Questione di donne

Ricomincio a postare le prefazioni ai volumetti di Corto Maltese / Hugo Pratt, allegati al Corsera un po’ di tempo fa. E’ la volta del quinto volume, che conteneva la seconda parte di Una Ballata del Mare Salato. Come sempre poche battute a disposizione per raccontare un’idea che introducesse alla lettura da spiaggia di quella storia (e, a leggerla in spiaggia, quella storia fa godere tantissimo… Poi – è vero! – dipende un po’ anche dalla spiaggia). Quando noi lettori incontriamo Rasputin, per la prima volta, ancora non sappiamo niente della strana relazione che lega questo personaggio a CortoMaltese (e non ci è ancora chiaro se il marinaio, che è entrato nella nostra vita legato a una croce di legno e sospeso tra le onde, sia uno di cui bisogna innamorarsi). Una delle prime cose che fa Rasputin, nella Ballataè mettere una mano sul culo di Pandora. La mia intro parte da quella palpata.

 

Ci sono personaggi dei fumetti che vivono fuori dal tempo. Sono eroi che non invecchiano e che hanno rapporti stabili con l’immaginario che li circonda. Vivono in un mondo senza date e i lettori possono immaginare la collocazione temporale solo osservando l’abbigliamento e le mode o le macchine e la tecnologia. Di solito, questi personaggi sono eternamente fidanzati e non sono in grado di consolidare rapporti. Difficile addirittura che accettino una convivenza.

Una ballata del mare salato, la prima storia dedicata da Hugo Pratt a Corto Maltese, si apre contestualizzando gli eventi. Prima di tutto, dichiara luogo e momento dell’azione: Oceano Pacifico, tra il meridiano 155° e il parallelo 6° sud, il primo novembre 1913, il giorno di tutti i santi.

Corto Maltese appare, con un aspetto fisico e un carattere ancora da definire e affinare, in un modo che nessun lettore potrà mai più dimenticare: crocefisso su una zattera di legno è appena sopravvissuto a una notte di tempesta che ha mietuto vittime in abbondanza. Al collega pirata Rasputin, che lo tira in salvo a bordo della propria nave, Corto spiega di essere stato vittima di un ammutinamento del proprio equipaggio: l’occasione è stata fornita dalla possibilità di rubare un carico di armi; la vera causa della rivolta è stata una questione di donne. “Il mio nostromo era fratello di una ragazza che ho promesso di sposare parecchi anni fa”, spiega il marinaio.

Non credo di rovinare alcuna sorpresa rivelando che, nelle storie di Corto, non vedremo mai la sorella del nostromo. Ciò nonostante, quella ragazza, che possiamo solo immaginare bellissima, ha acceso la miccia della catena di eventi che porta alla Ballata. E non è lei la sola donna presente in questo lungo fumetto. Ce n’è un’altra importante almeno quanto la ragazza sedotta e abbandonata da Corto: la dolce Margareth, anch’essa un’invisibile chimera su cui si posano amori infelici e incompiuti. E, infine, c’è l’unico personaggio femminile visibile ed evidente.

Poche vignette prima dell’apparizione di Corto Maltese, sulla nave è stata portata in salvo la giovanissima Pandora, una fanciulla di purezza tale da potersi permettere la compagnia assidua e noiosa di un cugino che ha lo stesso nome del primo omicida documentato nella storia dell’umanità: Cain.

In una storia in cui il tempo passa talmente in fretta da stupire il lettore (le ultime pagine sono ambientate nel gennaio 1915), la ragazza intesse solidi rapporti di amore, odio, disprezzo o riconoscenza con tutti i personaggi maschili che incontra: nel suo mondo affettivo non c’è spazio per l’indifferenza.

Ma c’è di più. Abbiamo visto, nello scorso volume, che Pandora è dotata di una tale bellezza da scatenare l’immediata libidine di Rasputin. Per liberarsi dalle pesanti attenzioni del pirata, la ragazza lo ha colpito in testa con la prima cosa a portata di mano. La rottura del vaso di Pandora ha ormai liberato tutti i mali del mondo: il dolore, la fatica, la malattia, la vecchiaia, la gelosia e la follia possono gioiosamente scorrazzare per le pagine di questo volume e scandire i ritmi della Ballata e di tutte le successive storie di Corto Maltese.

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3 pensieri su “Questione di donne

  1. l a palapata io la vidi solo nell’edizione libro, poiché sul corrierino era stata censurata assieme al taglio di altre poche vignette… cmq era più una pizzicata, per amor di verità.

  2. C’è un film, un brutto film, che si chiama L’amante bilingue (diretto da Vincente Aranda). A un certo punto uno dei personaggi mette una mano sul culo di Ornella Muti. E’ una delle scene chiave del film (e il doppio senso è involontario): mi sono stupito a scoprire quanto le inquadrature di quella sequenza siano prese di peso da Pratt.
    Poi, a ben pensarci, la mano sul culo non si vede mai (nella ballata, nel brutto film sì, eccome) e potrebbe benissimo essere stato un pizzicotto.

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