Dalle nuvole

Accidenti! Mi ero riproposto di pubblicare tre post la settimana: lunedì, mercoledì e venerdì, senza sconti. Invece, ero in terribile ritardo con una cosa che non avevo ancora iniziato a scrivere e, durante il fine settimana, mi sono dedicato solo a quella. Però una promessa è una promessa (specie se me la faccio da solo). E, quindi, inizia l’operazione tappabuchi. Non che tu ne abbia bisogno, ma io sì. Di seguito il testo introduttivo al primo volume dell’edizione di Corto Maltese allegata al “Corsera” un paio di estati fa (2010, credo). Se, poi, credi sarebbe stato meglio il silenzio, non sentire il dovere dell’onestà: i commenti sono là per farmelo sapere, ma tutto attorno c’è un sacco di internet lungo cui scorrazzare.
In quel volume c’erano Favola di Venezia L’angelo della finestra d’Oriente. Era il primo della collana e bisognava spiegare anche l’operazione editoriale, che voleva produrre ottimi volumetti da leggere in spiaggia con scarsa attenzione filologica (storie rimontate su tre strisce, nessuna attenzione alla sequenza di pubblicazione e alla cronologia prattiana). Ci ho provato così.

L’avventura ha regole precise. Ruota attorno a un eroe e ai suoi comprimari. L’eroe è arso da un fuoco inestinguibile che lo spinge inesorabilmente alla ricerca di qualcosa che, spesso, è l’avventura stessa e che, sempre, modificherà il mondo, la società o almeno la sua vita. I comprimari aiutano il protagonista nelle sue gesta, presentando capacità uniche e complementari a quelle dell’eroe e facendone emergere le caratteristiche di eccellenza. L’avventuriero guadagna il suo posto nel mito quando sa aprirsi un varco indimenticabile per entrare nella sua storia, o per uscirne. Un po’ come il memorabile “Chiamatemi Ismaele” con cui inizia Moby Dick di Herman Melville oppure come la scomparsa di Long John Silver al termine dell’Isola del tesoro di Robert Louis Stevenson.

Corto Maltese è un eroe singolare. Per qualcuno, addirittura un antieroe. Lui e il suo autore, Hugo Pratt, fanno di tutto per simulare una totale indifferenza all’avventura. Attraversano vignette e pagine mostrando un quieto languore, sospeso nell’aria come il fumo delle tante sigarette. Poi, all’improvviso, quando tutto sembra perduto, il marinaio mostra straordinarie capacità da avventuriero: nel combattimento, nella seduzione o nella fuga.

Corto Maltese sa il fatto suo e sa bene come si entra in una storia con gran classe. E ne sa anche uscire.
“Cado spesso un poco dalle nuvole”.
Così si qualifica l’eroe precipitando con irruenza nella Favola a Venezia. E non potrebbe trovare parole più calzanti. Perché di nuvole, nelle sue storie, ce ne sono in abbondanza. Qualche volta sono lievi e vaporose e può succedere che, verso di esse, fuggano gabbiani disegnati con un solo tratto di penna o che, da esse, faccia capolino una magnifica luna turca. Più spesso sono dense e pesanti e ospitano metà della storia: quella fatta di parole che diventa compiuta solo in presenza dei disegni.

Già. Perché Corto Maltese è una delle più concrete incarnazioni del racconto a fumetti, impregnato com’è di avventure che sono il crocevia dell’immaginario moderno.
Corto è sempre vestito da marinaio proprio come Paperino e, proprio come il personaggio disneyano nelle sue storie migliori, quelle messe in pagina da Carl Barks, conduce le sue ricerche in mondi sognanti e misteriosi. E, in questi scenari da favola, noi lettori incontriamo personaggi presi di peso dalla fantasia, dalle letture e dal vissuto del suo autore.
E non è mai un’assurda e meccanica coazione a ripetere. Non è mai un’operazione postmoderna, in cui gli eroi delle storie che amiamo, quelli destinati all’eternità, sono costretti ad affrontare la prosecuzione del racconto che conoscevamo o a riviverlo in un altro ambiente. Il fumetto di Hugo Pratt è un atto d’amore nei confronti della narrazione e del lettore.

Come il suo autore, Corto Maltese è un apolide, incapace di fermarsi troppo a lungo presso una città o una donna amata. Per vivere le sue avventure insegue la Storia e le storie, attraversando oceani e continenti. Giunto a Venezia, terra natale di Pratt, Corto si ritrova a vivere in un fantasia cui si accede attraversando porte decorate con il nome di uno shed, un demone generato, secondo alcune tradizioni talmudiche, da Adamo e Lilit, la donna che Dio creò prima di Eva. Le stesse porte che Hugo attraversava da bambino quando, accompagnando la nonna, andava a far visita alla signora Bora Levi nel Ghetto Vecchio di Venezia. Intrappolato nei ricordi d’infanzia di Pratt, il marinaio inizia ad agire incrociando e scartando maestri venerabili, amici del nonno del suo autore come i fascisti Stevani e Boselli, il poeta decadente Gabriele D’annunzio, una reincarnazione della matematica e astronoma Hipazia di Alessandria (alla cui vita è dedicato Agora, recente film di Alejandro Amenábar), tracce e messaggi dello scrittore Frederick Rolfe, presenze femminili irresistibili come Louise Brookszowyc, all’incrocio tra la Valentina di Guido Crepax e Louise Brooks, la diva del cinema muto che ha interpretato Lulu nel film del 1928 Il vaso di Pandora.

Pratt muove il suo personaggio in una storia emozionante in cui sono frequenti gli scarti di ritmo. Sente l’obbligo di non far fermare mai Corto Maltese perché, come fa dire al marinaio nell’Angelo della finestra d’oriente, l’altra storia presente in questo volume, “Io finirei per lasciarmi prendere dal suo fascino, diventerei pigro, Venezia sarebbe la mia fine!”
E, allora, il racconto deve procedere istintivo e inarrestabile. Nulla deve essere prevedibile, né i dialoghi né le azioni dei personaggi in pagina. Hugo Pratt è inafferrabile: racconta in caduta libera. Cadendo sempre un poco dalle nuvole. Appunto.

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4 pensieri su “Dalle nuvole

  1. Così si dovrebbe scrivere di fumetto. Volesse il cielo che così si scrivesse più spesso di letteratura o di musica e magari anche di politica, sull’ala di una iunctura piena di grazia:

    Corto è sempre vestito da marinaio proprio come Paperino e, proprio come il personaggio disneyano nelle sue storie migliori, quelle messe in pagina da Carl Barks, conduce le sue ricerche in mondi sognanti e misteriosi.

    «Favola di Venezia» è uno dei fumetti più belli.

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