci dei fancazzisti che sprecano il loro tempo a sfogliare novità da “banco di promozioni 3×2” in libreria, come dei boccaloni. Scusa, ma dovevo dirtelo, Roberto. Ma chi ti credi di essere, signor “leggo fumetti da quando sono nato”? Sii più umile e non vivere di pregiudizi. (scusate, ma queste cose mi fanno davvero incazzare)

  11. Silvia sono d’accordo con te. Roberto fai della facile polemica come al solito. E d’altra parte conoscendo i gusti di Paolo, io mi fido ciecamente. Non amavo Amy, ma magari questo libro m’invoglierà a scoprire meglio la sua musica. E cambierò idea.
    Chiara

  12. Caro Ipofrigio, non sono un appassionato di fumetti, altrimenti sfoglierei tutti i titoli sul banco promozioni 3×2 come fossi un boccalone.
    Faccio facile polemica su facili libri.

  13. è un fake, ah! ah! ah! quella sullo sfondo è la copertina del libro di Carlo Giuliani

  14. questa era la copertina provvisoria, chiaramente, l’ufficio stampa di beccogiallo avrà fatto un po’ di casino. Ho comprato il libro, è stupendo, commovente. Roberto La Forgia è un esaltato.

  15. Roberto, é inutile che tu faccia finta di niente, con quell’aria da pomposo saccentone: l’insinuazione mi sembra evidente. Comunque il fatto che tu creda di conoscere i contenuti di libri che non hai mai letto credo che si commenti da sé. L’intelligenza non ha nulla a che vedere con la passione, forse non te l’ha mai spiegato nessuno.
    Un saluto dalla boccalona

    Niccolò, parla con l’Interdonato. Personalmente declino ogni responsabilità. Ad ogni modo pare che il tuo libro sia molto bello; facci un pensiero: è già uno scoop editoriale!

  16. Si è capito che è uno scherzo, ma non si è capito lo scherzo. È in ispregio dell’editore? Dell’autore? Anche così, non si capisce proprio…

    Ipofrigio

  17. Ma, non so…bisognerebbe sentire l’Interdonato.
    Ad ogni modo potremmo sostenere che per far esistere un qualcosa non è necessaria la sua contingenza; esiste nel momento stesso in cui ne parlano in rete quattro coglioni…ops…scusate (inclusa la sottoscritta, ovviamente).
    Buon ferragosto a tutti 😀

  18. E’ sicuramente un falso, cioè esce un albo di Niccolò Storai e non ne fa alcuna pubblicità…. 😀

  19. Continuo a non capire di chi sia stata questa simpaticissima idea.
    Vorrei sapere chi è l’ artefice di cotanta stronzata che si è permesso di usare i nomi del sottoscritto di Andrea LaProvitera di Luzzato Fegiz e della casa editrice BeccoGiallo che qui vedo criticata aspramente.
    Vi sembra una cosa così simpatica?
    Cri, non so chi tu sia ma non trovo che sia sbagliato fare pubblicità ai propri libri.
    N.

  20. In effetti è ben triste sfruttare il nome di svariati professionisti per qualche clic in più sul proprio blog, oppure inventarsi di aver letto un libro inesistente per darsi un tono nei commenti e nelle repliche (sempre che tutte queste persone esistano, e non siano una proiezione delle personalità multiple del blogger in questione). La satira che Lei dice di fare è di ben difficile comprensione, caro sig. Sparidinchiostro, sembra più un annoiato tentativo ferragostano di far parlare di sè nel facile palcoscenico del web… un pò di photoshop e il gioco è fatto.
    E poi, via con l’esistenzial commento sulla tristezza dei numeri che, ammettiamolo, erano il fine ultimo della manovra -ahem- “satirica” sulla pelle della morta e alla faccia dei vivi.
    Naturalmente mi sbaglierò, non avrò capito la sottile ironia che si cela nel post in questione, ma il tutto puzza di squallido, anche da una certa distanza, e sono certo che sia l’amico Niccolò, sia Andrea Laprovitera, l’editore e, chissà, magari anche Luzzato Fegiz, non staranno esattamente sbellicandosi dalle risate…

  21. Probabilmente, al pari di altri, non ho la statura culturale per cogliere appieno la portata dello scherzo.
    Ma si sa che Interdonato si capisce da solo e gli piace giocare con le sensibilità altrui.
    Mi verrebbe da affibbiargli la qualifica di stronzo, ma mi limito a dire che è stato artefice di una grande e gretta stronzata.

  22. mi vuole spiegare l’editore di cosa si tratta? niccolò storai non ha mai realizzato questo, chiamiamolo come lo chiama il mercato, istant book – l’elefante, libreria del fumetto

  23. è uno scherzo, rischioso e di pessimo gusto, o una stupida truffa?

  24. Che Idea……… squallida! non capisco come si possa dar credito a chi scrive , diffama e metta a blog nomi di persone che scrivono sul serio e hanno PASSIONE per cio’ che fanno! io conosco Niccolo’ personalmente , e non capisco se si tratti di uno scherzo di pessimo gusto , che fa danno alla serieta’ altrui oppure di una critica moooooolto bassa allo scopo di farsi luce da solo ….mi viene in mente una metafora del comico che , sul palco, dice solo parolacce …divertente come una rettoscopia fatta a mano dall’ incredibile Hulk e senza anestesia! per favore cancellate questa CACATA EPOCALE! se proprio dovete far satira , fatela su voi stessi!

  25. Ps. Quoto Niccolo’ quando scrive di voler mettere la faccenda in mano a un avvocato! ODIO, ODIO , ODIO le persone che sparlano dei professionisti per la qualunque!

  26. Concordo con Nardo: francamente mi lascia allibito questo fake. I fake hanno senso, e possono anche essere simpatici, se fatti in senso goliardico-umoristico, ma questo mi sembra davvero squallidissimo… Tutta la mia solidarietà a Storai, Laprovitera e Luzzatto Fegis, dipinti come squali che si avventano sul cadavere di una ragazza morta a 27 anni….

  27. Comunque la cosa più spaventevole era la recensione in sé, faceva paura che uno potesse scrivere quelle parole, sembrava il classico testo di chi finge di esser un dotto e infarcisce le righe di frasi di illogiche per passare da persona fine. Però è molto simile a quel che si vede anche in altri luoghi e quelle son serie.
    Però, caro burlone, lo dovevi sapere che sarebbe durato poco, Niccolò tutte le sere digita Niccolò Storai su Google e fa la ricerca 😀

  28. che sia un falso si capisce dal disegno in copertina, troppo gradevole per essere opera di storai.

  29. Cri, non faccio egosurfin come dici tu, trovati una vita.
    Klaus, libero di pensare come ti pare!
    Entrambi, non avete capito una ceppa della questione, non ho nemmeno intenzione di perdere tempo a spiegarvela.
    N.

  30. Bastava una rapida googlata per capire che trattasi di bufala. Ben congegnata, ma sempre bufala.

    Quindi la mia proposta per risolvere la questione e’ che si faccia avanti il burlone, che gode ancora del vantaggio sleale dell’anonimato, e una volta scoperto il suo nome possiamo sbizzarrirci in una gara di fantasia, proponiamo delle copertine fake e Niccolo’ realizzera’ quella piu’ votata.

    Io propongo che come contrappasso si faccia a nome del burlone una copertina fake di un instant book a fumetti sulla strage di Oslo, con sceneggiatura di Bruno Vespa e prefazione di Aldo Busi.

    Se come sembra la mano di chi ha segnalato il libro fake in questo blog e’ diversa da quella che ne ha realizzato la finta copertina, credo che non ci siano problemi se chiediamo a Bruno Vespa di farsi da parte per dare il giusto credito al blogger situzionista e al copertinista taroccatore.

    Menzione d’onore per lo sforzo di quelli che su questo blog si sono prodotti in “racconti verita’” del tipo

    “l’ho visto in Feltrinelli” (Silvia)

    “Gli ho potuto dare solo un’occhiata” (Luca Vanz)

    “l’ho recuperato in libreria (benedette siano le località balneari: tutto aperto anche a ferragosto! librerie comprese)” (pasqualelaforgiaforgia)

    “questa era la copertina provvisoria, chiaramente, l’ufficio stampa di beccogiallo avrà fatto un po’ di casino. Ho comprato il libro, è stupendo, commovente”. (Andrea)

    “io l’ho trovato in libreria a crotone, è un libro nella media dei becchi gialli” (A Braccio di Ferro)

    A loro rivolgo il sorriso bonario che rivolgevo ogni 15 di agosto ai miei amici convinti che il modo migliore per passare in allegria la giornata fosse quello di rovinarla agli altri con la guerra dei gavettoni.

    A Niccolo’, che conosco come persona di spirito, suggerisco di lasciar perdere le contorte vie legali, di farsi una bella risata sopra questa bufala, e di sperare che la riprenda qualche quotidiano nazionale: li’ si che ci sarebbe da fare bei soldi con un bel querelone 🙂

  31. Ma scusate che male c’è nel fare una recensione scritta in modo decisamente pomposo e fondamentalmente piena di ignoranza come tante in rete di un libro che non esiste? Che offesa è? Uno può più o meno trovarlo divertente ma ritenerlo offensivo..
    Io rimango dell’idea che l’intelligenza e l’ironia sono due cose legate.
    Umhhh si può fare autoironia ma non autosatira. 🙂
    Niccolò si è parlato di te questo non è bellissimo?

  32. Cri, sei un altro anonino che si nasconde dietro un avatar, non so chi tu sia e nemmeno mi interessa cmq sia non si parla solo di me ma di uno sceneggiatore, una casa editrice che non c’ entrano niente con questo scherzo STRONZO.

  33. Questo è quello che tutti abbiamo sempre pensato, e ci siamo detti tra noi a proposito di BG. La novità è che qualcuno ci ha fatto uno scherzo, innocuo, dal contenuto plausibilissimo.
    Ora i nomi coinvolti possono battere i pugni per terra quanto gli pare, l’antisportività è una malattia diffusa, ma anche la censura di regime, di questi tempi. Soffocare quello che tutti pensano, serve a poco: lo continueremo a pensare, ma forse per i pesci piccoli le vie legali sarebbero un ulteriore spot.

  34. Carlo, scusa ma a te farebbe piacere essere coinvolto in una cosa del genere senza saperne nulla?
    Chi parla di censura?
    Qui si tratta di buon gusto e qui ne è mancato parecchio mi pare!

  35. Non ho letto della BG ma quello che ho letto mi è piaciuto, non ci vedo assolutamente dello sciacallaggio ma semplice cronaca romanzata e, per mia esperienza poi non so, sensibile e rispettosa di fatti e persone. Per contro questo scherzo è davvero divertente e si vede che ha toccato le corde giuste.
    A mio parere Storai non dovrebbe arrabbiarsi, non è uscito un volume disegnato da uno che ha usato il suo nome o altra roba strana è un’immagine ironica e il suo nome è li per caso, credo, tra i tanti autori s’è scelto lui. Non capisco che danno ne possa trarre, pensa forse che qualche sciocco non capisca che è un fake e pensi davvero di trovare quel libro in fumetteria? Storai ha e si merita lettori migliori, facciamoci 2 risate!

    Poi se all’interno del Fumettomondo italiano c’è chi pensa che BG siano solo dei grandi opportunisti e sciacalli, beh siamo tutti liberi di avere le nostre opinioni e di esprimerle via blog o altro.
    Peace!

  36. mi piace quando spari inchiostro sanguigno e adoro di disegni di La Forgia e vedo anche i suoi pensieri 😀
    Da bambina adoravo l’orridezza delle iene, gli sciacalli no 😉

  37. Capisco che si usino icone di un certo modi di scrivere articoli tipo Fegiz ( come si poteva usare anche il Mollica ), va bene che si usi Beccogiallo che nel bene o nel male ha creato un suo genere “beccogliallide”, ma i due autori citati Laprovitera e Storari sono così conosciuti e standardizzati o mi sfugge qualcosa?
    Che siano compagni di bevute del titolare di questo blog?
    Non è così?
    Io penso che sarebbe meglio citare autori amici o per lo meno avvisare preventivamente della burla i due prescelti in modo da far divertire pure loro.
    Tutto il resto va bene.
    Peace & love !

    Niccolò, non te la prendere, è il peso della fama!

  38. Dall’apparente satira emerge un giudizio riassumibile in: A- i becchi gialli sono degli sciacalli B- i suoi autori sono dei mercenari disposti a tutto per un po’ di visibilità. In sostanza è un attacco a Becco Giallo e ai suoi autori mascherato da scherzo. Qualcuno ha già parlato persino di situazionismo. La tendenza inaugurata da altri allo sputtanamento web fumettistico sta prendendo piede, vedo.

  39. Sembra un circolo di Forza Italia. Chi fa umorismo, anche se non si capisce bene a chi si rivolge, è sicuramente contro di noi e se ci fa una critica è un attacco. Nessuno ha saputo dire un motivo che infamerebbe qualcuno e già si parlava di avvocati, senza stare allo scherzo neanche per un attimo.Il senso critico e il gioco non sono presi in considerazione. Che brutta Italia.

  40. @Cri ha scritto “Nessuno ha saputo dire un motivo che infamerebbe qualcuno”, e allora proviamo ad elencarli:

    – Anche se l’articolo finto avesse avuto l’intenzione di criticare delle politiche editorilai discutibili, questo non legittima il coinvolgimento degli autori menzionati nella finta copertina, in quanto potenzialmente lesivo della loro reputazione.

    – Per la satira, lo scherzo o l’umorismo valgono regole simili a quele dela pubblicita’: queste forme espressive devono risultare chiaramente distinguibili dall’informazione, e in questo caso come aggravante non solo sono stati presentati contenuti falsi spacciandoli per veri, ma il lettore era tratto ulteriormente in inganno da commenti inseriti ad arte volti a confermare l’esistenza del libro e i suoi autori.

    – La copertina finta riguardava una biografia di una artista recentemente scomparsa confezionata nel giro di poche settimane, e quindi al di la’ del dano di immagine della casa editrice, che non e’ oggetto di queste valutazioni, sussiste una ipotesi di danno di immagine a danno di quegli autori che nella finzione di quell’immagine e di quel testo vengono associati a pratiche di “sciacallaggio” letterario, cioe’ di pubblicazioni orientate al profitto tramite la strumentalizzazione di eventi tragici dal forte impatto emotivo e dalla forte risonanza mediatica.

    – A conferma di questo fatto, nel testo inventato associato alla copertina inventata si associa il nome di quegli autori a “editori rapaci che innestano carta nelle viscere ancora calde di un cadavere fresco”.

    In breve: uno puo’ fare uno scherzo mettendo la foto di un tizio assieme a Toto’ Riina, ma deve dirlo chiaramente e non presentare quella foto come vera generando la sensazione che l’involontario protagonista del racconto finto sia associato ad attivita’ che possono essere considerate discutibili sul piano morale o legale. Anche Tognazzi e’ stato segnalato come capo delle BR, ma almeno lo avevano avvisato prima…

    Questo e’ quello che io, al posto di Niccolo’, farei scrivere ad un avvocato, ma solo se il fake si gonfiasse al punto di raggiungere testate di rilevanza nazionale, che hanno un pubblico ben diverso da quello di questo blog e intascano soldi pubblici rubati ai cittadini.

    Nel caso di questo sito, mi limiterei a richiedere che in cima all’articolo e sull’immagine di copertina si aggiunga un disclaimer in grassetto maiuscolo: “ATTENZIONE: QUESTO LIBRO NON E’ MAI STATO PUBBLICATO”.

  41. sono andata alla fiera di Stoca, ho comprato due copie ed una delle due l’ho fatta autografare da tutti e 3 gli autori. quella autografata la metto nel cellophane.
    si scherza, nevvero!

  42. Non capisco che cos’avete contro questa tua opera, che reputo una delle migliori nel catalogo beccogiallo dai tempi della Saponificatrice di Correggio

  43. @niccolò storai

    @Carlo, scusa ma a te farebbe piacere essere coinvolto in una cosa del genere senza saperne nulla?

    Sei criticato ferocemente per il fatto che disegni con lacune plateali dalle quali ne hai ricavato una sorta di “scelta apparente” (solo tu sai se è così, ma all’esterno viene letto così il tutto), come Mignola, ma forse senza le stesse brillanti soluzioni, quindi sei soggetto a critiche per la tua propulsività alla pubblicazione anche free, o per il desiderio di “esserci” a ogni costo, anche quando non te lo puoi permettere:

    molti disegnatori lavorano più sul management e le public relations piuttosto che sul merito tecnico, ma DA SEMPRE questo ambiente è così, è pieno di Madonne e Britney Spears, non vedo la novità, solo che, evidentemente, a qualcuno piace più pulizia e meritocrazia, ma bisogna anche dire che i primi immeritocratici sono gli editori, che spesso mandano al macello gente che ancora sta sui banchi della scuola di fumetto (e che invece vanno pure ad insegnare facendo stage: in fondo molti “teachers” nelel scuole sono questo) solo perchè non prendono lo stipendio che gli spetterebbe.

    Sul piacermi o meno di essere inserito in una cosa del genere, e per di più senza saperlo, mi assumerei le mie responsabilità: sono io congruentemente affiliabile a una operazione simile o no? Poi nel caso guarderei la cosa per quello che è, senza prendermi troppo sul serio. Nel tuo caso lo ripeto: sei dentro un pensiero comune che il tipo ha materializzato, senza ne genialità ne altro: semplicemente ci ha pensato come ci ha pensato quello che ha inventato il bracciolo per il divano, una ovvietà alla Fabio volo a cui lui ha dato corpo.
    Io, in quanto “ombra” del comicdom, non mi stupirei se mi usassero sulla falsa riedizione “buco di culo fighters” di una qualunque rivista satirica, fintando una resurrezione nel mondo dei comics perchè all’improvviso appaiono editori in grado di pagarti il sensato pur tentando di pubblicare qualcosa di decentemente solido.

    @Chi parla di censura?
    Qui si tratta di buon gusto e qui ne è mancato parecchio mi pare!

    La censura, quando minacci la via legale, è automatica.
    Morirebbe l’80% della satira e della comicità critica se tutti si denunciassero, con beneplacito delle casse dello stato, e dei tribunali.

  44. Carlo, sono in parte d’ accordo con te ma non è un prendersi troppo sul serio è che io sono fatto così, una persona sensibile che quando viene attaccata ed additata come uno sciacallo ci rimane male.
    Poi non ho capito cosa vuol dire questo tuo discorso che mi permetto di copiare ed incollare : Sei criticato ferocemente per il fatto che disegni con lacune plateali dalle quali ne hai ricavato una sorta di “scelta apparente” (solo tu sai se è così, ma all’esterno viene letto così il tutto), come Mignola, ma forse senza le stesse brillanti soluzioni, quindi sei soggetto a critiche per la tua propulsività alla pubblicazione anche free, o per il desiderio di “esserci” a ogni costo, anche quando non te lo puoi permettere:

    non mi sembra in questo caso di avere ricevuto critiche, come sarebbe stato possibile, il lavoro non esiste 😉

  45. @Niccolò

    “Il lavoro non esiste”, e si può fare lo gnorri se si vuole. Comunque significa questo:

    “Il disegno è anatomicamente ineccepibile e il largo uso di campiture racconta un gioco di vedo/non-vedo che lascia però intuire un’attenzione spasmodica alle prospettive e alle proporzioni.”

    A buon intenditor poche parole.

  46. Mettetevi d’accordo, pero’ senno’ non si capisce nulla: questa operazione era una burla che va presa con sportivita’ come hanno detto alcuni, una “critica feroce” a Storai come dice Carlo Bocchio, oppure era un “tentativo di satira e, anche, un esperimento” come e’ stato scritto su questo blog?

  47. Carlo scusa ma se pensi che io sia così mediocre come disegnatore perchè tempo fa mi chiedesti di collaborare assieme?
    Mi sei sempre sembrato una persona sincera e questa tua critica mi sembra un po strana.
    Non che io mi ritenga inattaccabile, personalmente mi piace il mio modo di disegnare, se non sei d’ accordo, pazienza, amici come prima.

  48. Voi state male, date retta a me.
    “Per la satira, lo scherzo o l’umorismo valgono regole simili a quele dela pubblicita’: queste forme espressive devono risultare chiaramente distinguibili dall’informazione, e in questo caso come aggravante non solo sono stati presentati contenuti falsi spacciandoli per veri, ma il lettore era tratto ulteriormente in inganno da commenti inseriti ad arte volti a confermare l’esistenza del libro e i suoi autori.”
    Queste sono le stesse frasi usate per sbattere fuori gente come Luttazzi o una Guzzanti e qui le state usando in questo mondo del fumetto stretto e misero.
    La BecchinoGiallo sono anni che fa fumetti su morti ed eventi funesti. E’ un dato di fatto. Che cosa italiana non appena si critica o si scherza su una caratteristica di un casa editrice arrivano tutti gli autori che ci lavorano, o vorrebbero farlo, a dare il loro contributo, il branco a difendere dal feroce attacco il loro datore di (basso) stipendio. Se siete artisti non dovrebbe spaventarvi un punto di vista diverso, la presa di giro è sempre stata nello spirito rivoluzionario e innovativo dell’arte.
    Ma voi siete artisti? La risposta datevela da soli.

  49. @niccolò storai

    Carlo scusa ma se pensi che io sia così mediocre come disegnatore perchè tempo fa mi chiedesti di collaborare assieme?

    In realtà tu mi chiedesti di colorarti una storia per Heavy Metal Magazine, dove io ne pubblicai 10 di cui una con Roberto Ricci.
    Ti feci presente che al massimo l’avrei scritta, e che avendo discusso con Eastman era forse fattibile, ma non una certezza. Ovviamente poi tu, che dai fiato alle trombe per mille iniziative, e poi non mantieni le promesse, non hai saputo gestire le cose e non s’è fatto più nulla.
    Al di là di questo episodio io creo e partecipo a collaborazioni se lo ritengo possibile al di là del medagliere del disegnatore, essendo cosciente che facendo del mio con le storie posso portare a galla anche un disegnatore mediocre. Nel tuo caso avevi un connubio di colore e inchiostro su cui si poteva creare qualcosa di buono, comunque. Solitamente sono in grado di adattare me stesso alle peculiarità di chi disegna, tendendo a fargli disegnare cose al meglio delle sue possibilità e che lui ama disegnare, agendo pure per cambiare, dopo, parti del testo:da queste considerazioni tu non facevi eccezione.

    @Mi sei sempre sembrato una persona sincera e questa tua critica mi sembra un po strana.
    Non che io mi ritenga inattaccabile, personalmente mi piace il mio modo di disegnare, se non sei d’ accordo, pazienza, amici come prima.

    Essere sinceri non preclude l’essere critici, non capisco la stranezza, a meno che tu non ritenga una possibile collaborazione anche un attestato di stima assoluta per la cifra stilistica.
    In questo caso la mia “critica” non è tale, ma semplicemente è tesa a giustificare la ragione per cui sei protagonista insieme ad altri di questo scherzo, e per il quale non dovresti meravigliarti.
    I colleghi sono i migliori giudici, il pubblico è invece spesso diseducato dall’editore commercialista, quindi il suo giudizio lascia sempre il tempo che trova.
    Ognuno poi disegna come crede, se ritiene sia sufficiente per esprimersi, ma poi non c’è da montarsi la testa quando si parla di accademia, ne da prendersi sul serio quando si è inclusi in una finta operazione amorale che vede, da parte di qualcuno, in te un ideale protagonista.

  50. @cri: “La BecchinoGiallo sono anni che fa fumetti su morti ed eventi funesti. E’ un dato di fatto”. Allora stiamo criticando la BecchinoGiallo o Storai? Continuo a non capire.

    Qualcuno riesce a sintetizzare in due righe qual e’ il messaggio chiave di tutta questa operazione? La BG e’ una casa editrice di Sciacalli? Storai non piace? Niente di tutto questo, si faceva solo per fare due risate? Era un esperimento di comunicazione? Qui ognuno di quelli che parlano dice una cosa diversa.

    Ma io sono un outsider totale e completamente ignaro dei meccanismi e delle logiche di “questo mondo del fumetto stretto e misero”, e quindi chiedo senza retorica che mi si faccia capire il valore di questo messaggio. Se c’e’.

    Non capisco poi il paragone tra il mio intervento e la censura di Luttazzi… io ho solo detto che posso pure associare il tuo nome ad un libro neonazista come provocazione goliardico-satirico-situazionista, pero’ non devo dare adito alla gente di pensare che sia vero!!! E sono un po’ imbroglioncello se costruisco un teatrino di commenti che avallano il fatto che tu scrivi libri nazisti.

    Altrimenti ti sto dicendo che sei una nazista mentre non lo sei, e questo e’ insulto, diffamazione, fesseria, menzogna, chiamalo come ti pare. Mi sembra una cosa abbastanza logica e tutt’altro che censoria. Me lo diceva pure il mio maestro elementare… “la liberta’ finisce dove comincia quella degli altri”, e secondo me il nodo del discorso e’ capire dove finisce la liberta’ di espressione e di provocazione critico/artistica e dove comincia la liberta’ di non vedere associato il proprio nome a cose che non si condividono come se invece si condividessero…

    e non mi sembra cosa da poco quello che Bocchio considera normale, cioe’ essere associati ad una “finta operazione amorale” (comunque spacciata per vera da finti “testimoni”) solo perche’ qualcuno ci considera un “ideale protagonista” di cose amorali. Come si fa a decidere qual e’ la morale di un tizio? Storai ha gia’ partecipato a operazioni di sciacallaggio fumettistico a cadavere ancora caldo? Se cosi’ non e’ (e non mi risulta che sia avvenuto), chi autorizza chicchessia a descriverlo come il protagonista di uno sciacallaggio solo perche’ non gli piace come disegna?

    Ma dico io, se qualcuno facesse un finto sito pedofilo col vostro nome in bella mostra sulla homepage voi sorridereste a questo scherzo da mattacchioni o andreste su tutte le furie? Voi direte: “ma una operazione editoriale, per quanto bieca e commerciale, non puo’ essere paragonata alla violenza sui minori”. Beh, cosi’ come chiedete il rispetto delle vostre opinioni sui disegni degli altri cosi’ bisognerebbe rispettare chi se la prende perche’ considera chi fa soldi coi morti alla stregua di chi fa soldi coi bambini.

    Senno’ passa il principio che tutti possono dire tutto di chicchessia, a patto di spacciare la menzogna come scherzo, raffinata critica artistica o esperimento mediatico.

    Pensi che gli editori di Beccogiallo siano sciacalli? Non ti piace come disegna Storai? Benissimo, libero di pensarlo e di esprimerlo, ma non mischiare le due cose.

    Qui si sono un po’ confuse le acque, e si sta teorizzando il diritto di dire che se non mi piace come disegna Storai posso liberamente associarlo allo sciacallaggio anche se non ha mai illustrato libri su stragi, morti o illustri personaggi defunti. Mi sembra un concetto un po’ troppo ampio della liberta; di espressione, no?

  51. @ Carlo, mi sembra che stiamo andando un po fuori dal tema, ma chissenefrega.
    Io non mi riferivo per niente ad Heavy Metal ma alla tua richiesta di fare una novel con uno stile simile a quello di Seth, la cosa me la proponesti tu, lo ricordo benissimo.
    Poi, non ricordo che tu mi abbia scritto una sceneggiatura ne che tu me l’ abbia mandata; questo però non preclude niente da parte mia, se vuoi sono disponibile a fare qualcosa assieme, a me piace sia come scrivi che come disegni.
    Poi, non è che l’ essere sinceri preclude le critiche ma io personalmente non collaborerei mai con una persona che non rispetto.
    @ Ezechiele, se esistono gli anonimi stronzi come te, posso esistere benissimo pure io, dai, vai a giocare tra i cassonetti, quello è il tuo posto.

  52. @Niccolò

    Io non mi riferivo per niente ad Heavy Metal ma alla tua richiesta di fare una novel con uno stile simile a quello di Seth, la cosa me la proponesti tu, lo ricordo benissimo.

    Poi, non ricordo che tu mi abbia scritto una sceneggiatura ne che tu me l’ abbia mandata;

    Non muovo un dito se le persone con cui dovrei collaborare non si dimostrano serie. Il tuo editore e l’editor di NPE mi insegnano splendidamente che ho ragione, e anche tu.

    @questo però non preclude niente da parte mia, se vuoi sono disponibile a fare qualcosa assieme, a me piace sia come scrivi che come disegni.
    Poi, non è che l’ essere sinceri preclude le critiche ma io personalmente non collaborerei mai con una persona che non rispetto.

    Diciamo che quando hai avuto modo di lavorare per il tizio che ha fatto il libro di Cthulhu allestendo lo staff di illustratori basandosi sui consigli degli amici del bar e inserendoci il cugino della zia della nonna (confermando il trend tutto italiano), e facendo gaffes epocali quando mi venne a chiedere scusa invece di tacere, hai dimostrato di avere poca memoria per chi ti ha tenuto in considerazione per collaborare.
    Ergo: il “rispetto” di cui parli, per me non parte dalla capacità o meno di disegnare accademicamente bene. Io sono di scuola Lynchiana, per me gli attori protagonisti potrebbero essere anche dei “dummies”, sta a chi gli scrive la recitazione conferirgli un’anima,
    qui il discorso è che tu sei uno che si fa i cazzi suoi, ma a 360°, e a me i PR speculatori non vanno a genio, ragion per cui non mi pongo manco il problema di rispettarti.

    Tornando al tema centrale della discussione, secondo me qui c’è un calcare la mano su uno Storai che vuole giustamente emergere a tutti i costi ma di cui non si tessono le lodi “artistiche e morali(coem conseguenza del volere a tutti i costi) e un modus operandi di Becco Giallo che è il riferimento n.1 di questo genere,se lo si può definire così.
    Del resto il salumiere vende salumi, il fioraio fiori, il becchino sotterra i morti, non vedo perchè tutto questo casino per una cosa plausibilissima che tutti avevano già previsto e, se non fosse stata questa sarebbe stato di peggio.
    Ce n’è un altro che diede del semita a Emanuele Sferruzza Moskovitz (o come cazzo si scrive, perdone moi Manuè) un “cronista d’assalto” simildisegnatore che s’è sbrigato a fare il ritratto di Arrigoni che il copro manco s’era freddato.
    Ecco, certi tempismi a volte lasciano di sasso, e non stiamo parlando della morte naturale di Frazetta, per cui credo d’essere stato uno dei pochi che non s’è sbrigato a fargli una dedica. Una dedica è tale se è sincera, e possibilmente gratis, i libri di denuncia cacati sull’onda penso siano solo merda. Un’opera ha bisogno dei suoi tempi, se la tiri fuori subito è una ruffianata. E questo comunque è uno scherzo, e c’è da guardà piuttosto che razza di situazione editoriale c’è nel paese.

  53. Carlo, continuo a non capire come mai mi dici queste cose qui in pubblico e non me ne parlasti a suo tempo, magari con una telefonata o con una mail, non sarebbe stato meglio?
    Cmq, non mi tiro indietro e ti rispondo pure qui anche se preferirei sentirsi in privato.

    “Non muovo un dito se le persone con cui dovrei collaborare non si dimostrano serie. Il tuo editore e l’editor di NPE mi insegnano splendidamente che ho ragione, e anche tu.”

    Ma di quale editor stai parlando?
    Per quanto riguarda NpE, credo proprio che Andrea Mazzotta stia facendo un ottimo lavoro pubblicando cose a mio parere interessanti, se hai qualche sassolino nella scarpa con lui, parlagliene direttamente, che senso ha qui dove non c’ entra niente?

    “Diciamo che quando hai avuto modo di lavorare per il tizio che ha fatto il libro di Cthulhu”

    Se ti riferisci al libro dedicato a Lovercraft, bè, in quel caso mi è stato chiesto, come ad altri di illustrare un racconto ed io l’ ho fatto, non sapevo minimamente che avessi delle idiosincrasia anche con chi ha proposto e creato il volume, mica le posso sapere tutte io le trame e sottotrame del panorama fumettistico italico….

    “qui il discorso è che tu sei uno che si fa i cazzi suoi, ma a 360°, e a me i PR speculatori non vanno a genio, ragion per cui non mi pongo manco il problema di rispettarti.“

    Certo che mi faccio i cazzi miei infatti non parlo mai male di nessuno via web, se ho qualcosa da dire a qualcuno glielo faccio sapere direttamente e non per terze persone o per blog e forum, ritengo questo modo di comunicare molto poco sano.
    Cmq, se ti ho mancato in qualche modo di rispetto, mi spiace molto, non era mia intenzione ma, come già detto sopra se ne poteva parlare in qualsiasi momento io e te, perchè aspettare una polemica on line?

  54. come era facile intuire la discussione si è spostata sullo smodato egocentrismo di storai, il punto è proprio questo checché se ne dica, non perde occasione per autoelogiarsi e qualunque critica, anche motivata e costruttiva è per lui motivo di manifesta intolleranza. maturerà? ai posteri….

  55. AHAHA!
    A volte basta scorreggiare davanti alla fiamma di un accendino per ritrovarsi coperti di garze nel reparto grandi ustionati!
    Chi avrebbe mai detto che il pigiama in “sintetico” avrebbe reagito in modo tanto brutale?
    Questa cosa mi fa impazzire!
    I commenti raccontano più dello scherzo in se’!
    Poco male, io ho i pantaloni di cotone!

  56. Un record personale senz’altro D’Inchiostro lo ha ricavato, da tutto ciò: mai, nei commenti dei suoi post, si erano visti tanti anonimi (o pseudonimi mai visti prima).

    Ipofrigio (Marco Bertoli)

  57. @Carlo, continuo a non capire come mai mi dici queste cose qui in pubblico e non me ne parlasti a suo tempo, magari con una telefonata o con una mail, non sarebbe stato meglio?

    No,non c’era nessuna urgenza ne desiderio di chiarire,perchè avrei dovuto?

    @Cmq, non mi tiro indietro e ti rispondo pure qui anche se preferirei sentirsi in privato.

    “Non muovo un dito se le persone con cui dovrei collaborare non si dimostrano serie. Il tuo editore e l’editor di NPE mi insegnano splendidamente che ho ragione, e anche tu.”

    Ma di quale editor stai parlando?
    Per quanto riguarda NpE, credo proprio che Andrea Mazzotta stia facendo un ottimo lavoro pubblicando cose a mio parere interessanti, se hai qualche sassolino nella scarpa con lui, parlagliene direttamente, che senso ha qui dove non c’ entra niente?

    Nessun sassolino, e ho parlato di lui come potevo parlare del tuo che non è stato manco lui un genio.POi dicono male dei pesci piccoli, a ben ragione. POi non è che “dico male”, non dico proprio:ho i miei trascorsi reali e documentati, che molti sanno. Tu per esempio ritieni di avere un sassolino nella scarpa quando parli delle fiat che sono magari auto da evitare?Io no, semplicemente per me, visto che parlo io, sono da evitare,senza nessun sassolino.

    @“Diciamo che quando hai avuto modo di lavorare per il tizio che ha fatto il libro di Cthulhu”

    Se ti riferisci al libro dedicato a Lovercraft, bè, in quel caso mi è stato chiesto, come ad altri di illustrare un racconto ed io l’ ho fatto, non sapevo minimamente che avessi delle idiosincrasia anche con chi ha proposto e creato il volume, mica le posso sapere tutte io le trame e sottotrame del panorama fumettistico italico….

    Idiosincrachè?Semplicemente tu, che finti sempre passioni amichevoli per la gente sei semplicemente il PR di te stesso, quindi l’amico di tutti, e in un lavoro del genere ti sarebbe dovuto balenare nella testa che era ovvio e sacrosanto che io avessi uno spazio dedicato.invece siccome la cialtroneria editoriale italiana è anche questo, oltre a non essere “accaduto”, tu non ti sei chiesto,da grande amico quale ti spacci (almeno con me), come mai anche io non stessi facendo un omaggio per la raccolta di HPLovecraft (e mica per soldi, si achiaro!).Ergo: sei una PR che is fa i cazzi suoi, amen: uno lo pensa, uno prende le sue misure.

    @“qui il discorso è che tu sei uno che si fa i cazzi suoi, ma a 360°, e a me i PR speculatori non vanno a genio, ragion per cui non mi pongo manco il problema di rispettarti.“

    Certo che mi faccio i cazzi miei infatti non parlo mai male di nessuno via web, se ho qualcosa da dire a qualcuno glielo faccio sapere direttamente e non per terze persone o per blog e forum, ritengo questo modo di comunicare molto poco sano.Cmq, se ti ho mancato in qualche modo di rispetto, mi spiace molto, non era mia intenzione ma, come già detto sopra se ne poteva parlare in qualsiasi momento io e te, perchè aspettare una polemica on line?

    No,aspetta,io non ho colto l’occasione del post sul fake di BG per “confessarmi”; tu hai voluto sapere perchè sei il n.1 nella lista dei papabili “sciacalli presenzialisti” in questa operazione, e io ti ho spigato il mio perchè.Poi magari l’autore dello scherzo la vede diversamente,chiedi a lui in merito, io ti dico la mia e la mia soltanto: sappi che comunque che nel comicdom i comportamenti vengono sempre argomentati in pvt e ognuno ha le sue opinioni, i fatti si conoscono e le persone pure, ma ognuno ha indipendentemente la sua.

  58. hello to everyone.
    i am Matt Murdoc.
    i wanted to suggest everyone not to warm up because legal offices won’t open until the 5th of september.
    also,i have never seen a comic artist to afford a lawyer parcel.
    now i leave you to yourselves because i’ve got Ironside that waits for me downstairs.
    we go play the joke of the paralithic and the blind
    companion at the shhowers of bagni Madera di Viserbello.
    buone vacanze e stop the war between the poors.

  59. [BAGNI MADERA ] *
    ___ *
    ,, ^ | *
    0 (ah!)> \ U / | A A i–II
    D=tC <(figaa! ) OO | | | \° ° °/
    LL OLo JJ | ============= ^^^^^^^^^^^^^^^^^^

  60. mmmmmmmm, essere dediti alle pippe, interessante opinione, ma forse è sempre meglio che essere un imbrattacarta.

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