Cento titoli

In questo momento (lunedì mattina) sono a Dalmine, nella Biblioteca Civica, a parlare di fumetti. Si tratta di un intervento, destinato ai bibliotecari, che ha l’obiettivo di fornire qualche strumento per muoversi tra i titoli, gli autori, i lettori, gli editori e i canali di vendita. Mentre ne discutevo con Irene della Fondazione Mondadori, ho capito (sono tardonetto e mi ci vuole del tempo) che i bibliotecari hanno bisogno di bibliografie aggiornate che consentano loro di indirizzare i pochi denari verso acquisti centrati.

Allora, mi sono permesso di redigere la lista di 100 titoli necessari.

La lista è strutturata in gruppi di importanza progressiva: i primi 10, altri 20, altri 30 e gli ultimi 40. All’interno dei gruppi, i titoli sono in ordine alfabetico per autore (ché non sono mica così bravo a fare classifiche). Contiene solo titoli usciti negli ultimi 10 anni (e quindi auspicabilmente reperibili con una certa facilità) per case editrici ancora in vita. I titoli possono essere novità o ristampe. Ho usato, quasi sempre, il catalogo del servizio bibliotecario nazionale, per verificare le date di edizione. E’ stato più facile fare ricerche nel catalogo di case editrici specificamente dedicate al fumetto (come Coconino, RW Lion o Bao) che in quello di case editrici che pubblicano anche fumetti (Arcana, Castelvecchi, Mondadori, …). Non ho avuto molto tempo e alcune info possono essere imprecise o sbagliate (il luogo di edizione, per esempio).

Si tratta, chiaramente, di un elenco arbitrario che soffre di alcuni limiti evidenti. I principali sono legati al fatto che si tratta della lista stesa da un individuo: riflette i miei gusti, paga le mie dimenticanze, non è stato riletto o integrato da nessun altro.

Quindi, facciamo così:

  • Io lo pubblico qua, sperando che possa essere una risorsa utile per i bibliotecari.
  • Se trovi errori o dimenticanze, segnalamele che (se sono d’accordo) integro e correggo.
  • Se ti stai arrabbiando perché non c’è il tuo libro (nel senso che ne sei l’autore), sappi che probabilmente la sua assenza è intenzionale, ma nulla ti impedisce di insultarmi o di fare una verifica.

I PRIMI DIECI

  • Art Spiegelman, Maus, Einaudi, Torino, 2010
  • Carl Barks, Paperino: Il mistero degli incas, Rizzoli Lizard, Milano, 2012
  • Charles M. Schulz, The complete Peanuts (17 voll a oggi), Panini Comics, Modena, dal 2007
  • Chris Ware, Jimmy Corrigan: Il ragazzo più in gamba sulla terra, Mondadori, Milano, 2009
  • Franquin, Pensieri neri, Nona Arte, 2011
  • Hergé, Tintin (8 voll), Rizzoli Lizard, Milano, 2011
  • Hugo Pratt, Una ballata del mare salato, Rizzoli Lizard, Milano, 2009
  • Jacques Tardi, Era la guerra delle trincee, Edizioni BD, Milano, 2012
  • Moebius, Arzach, Edizioni BD, Milano, 2010
  • Osamu Tezuka, La fenice (17 voll), Hazard, Milano, 2005-2012

I SECONDI VENTI

  • Alan Moore, David Lloyd, V for Vendetta, RW Lion, , 2012
  • Bill Watterson, The Complete Calvin & Hobbes (previsti 10 voll., ne sono usciti 3 finora), Panini Comics, Modena, 2012
  • Carlos Sampayo, José Muñoz, Alack Sinner (4 voll finora), Nuages, Milano, 2007 / 2009
  • Charles Burns, Black Hole, Coconino Press, Bologna, 2007
  • Daniel Clowes, Ice Haven, Coconino Press, Bologna, 2007
  • David Mazzucchelli, Asterios Polyp, Coconino Press, Bologna, 2011
  • Floyd Gottfredson, Topolino nella valle infernale, Rizzoli Lizard, Milano, 2012
  • Gianni De Luca, Romeo e Giulietta, Black Velvet, Firenze, 2012
  • Gipi, LMVDM: La Mia Vita Disegnata Male, Coconino Press, Bologna, 2008
  • Hector German Oesterheld, Francisco Solano Lopez, L’Eternauta, 001 Edizioni, Torino, 2011
  • Jacques Tardi, Le straordinarie avventure di Adele Blanc Sec (2 voll), Rizzoli Lizard, Milano, 2010 / 2011
  • Lorenzo Mattotti, Fuochi, Einaudi, Torino, 2009
  • Magnus, Lo sconosciuto, Rizzoli Lizard, Milano, 2012
  • Manuele Fior, La signorina Else, Coconino Press, Bologna, 2009
  • Moebius, Il Garage Ermetico, Edizioni BD, Milano, 2008
  • Osamu Tezuka, La storia dei tre Adolf (3 voll), Hazard, Milano, 2010
  • Renè Goscinny, Albert Uderzo, Asterix e la zizzania, Mondadori, Milano, 2003
  • Renè Goscinny, Morris, Lucky Luke integrale / 1, Nona Arte, , 2012
  • Shigeru Mizuki, Nonnonba, Rizzoli Lizard, Milano, 2012
  • Will Eisner, Gli archivi di Spirit voll 14 e 15, Kappa, Bologna, 2007

I TERZI TRENTA

  • Alejandro Jodorowsky; Moebius, L’Incal, Edizioni BD, Milano, 2008
  • Baru, Gli anni dello Sputnik, Coconino Press, Bologna, 2011
  • Carlos Gimenez, I professionisti / 1, Black Velvet, Bologna, 2007
  • Daniel Clowes, David Boring, Coconino Press, Bologna, 2011
  • David B., Il grande male, Coconino Press, Bologna, 2010
  • Dylan Horrocks, Hicksville, Black Velvet, Firenze, 2012
  • Edogawa Ranpo, Suehiro Maruo, La strana storia dell’isola Panorama, Coconino Press, Bologna, 2011
  • Elfo, Tutta colpa del 68: Cronache degli anni ribelli, Garzanti, Milano, 2008
  • Enki Bilal, Le falangi dell’ordine nero, Alessandro Editore, Bologna, 2004
  • Francesco Cattani, Barcazza, Canicola, Bologna, 2010
  • Frank Miller, David Mazzucchelli, Devil: Rinascita, Panini, Marvel Italia, Modena, 2010
  • Frederik Peeters, Pillole Blu, Kappa, Bologna, 2010
  • Gianluigi Gonano, Gianni De Luca, Il commissario Spada (4 voll), Black Velvet, Bologna, 2002 / 2006
  • Harvey Kurtzman, Little Annie Fanny (2 voll), Magic Press, Roma, 2010
  • Howard Chaykin, Black Kiss, Purple Press, Roma, 2008
  • Igort, Quaderni ucraini, Mondadori, Milano, 2010
  • Jean Vautrin, Jacques Tardi, L’urlo del popolo (2 voll), Double shot, Carmignano, 2011-2012
  • Jeff Smith, Bone, Bao Publishing, Milano, 2012
  • Jiro Taniguchi, Furari: sulle orme del vento, Rizzoli Lizard, Milano, 2012
  • Joann Sfar, Il gatto del rabbino (2 voll), BUR, Milano, 2007 / 2009
  • Joe Sacco, Palestina: una nazione occupata, Mondadori, Milano, 2006
  • Kazuichi Hanawa, In prigione, Coconino Press, Bologna, 2005
  • Manuele Fior, Cinquemila chilometri al secondo, Coconino Press, Bologna, 2010
  • Menu Larcenet, Lo scontro quotidiano (2 voll), Coconino Press, Bologna, 2009
  • Mike Mignola, La biblioteca di Hellboy (2 voll), Magic Press, Roma, 2008 / 2009
  • Naoki Urasawa, Monster (9 voll), Panini – Planet Manga, Modena, 2010 – 2012
  • Paolo Bacilieri, Sweet Salgari, Coconino Press, Bologna, 2012
  • Paul Auster, Paul Karasik, David Mazzucchelli, Città di vetro, Coconino Press, Bologna, 2011
  • Ralf Konig, Si stenda prego, Kappa, Bologna, 2011
  • Yoshihiro Tatsumi, Una vita tra i margini, Bao Publishing, Milano, 2012

I QUARTI QUARANTA

  • Alan Moore, Eddie Campbell, From Hell, Magic Press, Roma, 2009
  • Bastien Vives, Il gusto del cloro, Black Velvet, Bologna, 2009
  • Blutch, Blotch (2 voll. Il re di Parigi e Di fronte al proprio destino), Q Press, Torino, 2007-2008
  • Charles Burns, X’ed out, Rizzoli Lizard, Milano, 2010
  • Chester Brown, Io le pago, Coconino Press, Bologna, 2011
  • Craig Thompson, Habibi, Rizzoli Lizard, Milano, 2011
  • Daniel Clowes, Ghost World, Coconino Press, Bologna, 2007
  • Darwyn Cooke; Richard Stark, Parker: L’organizzazione, Edizioni BD, Milano, 2011
  • Dave McKean, Cages, Magic Press, Roma, 2011
  • David Zane Mairowitz, Robert Crumb, Kafka, Bollati Boringhieri, Milano, 2008
  • Davide Reviati, Morti di sonno, Coconino Press, Bologna, 2009
  • Edmond Baudoin, Piero, Coconino Press, Bologna, 2010
  • Elfo, Love stores, Coconino Press, Bologna, 2005
  • Emmanuel Guibert, Didier Lefèvre, Frédéric Lemercier, Il fotografo, Coconino Press, Bologna, 2010
  • Francesca Riccioni, Tuono Pettinato, Enigma, Rizzoli Lizard, Milano, 2012
  • Frank Miller, Daredevil, Panini, Marvel Italia, Modena, 2011
  • Garry Trudeau, La lunga strada verso casa, Arcana, Roma, 2006
  • Giacomo Monti, Nessuno mi farà del male, Canicola, Bologna, 2011
  • Giacomo Nanni, Cronachette / 1, Coconino Press, Bologna, 2007
  • Gipi, Esterno Notte, Coconino Press, Bologna, 2005
  • Igort, 5 è il numero perfetto, Coconino Press, Bologna, 2006
  • James Vance, Jack Burr, Re in incognito, Saldapress, , 2006
  • Jason, Ehi, aspetta…, Black Velvet, Bologna, 2003
  • Jason Lutes, Berlin: La città delle pietre, Coconino Press, Bologna, 2009
  • Jean-Claude Forest, Misteriosa: mattina, pomeriggio e sera, 001 Edizioni, Torino, 2008
  • Joe Sacco, Gorazde: area protetta, Mondadori, Milano, 2006
  • Kazuichi Hanawa, Prima della prigione, Coconino Press, Bologna, 2004
  • Luca De Santis, Sara Colaone, In Italia sono tutti maschi, Kappa, Bologna, 2008
  • Marco Corona, In mezzo l’Atlantico, Coconino Press, Bologna, 2005
  • Marjane Satrapi, Persepolis, Rizzoli Lizard, Milano, 2009
  • Paolo Bacilieri, Durasagra: Venezia uber alles, Black Velvet, Bologna, 2006
  • Ralf Konig, Come conigli, Baldini Castoldi, Milano, 2007
  • Robert Crumb, Mr. Nostalgia, Comma 22, Bologna, 2008
  • Roberto La Forgia, Il signore dei colori, Coconino Press, Bologna, 2012
  • Sanpei Shirato, Akame: The red eyes, Hazard, Milano, 2008
  • Shotaro Ishinomori, Hokusai, J-Pop, Milano, 2012
  • Tito Faraci; Silvia Ziche, Infierno!, Edizioni BD, Milano, 2006
  • Tiziano Sclavi; Giorgio Cavazzano, Altaj & Jonson, Edizioni BD, Milano, 2006
  • Vanna Vinci, L’attrazione del buio, Kappa, Bologna, 2009
  • Will Eisner, La forza della vita, Fandango, Roma, 2010
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54 pensieri su “Cento titoli

  1. ma nemmeno sconcordo troppo, guarda, ma più ci si allontana dalla vetta, più equiopari amici tuoi a grandi che meritano altro piazzamento 😉 cazzo, mi hai fatto ri-ricordare Misteriosa di Forest che mi era sgfuggito da 110, grazie, spostala più a avnti assieme a Vivès (non consideri Polina che extra) e non è che mi sia sfuggito Rupert et Mulot? E Trondheim…

  2. non ho visto, ma mi va insieme la vista, IL PAESE CHIUSO (il titolo scelto da Igor Tuveri banalizza troppo, non mi piace e non lo pronunvcerò mai) di Forest Tardi.

  3. discutibile come tutte le classifiche, concordo e disaccordo su alcuni titoli, comunque…
    letto così alla veloce, hai messo Charles Burns “X’ed out” e “The Hive” separati, mentre fan parte della stessa storia (ancora in corso di pubblicazione), altri hai messo in sieme, quindi direi che andrebbero messi in una voce sola.
    Non hai messo Popeye di Segar, e questo è peccato mortale… 🙂

  4. Laura: amici miei? quali? Perché se inizia il gioco delle appartenenze non ne usciamo più. Dimmi quali sono gli immeritevoli. Polina secondo me è molto meno potente del gusto del cloro. Rupert e Mulot mi piacciono ma non così tanto. Trondheim? Magari me lo sono perso, ma mi dici un grande titolo suo uscito negli ultimi 10 anni per casa editrice ancora in vita?

    Boris: Accidenti! Il signore di montetetro di Forest e Tardi. L’edizione Coconino è del 2003. Ero convinto fosse uscito prima. Stamattina ne ho anche parlato a lungo

    Onofrio: Ho capito. Cosa meritava di essere inserito? (non dire Fantomax, ti prego)

    Magrelli (il): ho fatto casino con il nome dell’editore. L’edizione di Calvin & Hobbes cui mi riferisco è la stessa. L’editore è quello storico italiano: Franco Cosimo Panini.

    Mordente: cosa non ho inserito?

    filonus: hai ragione su Burns. Popeye non esiste in un’edizione italiana che rispetti i requisiti. Planeta De Agostini ha chiuso i battenti in Italia. (e poi era tradotta con google)

  5. nandotur: Hai ragione. E’ che di Talbot ci avrei voluto mettere Alice in sunderland, ma l’edizione italiana non si può vedere (letteralmente) tanto è piccola. Mi pare che il topo cattivo sia invecchiata male, ma Luther Arkwright ci sta tutto.

    undulant: Giara di stolti è del 2000. Per fortuna. Perché con quel titolo, che denuncia con chiarezza un’incomprensione del traduttore (e dell’editore), mi sarebbe stato difficile non storcere il naso scrivendolo nell’elenco
    Tomine non me lo sono dimenticato (non c’è per scelta).
    Sconosciuto di Modan manca per una dimenticanza e, probabilmente, ci dovrebbe essere.

  6. X Calvin and Hobbes hai ragione… non ci avevo pensato!
    Ma per Kurtzman avrei messo le storie di guerra di Frontline Combat della 001 edizioni… la cosa brutta di Little Annie Fanny è che il secondo volume non è mai uscito e l’opera è a metà… ma al momento anche il terzo e ultimo volume di Frontline Combat non è uscito!

    Avrei inserito da qualche parte (molto alto in realtà) I segreti del Quai d’Orsay e Lo Sconosciuto di Magnus anche se l’ultima edizione non mi convince (è lunga da spiegare ma avrai capito perché!) e non è veramente una serie conclusa.

  7. Magrelli (il): su kurtzman non so. Mi viene difficile citare le edizioni italiane. Quella 001 di Frontline Combat e in b/n (bella) ma è poco più grande di un diabolik: praticamente illeggibile (e sono contento di non averla letta perché la traduzione di quelle storie mi terrorizza). L’edizione italiana di Little Annie Fanny non l’ho sfogliata ed ero certo fosse uscito anche il secondo volume.
    Non considero comunque la completezza della serie un valore imprescindibile.
    Quay d’Orsay non l’ho messo perché un amico mi ha convinto che lo stavo sopravvalutando.
    Lo sconosciuto c’è (ed è abbastanza in alto). I difetti che vedi in quell’edizioni sono probabilmente gli stessi che ci vedo io: i primi episodi sono in edizione rimontata (la stessa uscita per l’isola trovata) e mancano i due pezzi dello sconosciuto racconta. (e poi c’è la questione del formato: ridurlo di un paio di cm rispetto agli altri volumi magnusiani di lizard non è stata una buona idea, e non perché le coste adesso non sono allineate, ma perché mi mancano due cm di respiro nelle pagine). Li ho presi tutti? La mia edizione preferita del primo ciclo dello sconosciuto resta quella della ristampa in tascabili da edicola fatta da Granata Press nella prima metà degli anni 90.

  8. Cavolo… ho controllato la lista due volte e per due volte mi era sfuggito Lo Sconosciuto 🙂
    Sul perché non mi ha convinto hai centrato il punto naturalmente! Molto più dignitosa la riedizione di parecchi anni fa sempre Rizzoli delle prime 6 storie in un librone dove erano montate le tavole da due vignette. Il ritmo narrativo era perfetto e si è perso completamente. Ma mancavano quelle con il formato più grande!
    Per Frontline Combat il tuo punto di vista è giusto ma quelle storie sono un capolavoro. Dispiace il formato così piccolo e la mancanza del colore (mi sono convinto che era fondamentale riguardando due storie complete, era talmente maniaco che non era un più ma parte fondamentale della storia!)
    Poi quando ti va (e se ti va) un piccolo approfondimento sul perché I segreti di Quay d’Orsay è un fumetto sopravvalutato me lo leggerei volentieri!

  9. Ti dico man mano che li leggo, per ora a proposito dei primi dieci e dei secondi venti: mi trovo generalmente molto d’accordo e dove non lo sono è quasi sempre perché non conosco. Più che Romeo e Giulietta, di De Luca avrei messo Amleto o La Tempesta; Gipi immagino si trovi a quest’altezza per simpatia personale o carità di patria, perché altre ragioni non ne vedo. E Crumb, nemmeno fra i primi venti?

  10. Mi pare che il topo cattivo sia invecchiata male

    Questo ti fa perdonare molto.

    Ignoro affatto le vicende editoriali italiane di Krazy Kat, alle quali imputo la sua assenza.

  11. La lista è interessante e fa echianamente venire qualche vertigine, com’è normale che sia… Ti do solo un suggerimento di metodo per il futuro, in riferimento diretto alla limitata possibilità di acquisizione delle biblioteche (cifre basse destinabili agli acquisti): sarebbe meglio evitare le serie lunghe e costose. Invece del “Complete Peanuts” o della “Fenice”, meglio volumetti scelti. È solo un criterio economico: chiaramente sarei felicissimo se le biblioteche potessero acquistare a occhi chiusi opere-fiume di tot volumi considerandole alla stessa stregua di un volume unico, ma temo che non sempre i budget siano adeguati a questo tipo di disinvoltura nell’acquisto…

  12. “Se trovi errori o dimenticanze, segnalamele che (se sono d’accordo) integro e correggo.”

    Spero di non passare per rompipalle… So che ognuno potrebbe intervenire scrivendo “manca questo o quello” in base ai suoi gusti, e se ascoltassi tutti dovresti sostituire questi cento con altri cento, e poi con altri cento.
    Ma… un posticino per Andrea Pazienza e Grant Morrison si poteva trovarlo 🙂

  13. Magrelli: su kurtz, proprio così. L’edizione dello sconosciuto cui ti riferisci, secondo me, è einaudi.

    ipofrigio: gipi va là perché a me è piaciuto così tanto. Sullo Shakespeare di De Luca è una scelta difficile. L’unica edizione che si trova è quella dei maestri del fumetto (con il sole24ore) che li contiene tutti. Dovevo scegliere tra Amleto e G&R (appena pubblicati da Black Velvet) e ho scelto quello che a te piaceva meno.
    Nell’ultimo decennio, di robe enormi di Crumb in edizione italiana non ne ho viste (dovevo giocarmi Mr. Nostalgia e Kafka, anche perché la Genesi non mi sembra così importante)

    Marco: hai ragione. Non sono riuscito a scegliere archi narrativi. (per tintin prenderesti il settimo o l’ottavo volume? Peanuts ha avuto una tenuta così forte che scegliere un biennio è la pesca del bussolotto. E Tezuka?) Il senso è: “tutto quello che peschi è roba buona”. Però hai ragione e avrei potuto offrire un servizio migliore.

    Gigi: Hai ragione su Pazienza. L’ultima edizione di Pompeo è del 2011 per Fandango. Grant Morrison manca perché non mi sembra meritevole. (non ce l’ha fatta neppure lui, in Supergods, a spiegarci perché dovremmo tenercelo nella storia del fumetto… e dire che di pagine autopromozionali, mascherate da analisi storica, ne ha usate tantetante)

  14. Quando fai cose così io ti ammiro.
    Ci vuole fiducia nella propria memoria, consapevolezza (o presunzione 🙂 di aver letto quasi tutto quello che merita, capacità di fare scelte critiche con una spiccia decisione.
    Se lo facesse un altro m’irriterebbe, lo fai tu e ti ammiro.

    Se qualcun altro scrivesse che il topo cattivo è invecchiato male penserei “cazzate” e ciao. Lo fai tu e io vado a rileggermelo (poi però penso lo stesso “cazzate”, sei ammirevole, non infallibile).

  15. puoi pregare in turco ma l’assenza di fantomax ti qualifica compilatore loffio.
    cattani, monti e il signore dei colori magari manco li conosci ma l’amicale inserimento nella lista non basta a tappare i buchi lasciati da pazienza o tamburini liberatore o delle buonanime eccellenti di crepax ,micheluzzi e manara (poveri bibliotecari neanche un culo da compulsare).

  16. ti rispondo solo ora, non è questione di mafiosità, ma di appartenenza a gruppi per cui ci sono sguardi più benevoli. Peraltro trovo Polina profonderrimo, ma per le altre cose non ho pensato all’uscita italiana recente, sorry…

  17. Veramente vogliamo parlare dei miei amici? Veramente deve finire sempre a magna magna? Lo so che lavorare nell’editoria del fumetto è difficile, ma io non lo faccio. Quindi godo delle mie distanze. Essermi amico non è mica così facile: ci si becca il pacchetto completo (affetto, cazzeggio, schizofrenia e critiche dure comprese). Siccome non sono sicuro di niente (e infatti mi sembra di aver chiarito i limiti delle mie scelte fin dalla noticella introduttiva al post), mi sono fatto un po’ di domande. Quelli che ci sono li ho giustificati tutti.
    Poi, è possibile, anzi certo, che ci siano assenze ingiustificabili.
    L’unico libro la cui posizione è stata influenzata dalla mia amicizia con l’autore è Il signore dei colori. Il libro di Roberto la Forgia doveva stare più in alto perché prende quel formato e lo squaderna e lo squassa. Però, per capirlo, bisognerebbe saper leggere i fumetti e non fermarsi di fronte alle pochezze di prodotto che tentano un lancio sbattendo il mostro in prima pagina e parlando di PEDOFILIA (uuuuhu!!!)

    Onofrio, capisco il tuo amore per la tua opera. Sappi che non ne stai dando un giudizio imparziale. Secondo me è un esercizio postmoderno fuori tempo massimo. Realizzato neanche troppo bene. Quando è uscito Nero, il mensile Granata Press della prima metà degli anni 90, era già troppo tardi. Però Ferrandino, in quel momento, quel gioco lo faceva meglio di tutti e Caracuzzo, Soldi e anche Saudelli tenevano bene le sue pagine.
    Poi, l’assenza di Pazienza è ingiustificabile. Quella di Liberatore e quella di Manara non così tanto.

  18. Questo è un giochino al massacro un po’ poverello. Paolo, non ci conosciamo (e anche se non sono d’accordo con varie assenze e varie presenze, rispetto il tuo lavoro sia in generale sia in particolare, perché anche io ho stilato varie liste per biblioteche, dal 2000, per servirvi) ma ti do un consiglio da amico… chiudi i commenti a questo post 🙂

  19. Grazie, Marco. Sul serio. Ma no. A me lo scontro (anche un po’ rude) piace tanto. Mica voglio avere ragione e neanche voglio essere d’accordo. Però voglio sentire i pezzi che mi sto perdendo.

  20. “Però voglio sentire i pezzi che mi sto perdendo.”

    Oltre a Pazienza e Morrison secondo me ti sei perso Kriminal, Satanik, Akira, Devilman, Giuseppe Palumbo, Valentina Mela Verde (ancora in commercio, anche se in parte pubblicato da una casa editrice chiusa), Garth Ennis, Tutto Mafalda e Lone Wolf and Cub.

  21. capisci male. non di amore si tratta nel caso di fantomax. tu continua a compilare. e salutami i bibliotecari.

  22. LuigiS: grazie. Cosa di Palumbo e Ennis?

    Onofrio: Mah… Ho i miei limiti, è vero, ma non è che tu stia facendo grandi cose per spiegarti.
    I bibliotecari, poi, conviene che te li saluti da solo ché, per quei servizi, ho tariffe che non puoi permetterti

  23. non ci credo. dimmi che quello del Catacchio è un fake. non ci credo che uno viene qui a incazzarsi con te perchè non glia hai messo il suo compitino nell’inutile (nel senso che nessun bibliotecario comprerà nessuno di quei libri) centone. per me è zio Kermit travestito. ce lo vedo bene lui.

  24. “Cosa di Palumbo e Ennis?”

    Per quanto riguarda Ennis stravedo per Punisher Max. Di Palumbo metterei Il re del terrore – il remake, Tomka e Un sogno turco.

  25. Caro Paolo, compilare liste per biblioteche è una delle prime cose che ho fatto, da quando mi occupo di fumetti e nel tempo i miei criteri sono radicalmente cambiati. Come hai fatto tu in questo caso, una volta cercavo i “migliori” “cento libri” (tra virgolette separatamente). Ma poi mi sono reso conto che quelle scelte diventavano datate molto presto, e più o meno scavalcate dalle uscite successive. Risultato, senza una prosecuzione della collaborazione, la biblioteca di turno si trovava a disporre di un fondo velocemente desueto.

    Poi c’è stato un tragico momento in cui sembrava non uscissero più libri a fumetti… ma me la sono cavata sempre bene suggerendo anche i seriali, che però non sempre le biblioteche riuscivano ad acquistare e catalogare per una serie di ragioni, che non sto qui a.

    Infine sono tornati i libri e oggi ne escono talmente tanti, che anche la tua lista attuale di libri necessari diventerà presto largamente desueta. Certo, tu hai definito alcuni criteri minimi opportuni e sensati. Ma secondo me il taglio da dare è un altro. Quando collaboriamo con le biblioteche (come Cfapaz) chiedo sempre qual’è l’obiettivo e quali sono i lettori che la biblioteca vuole accontentare e conquistare. Stilo così una lista su misura, con i libri che servono per le esigenze concrete della biblioteca e non certo per sfoggiare sapienza ed erudizione 😉

    La biblioteca non è solo una struttura che eroga un servizio di prestito, ma è sempre più spesso un luogo vivo, di incontro, dove vengono in realtà offerti molti altri servizi. Per cui un libro a fumetti, ma un qualunque libro, non è solo il contenuto di un servizio ma anche un pretesto per condividere o stimolare interessi.

    I miei migliori “cento libri” non è detto che lo siano anche per “quella” biblioteca.

  26. Ciao Paolo,
    la tua iniziativa è interessante.
    Segnalo ai tuoi lettori uno dei capolavori degli ultimi anni che meriterebbe di stare in ogni libreria/biblioteca: Rughe, di Paco Roca.
    Nel catalogo Tunué ce ne sarebbero forse altri tre meritevoli, ma conto sulla curiosità dei lettori per scoprirli.
    Buon lavoro e buone letture

  27. Michele: Adesso riporto tre frasi. Mi dici per favore se, davvero, hai sentito la necessità di sottolineare queste tre verità? Perché se lo hai fatto, sono un po’ preoccupato dalla capacità cognitiva che sei disposto a riconoscere a me e ai lettori di questo blog.
    – una lista di libri per le biblioteche (che deve identificare dei prodotti acquistabili attraverso canali accessibili) deve essere aggiornata nel tempo
    – a una lista generica (e potenzialmente valida per tutti i contesti) dovremmo preferire una lista specificamente definita per un singolo contesto
    – la soggettività è soggettiva.

    Siccome siamo giunti al momento “Jacques De La Palice”, aggiungo un’altra banalità: la lista dei libri migliori per una specifica biblioteca secondo un individuo è tanto soggettiva quanto la lista dei libri migliori in assoluto secondo quell’individuo.

  28. Mah, devo dire che quel che ha detto Michele Ginevra a me pare chiaro. Possono esistere “liste ideali”, basate certamente su criteri soggettivi, ma finalizzati a stilare un elenco possibile di opere ritenute “le migliori / le più importanti” in senso, come dire, sempre fra virgolette, “assoluto”. E poi, sostiene Michele – e chi ha stilato elenchi per le biblioteche più di una volta non può non concordare, se non altro per esperienza diretta, come il sottoscritto – esistono liste mirate alle esigenze delle specifiche biblioteche, articolate in base a criteri più particolari, nei quali si può saltare senza problemi Will Eisner o David B. o Alan Moore e invece includere Ai Yazawa, Gian Luigi Bonelli e Garcia Seijas. Michele ha semplicemente raccontato in breve la sua esperienza, ritenendola utile in generale e non solo a te per future liste che ti dovessero essere richieste… sono sicuro che qui nessuno mette in dubbio la capacità intellettiva di alcuno. Credo che la differenza di base fra te e lui è che Michele è un bibliotecario, tu no: ciò determina una diversa prospettiva. Quella di Michele è più interna al mondo della biblioteca e della biblioteconomia, e questo ha sia lati positivi sia lati negativi: Michele è più consapevole sia delle esigenze materiali e operative di una biblioteca, sia dei limiti culturali di alcuni bibliotecari (conosco molti bibliotecari assai poco appassionati al loro lavoro, ma sono per fortuna una minoranza impiegatizia, la maggior parte fanno questo lavoro perché amano i libri da sempre); tu hai probabilmente una visione fortemente estetizzata del fumetto e dalla tua lista credo traspaia in modo vigoroso, il che ovviamente va bene, perché non c’è nessuna opera della tua lista che non meriterebbe di essere acquisita da ogni biblioteca italiana; ma è – e non è un difetto, intendiamoci! – una lista generale, molto varia nei generi, anche se con una maggiore predilezione per le opere in uno o pochi volumi (romanzi a fumetti in uno o più tomi) e per le serie non a tempo indefinito, che non per altri formati come l’albo seriale all’americana o quello all’italiana, o ancora la striscia (ripeto: formati non assenti ma assai minoritari). Va tutto bene, anche se probabilmente non ritieni di aver bisogno delle rassicurazioni di chicchessia… Hai tenuto aperta la bacheca dei commenti, quindi il minimo che puoi fare è tenerli in considerazione senza piccarti… 🙂

  29. Accidenti… non vorrei infierire sulla capacità cognitiva etc… ma hai mescolato la parte di racconto esperienziale con la conclusione a cui volevo arrivare… che è sì, la seconda che hai riepilogato, ma l’ho detta un po’ diversa da come la riassumi…
    Cmq so di aver preso il “pacchetto completo Paolo” e quindi va bene lo stesso.
    Bye!

  30. Ehilà! Ciao Marco!
    Non preoccuparti, con Paolo si discute così da sempre! E rimarrà sempre un amico (scorbutico e peloso, ma amico).
    Intendevo proprio così: i libri “necessari”, o meglio le opere necessarie, sono tantissime e dipende non tanto dalla soggettività (ok c’è sempre la soggettività, per forza), ma dai criteri di scelta. E i criteri dovrebbero, secondo me, essere costruiti sulla base delle esigenze della singola biblioteca.
    Questo non toglie che si possa stilare una lista dei “migliori”, ma sarà effimera e non è detto che possa essere utile ad una biblioteca di pubblica lettura. Secondo me non lo è.
    Al contrario, avrebbe senso per una biblioteca di conservazione che intende rappresentare un dato ambito con le opere migliori, a parere di esperto.

  31. Marco: conosco bene Michele e le sue competenze. Al punto che, quando si parla di biblioteche, faccio il suo nome. Non sono piccato. La questione è semplice, però. Se fai una cosa tante volte diventi sicuramente più veloce a farla. Diventi sicuramente più bravo? In alcuni casi sì, in altri no. Non dubito che nel caso di Michele (e nel tuo) siate diventati più bravi.
    Non intendo difendere un compitino (neanche il mio) e la definizione di un metodo mi interessa molto.
    Secondo me, il modo migliore per costruire la lista passa per un’operazione collettiva con forte coinvolgimento di individui che conoscono il contesto (i bibliotecari nello specifico)
    Però, più del metodo, credo che ai bibliotecari interessi il risultato. Esiste un posto in cui sono accessibili le vostre (tua e di Michele) liste? Magari, quelle risorse possono essere utili. Per tutti.

  32. Ci mancherebbe! qui non si tratta di fare a gara a chi è più bravo! (vedi che sei scorbutico?). Ecco invece il discorso del metodo, che non è secondario ai risultati, ma li determina. Forse mi era sfuggito l’aspetto del confronto con i bibliotecari, che appunto è quello che anch’io ho cominciato a privilegiare da un certo punto in poi.
    Ho avuto un’ottima esperienza per esempio con la biblioteca di Spinea, che ha una valida sezione dedicata al fumetto.
    Le liste di libri a cui ho lavorato le ho in memoria sul server.
    Le potrei anche divulgare. Tenendo presente però: che vanno contestualizzate rispetto al periodo in cui sono state formulate e rispetto ai criteri condivisi e che rappresentano l’oggetto di consulenze professionali, frutto di un lavoro, permettimi, non “regalabile”.
    Però potrei, se ci riesco (perché scrivo molto meno di prima in rete) preparare un post sull’argomento.
    Bye

  33. Quello che io ho spesso proposto alle biblioteche che mi hanno chiesto liste, è una cosa forse “impossibile” (per ora?), comunque ritenuta dai bibliotecari irrealizzabile, sulla base, dico io, della loro forma mentis, che è poi la forma mentis condivisa, consapevolmente o meno, dai librai (e in tal senso non vedo differenze fra bibliotecari e librai, il che è un forte, involontario ma effettivo insulto per i primi): cioè il catalogare i libri e le serie di albi a fumetti per genere narrativo o argomento, con lo scopo di piazzarli non in una sezione “fumetti” ma sparpagliandoli negli scaffali relativi. Sarebbe per noi gente del fumetto molto stimolante suggerire criteri e settori di inserimento di ogni fumetto delle nostre liste nei più adeguati settori della biblioteca. Forse potrebbe servire a generare o almeno a suggerire una maggiore consapevolezza non “sul fumetto” (come forma generale) ma “sui fumetti” come singoli oggetti di lettura. Come ho detto in più occasioni, il fumetto come linguaggio è un nonsense, se rapportato agli usi di una biblioteca, la quale è orientata per sua natura a divulgare, trasmettere e conservare contenuti e conoscenze, più che forme da sostenere in quanto tali.

  34. maxcle: La copertina e le prime pagg di Rughe sono bellissime. Poi l’idea si spegne (ma chi se ne stropiccia: quella copertine e quell’inizio valgono il libro). Banalmente me lo sono dimenticato. Mi dici gli altri titoli Tunuè che mi sono perso? Grazie

  35. Mi dispiace non ti sia piaciuto Rughe, ma non sto a sindacare sui gusti personali.
    Il mio commento era relativo più a una riflessione personale; mi chiedevo: Rughe è stato premiato in tutto il mondo, sia come fumetto sia come lungometraggio d’animazione (e sta per arrivare anche in Italia), i lettori ne sono conquistati, ha venduto più di 5mila copie, come mai un attento osservatore del settore non lo considera? Ovvero: i critici sono slegati dalla realtà? Oppure: cosa deve pubblicare una casa editrice per interessare la critica se neanche Rughe fa breccia?

    Dal catalogo Tunué mi sento di consigliarti, proprio perché molte biblioteche li hanno acquistati:
    – Giètz! (Campanella-Pasqualini)
    – Octave (Chauvel-Alfred)
    – Perché ho ucciso Pierre (Ka-Alfred)
    – Fiato sospeso (Vecchini-Sualzo)

    Per il resto, credo sia importante in operazioni simili dichiarare il criterio di scelta e il metodo. Ma vedo che la discussione si sta sviluppando in questo senso.
    Grazie dell’attenzione.

  36. Massimiliano: guarda che non ho detto che Rughe non mi è piaciuto. Poi, sono in grado di spiegare le mie posizioni (e neanche sempre), Di quello che dicono i critici, chiedi a loro.

  37. Qualche criterio per fare la mia lista (grazie per il link) lo ho seguito.

    Sapevo che per biblioteche particolari c’è bisogno di libri e fumetti particolari.
    Per esempio in una biblioteca rivolta in modo specifico a bambini e giovanissimi entrano libri di un certo tipo. Non metterei in lista Gli ultimi giorni di Pompeo.
    E’ l’esempio più lampante ma ce ne sono altri: biblioteche dedicate alla cultura locale, biblioteche di giurisprudenza, biblioteche di lettere, biblioteche scolastiche, biblioteche dei musei di scienze, biblioteche dei musei di arte contemporanea e così via. Ogni tipo di biblioteca ha esigenze diverse e c’è bisogno di discutere con i curatori per capire cosa inserire.

    Io ho pensato a una generica biblioteca di quartiere nella quale entrano il pensionato che legge il giornale, il bambino che gioca, lo studente delle superiori che usa i tavoli per studiare, la persona qualunque che cerca un romanzo.
    E’ il tipo di biblioteca più diffuso. E’ una biblioteca che deve avere i classici ma stare attenta alle novità, accontentare gli adulti (con romanzi ma anche con un po’ di saggistica, certamente non al livello di una biblioteca universitaria) ma non trascurare i bambini.

    In base a questi criteri ho creato una base molto forte sui classici. Per quello che riguarda i contemporanei, nonostante le mie conoscenze limitate, ho provato a indovinare quali sono i più rappresentativi.
    Ho cercato di scegliere un ampio numero di generi. Ci sono orrore, fantascienza, autobiografia, supereroi, fumetto storico, storiografia, western.
    Ho messo in lista autori di più Paesi: Italia, Francia, Belgio, Argentina, Norvegia, USA, Gran Bretagna, Canada, Svizzera.
    Infine ho scelto diversi fumetti che possono piacere anche ai lettori più giovani.

  38. Un’iniziativa davvero interessante. Suggerirei di inserire – in alto nella classifica – “Nausicaa” di Hayao Miyazaki.

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