Il mio gatto

Da qualche tempo, ho un gatto in casa. L’hanno trovato i miei bambini in giardino e stava morendo di fame. Era un scricciolo minuscolo, bianco e nero, magrissimo e terrorizzato. Venti centimetri di pelo, appena svezzati, che soffiavano a qualsiasi cosa si avvicinasse.

Ora Harvey Interdonato, così si chiama il felino, vive con me da quatto mesi, e grassoccio, lucido, vispo, affettuoso e io ho imparato due o tre cose sui gatti.

La prima è che tutto quello che ti raccontano su di loro è falso.

Il gatto è una bestia di carattere. Decide quello che vuole fare e se gli poni delle regole (che so, non puoi salire sul tavolo su cui mangio io), lui le interpreta a modo suo. Per esempio adesso sa che, in casa, ci sono posti in cui può andare e posti in cui può andare se non lo vedo.

Il gatto vuole fare esattamente quello che fanno gli altri animali del suo branco. Se tu guardi la TV, lui guarda la TV; se picchietti sui tasti del PC, deve farlo anche lui; se siedi sul cesso, vuole il suo posto sulla tazza; se fai il bagno, lo fa anche lui. Una sola cosa non riesce proprio a capire: quando esci dalla vasca, col pelo grondande, dovresti asciugarti; ecco, lui preferisce stampare ovunque, gioioso, la sua sagoma acquosa. E quanto gode!

Abbiamo dei riti. Quando mi lavo i denti, sale sul piano in marmo del bagno e mi guarda. Qualche volte, quando si sente particolarmente affettuoso, mi appoggia una zampa sulla spalla.

Stamattina mi guardava strano. Mi sono fermato, cascando nei suoi occhi e tra noi è scoccata una scintilla. Non so dire se sia stata telepatia o mesmerismo animale.

– Ho capito.
– Cosa hai capito?
– Io vi voglio bene, ma vi guardo e…
– E?
– Voi non siete come me.
– …
– Tu non sei il mio papà! Siamo troppo diversi…
– Avrei dovuto dirtelo prima…
– Ecco, lo sapevo, sono stato adottato.
– Sì, proprio così…
– Voi siete glabri e io peloso.
– Già, ma noi…
– Voi avete una ridotta gamma di espressioni e io ho gli occhioni.
– … ti amiamo…
– Voi siete rosa e io bianco e nero.
– … lo sai, vero?
– Ho capito.
– Lo sai, vero?
– Io sono…
– Lo sai?
– … un panda!

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5 pensieri su “Il mio gatto

  1. Ah! Lo sapevo! Non lo volevi e adesso ti sei già rimbambito come una vecchia miss Brodie! 🙂

    Lettura consigliata: T. S. Eliot, «The Old Possum’s Book of Practical Cats».

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