Pronto alla fresa

(ovvero: Frank, va’ a lavorare)

– Oh!
– Che c’è?
– Lo sai che quest’anno ricorrono dieci anni dall’11/09?
– Davvero?!
– Sì! Come passa il tempo quando ci si diverte.
– Non dire cazzate! Che giorno è oggi?
– Il 10 agosto… perché?
– Adesso fai silenzio, ché faccio ancora in tempo.
– …

Deve essere andata così. A un certo punto Frank Miller si è accorto che stava arrivando alla ricorrenza senza regalo e si è affrettato ad allestirlo.
Ha scritto e disegnato un libro che si chiama Holy Terror: è pieno di idee. Peccato le avesse già usate tutte nella sua ormai più che trentennale carriera.
A volte, quando fai lo stesso mestiere da tanto tempo, impari trucchi e scorciatoie: la tua arte diventa più sintetica. Le canzoni hanno meno accordi; i disegni meno tratti; i processi aziendali meno attività; …
Miller è un autore che, col tempo, gli viene la sintesi. Il nocciolo duro di fascismo brutale è sempre là dentro, ma una volta te lo dovevi sudare sotto uno spesso strato di narrazione e costruzione della pagina. Ora il racconto stupisce meno, perché in questo libro nuovo non c’è una sola immagine che non avesse già disegnato una decina di volte, una sola frase che non avesse già scritto in altri dieci libri, una sola idea che non avesse smesso di essere geniale sette volte fa…

Il batman (ah… già… il protagonista è batman, solo con un altro nome e un po’ più fascista) parla con la voce narrante da devil, cavaliere oscuro, Marv, Leonida, ecc ecc… Ma dice banalità sconcertanti e scritte male.

 

C’è una pagina epocale in cui batman e catwoman saltano in mezzo ai terroristi islamici dal volto coperto che li attaccano, con lunghi coltelli ovviamente ricurvi, al grido di “Jihad! Viva Allah!” In questo contesto – decisamente inatteso – il supereroe estrae due pistolone e smitraglia i cattivi dicendo: “E’ giunto il momento di un po’ di sana diplomazia postmoderna”.

Ecco. Queste sono le pagine in cui pensi che sia tutto uno scherzo. Ti senti come se qualcuno avesse tradotto in inglese, solo per te  con google translate, un episodio di “John Doe”.

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4 pensieri su “Pronto alla fresa

  1. Che boiata dev’essere; comunque Miller è in caduta libera da un bel po’. Peccato, perché quelle due tavole che riproduci in miniatura non sono brutte.

  2. Crepascolino ha la varicella. E’ la seconda volta che si copre di pustolette perchè la prima volta la pediatra ha scelto di smorzare i toni del bacillo con un anti-virale. Il mio cucciolo non vive la cosa come una seconda visione e mi regala tutte le gioie di un serata ad inviti con il pubblico di VIP e la stampa incollati alle poltroncine. Resta nel lettino fino alle due e poi pretende di dormire di fianco a me nel letto da teen single dellla mia sposa – praticamente il talamo di Skipper – che prende una parete di quello che è stato il mio studio.
    L’erede si muove continuamente e cerca di buttarmi di sotto e di carezzarmi simultaneamente. Non dormo e passo il mio tempo pensando a FM. Entro nella sua testa con il cuneo di una seconda persona singolare, che mi sembra un modo rispettoso di avvicinare un tizio capace di separare dai suoi gioelli di famiglia, per due volte, il clone perverso di Yellow Kid. Qualcosa di questo tenore: sei un ragazzo di provincia coetaneo del figlio di Lucia Bosè e addenti la Grande Mela con un album pieno di omoni in trench che Neal Adams fa sistematicamente a pezzi per spiegarti cosa non funziona. Ti fai notare per covers innovative, stilizzate e dinamiche. McKenzie lascia Scavezzacollo per tornare in una canzone dei Beatles così che tu possa fare i tuo magheggio con Mickey Spillane che scrive del Diavolo Rosso per le matite di una combo di Gil Kane e Steve Ditko che ripensano alle luci di Orson. Il tuo Last Man Standig piace a tutti, ma gli anni passano ed è il momento di riporre i balocchi e diventare uomo, come diceva Peterparker in Spider-Man n. 50 ( cover di Romita sr con costume in un bidone della rumenta e Pavido Parker di spalle che si allontana nel crepuscolo del Ragno ). Ora sai che non è vero niente. Che Butch e Sandance escono e sono immediatamente crivellati di pallottole. Che Gualtiero Marchesi lavora per gente capace di cucinare il cavallo Piedidolci. Che Il Gatto con Gli Stivali è l’unico eroe possibile e che il suo creare dal nulla la finta identità del Marchese di Carabà è the only winning movie come diceva il computer stufo di wargmames. E allora rovesci sul tuo pubblico Jennifer Garner cattiva che spezza un braccio ad un ragazzino in fregola. E Bats Barbuto che si pitta di giallo e rischia che il suo pettirosso gli stecchisca il pulotto verde. Ora hai visto il fantasma nella macchina e vuoi raccontarlo, ma lo fai come lo spilungone del New England che ancora non riesce a digerire il serial di West e Ward e, come diceva Ron Reagan parlando di un avversario, you went so left you left America. Non ti chiedi ormai cosa puoi fare x gli USA, ma cosa si usa perchè il pubblico non si chieda chi custodisce i custodi in questi tempi di condomini senza portineria. La cosa si stava facendo interessante . Ero sul punto di progettare un remake di Ronin con il Bastardo Giallo quale genio focomelico e con i genitali abrasi , ma Crepascolino ha scelto quel momento per abbracciarmi e dirmi che ero il suo bambino e che mi coccolava. Peccato ?

  3. Frank Miller è un rompicazzo sequenziale di lunghissima data.
    Non riesco a capire se è più idiota lui o quelli che continuano a seguirlo.

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