Cose antiche

Il terzo Corto Maltese del “Corsera” (qui ho parlato del primo e qui del secondo) conteneva Tango. Una storia argentina che, quando l’ho letta per la prima volta, a bocconi piccoli piccoli su rivista, si chiamava Y todo a media luz. Sicuramente, mentre leggevo quelle pagine in bianco e nero, non sapevo che quel primo titolo era un omaggio a una canzone d’amore (Y todo a media luz,/ que es un brujo el amor…/ a media luz los besos, /a media luz los dos…). E sono ancora più certo che, nel 1985, sciocco diciassettenne, sapevo ancora meno di quanto sappia oggi degli anni bui dell’Argentina. Certo, avevo già sentito parlare di Oesterheld e della sua inaccettabile fine, ma niente più. Però ricordo come quel titolo, per me, in quel momento, non avesse nulla di erotico. Era solo inquietudine.

Cherchez la femme.
Tango si apre come il più classico racconto popolare, da quando Alexandre Dumas padre ci ha insegnato che in ogni indagine c’è una donna ed è da lì che bisogna partire.

Corto Maltese torna in Argentina, terra da cui mancava da una quindicina d’anni, e in queste pagine emerge in modo lampante quanto siano forti le simmetrie tra la vita del marinaio e quella del suo autore.

Hugo Pratt, infatti, era tornato a Buenos Aires, città che amava e in cui aveva lavorato a lungo, nel maggio 1979, sei anni prima della pubblicazione di Tango. Aveva trovato un paese diversissimo da quello che aveva lasciato quindici anni prima. Un paese in cui i semi di una violenza politica crescente si erano radicati al punto di concretarsi nel golpe militare guidato dal generale Jorge Rafael Videla che, il 24 aprile 1976, aveva deposto forzatamente Isabel Martínez, ultima moglie e vicepresidente di Juan Domingo Perón, insediatasi alla presidenza, dopo la morte del marito, rifiutando le elezioni. Da quel momento, e fino al 1983, l’Alleanza Anticomunista Argentina, nota anche come “Triplice A”, aveva disseminato terrore e morte. Rapimenti, assassinii, torture e sparizioni avevano fatto perdere le tracce di migliaia di uomini e donne. Un numero imprecisabile che ondeggia oscenamente tra i 9.000, certificati nel 1983 dalla Commissione Nazionale sui Desaparecidos, e i 20-30.000, stimati negli anni successivi.

Tornato a Buenos Aires, Pratt percepisce l’assenza di molti amici. Alcuni sono stati costretti all’espatrio e spazzati come polvere verso l’Europa. Altri si sono dissolti nel nulla.

Il 21 aprile 1977 i militari avevano prelevato Héctor German Oesterheld e, da allora, di lui non si è saputo più nulla. Oesterheld è uno dei più grandi narratori mai espressi dal fumetto. Su sue sceneggiature, Pratt ha disegnato Ernie Pike e il sergente Kirk e, sulle sue pagine, ha appreso ritmi del racconto che sono andati a fondersi con quelli studiati guardando gli amati fumettisti statunitensi.

Quando inizia a raccontare Tango, Pratt fa agire Corto Maltese in un ambiente che ha molto amato e che, a causa della distanza, ha anche un po’ idealizzato. Il marinaio si ritrova a respirare atmosfere porteñas, alla ricerca di vecchi amici o vecchi nemici che il tempo ha disperso o fatto scomparire. E vagando tra “cose antiche”, che – come emerge da un dialogo tra la bellissima Esmeralda e il marinaio – sono sempre il motore delle avventure di Corto, il lettore si perde nei labirinti, nelle passioni letterarie, nella storia, nelle invenzioni e in un’assillante oscillazione tra fatalismo e rivolta. Tutti temi che Corto Maltese e Hugo Pratt condividono con lo scrittore e poeta Jorge Luis Borges, il cui cognome torna ossessivamente nel Tango, per indicare un punto di incontro: la stazione Borges a nord di Buenos Aires.

Che l’omonimia non sia casuale emerge chiaramente da una pagina in cui Corto dialoga con due inspiegabili lune gemelle troppo vicine. Il marinaio dice: “Anche tu sei strana doppia crescente avanti le nuvole. E in più sono tre notti che non cambi”. E le lune: “Cosa vuoi saperne di come siamo o cosa sono? Qui a Borges sono doppia! E non abbiamo nessuna voglia di crescere. Stiamo bene così!”

Tango è un Giardino dei sentieri che si biforcano borgesiano, in cui emerge, come mai prima, quanto Corto Maltese, con la biografia avventurosa, il carattere languido e felino e le passioni, sia sempre inseparabile, e spesso indistinguibile, da Hugo Pratt.

Annunci

3 pensieri su “Cose antiche

  1. È strano come le cose ritornino. Hugo Pratt è sempre un grande, ma mai come in questo periodo sta tornando. Come a scoprirne ora la modernità, soprattutto dell’ultimo periodo. Tu ne parli, in questi giorni si apre una mostra a Parigi in sostegno di Silvina e Hugo Pratt, con tanti grandi autori, e io anche ne parlerò… mah le onde del tempo…

  2. Laura: io ne parlo perché sono un furbetto cialtrone. Mi dispiace lasciare il blog con la stessa faccia per tanto tempo e ho una 30ina di articoli che non aspettano altro che essere riciclati.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...